giovedì 13 dicembre 2018
In foto: Il comune di Rimini entra a far parte delle “Città del Vino”. Ieri in municipio si tenuta la cerimonia di consegna del simbolo dell’associazione per la promozione dell’enoturismo in Italia e all’estero.
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ven 19 giu 2009 13:34 ~ ultimo agg. 00:00
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La nota stampa

Si è svolta nel pomeriggio di ieri, in Residenza comunale, la cerimonia di consegna al Città di Rimini della bandiera della “Città del Vino”, il simbolo dell’associazione nazionale per la promozione dell’enoturismo in Italia e all’estero a cui il Comune ha aderito.
Una cerimonia simbolica, in cui il direttore dell’associazione Paolo Benvenuti, ricordando le iniziative in cui è impegnata (da “Calici di Stelle” all’osservatorio sul turismo enogastronomico), ha consegnato nelle mani del Vicesindaco e assessore al Turismo del Comune di Rimini Maurizio Melucci oltre alla Bandiera il simbolo distintivo delle “Città del Vino”, alla presenza del presidente del Consiglio comunale Antonella Ceccarelli, degli assessori Taddei e Beltrami, dei consiglieri Zerbini e Gennari, e l’esperto in turismo enogastronomico riminese Amedeo Monterumisi.
“Avremo bisogno nel prossimo futuro – ha detto il Vicesindaco Melucci nel ricevere la bandiera – di sviluppare una forte iniziativa anche sul versante della cultura enogastronomica che sappia integrarsi con quella che abbiamo saputo mettere in campo sul settore del turismo balneare. Ciò potrà avvenire non solo grazie a un entroterra con pochi eguali per bellezza e attrattiva, ma anche grazie al salto di qualità nel rapporto coi produttori locali per la valorizzazione dei nostri prodotti enogastronomici.”
Alla cerimonia ufficiale, è seguita al Museo della Città la presentazione della “Domus di Bacco”, tra le iniziative della prima giornata del Festival del mondo antico.
La “Domus di Bacco” è un progetto ambizioso che sarà realizzato presso il Museo della Città e che costituirà un unicum almeno in Italia. Si tratta della ricostruzione di un’antica taberna, un vero e proprio “termopolium” rivisitato in chiave moderna. Esso fungerà non solo da luogo di esposizione ma anche e soprattutto da luogo di racconto. Alla base del progetto c’è infatti la convinzione che il patrimonio enogastronomico di un territorio è legato a filo doppio con la sua storia e la sua cultura. Raccontare i frutti della terra significa perciò risalire alle origini di quella terra, alle sue tradizioni, al suo capitale culturale e alle sue trasformazioni. Un’operazione che oltre ad essere importante dal punto di vista storico assume un ruolo strategico fortemente turistico. L’ambiente sarà accessibile anche esternamente rispetto al Museo, e precisamente dall’ingresso posto in via Cavalieri. Al suo interno spiccheranno alcune eccellenze enogastronomiche del territorio promosse dalla Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini.

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