giovedì 13 dicembre 2018
In foto: Un nostro lettore ci ha inviato oggi una mail per esprimere la sua opinione sull'inquinamento del nostro mare e sullo scarso impegno, a suo dire, delle istituzioni.
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sab 20 giu 2009 12:02 ~ ultimo agg. 00:00
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La lettera

Si continua a parlare del nostro mare come discarica e luogo in cui si ha il diritto di sversare senza problemi. Sembra ci si occupi tecnicamente di farlo al meglio. Si progetta di nascondere il tutto sotto il tappeto prolungando lo scarico a trecento metri dalla riva, nella vana speranza che l’acqua inquinata non si mescoli con quella pulita a riva. A questa si vuole aggiungere l’acqua che arriva dal Po.
Le recenti vicende tra Cer, Consorzio di Bonifica e Comune di Rimini mette in evidenza questo atteggiamento.
La questione riguarda il prolungamento di uno scarico a mare di Rimini nord. Scarico che da una parte si vuole continuare impunemente ad usare come sfogo dei nostri liquami. Dall’altra si pretende di risolvere i problemi di balneazione spostandolo a 300 metri da riva, oltre il limite legale di balneazione e pertanto non dovendolo più rilevare con le nuove normative europee. Il tutto però all’interno dell’inciviltà ambientale che distingue queste scelte e mantenendo i rischi per la salute pubblica dei fruitori del mare.
Questo primo stralcio dell’intervento che non verrà realizzato speriamo sia prodromo alla vanificazione del prolungamento a Rimini del canale emiliano-romagnolo, struttura che rappresenta un inutile spreco di denaro e territorio.
Gli interventi di cui il nostro territorio ha bisogno sono ben diversi. Alcuni:
-Recupero delle acque reflue dei depuratori, massa d’acqua così ingente e prodotta massimamente in estate che ci permetterebbe di alimentare il fiume Po invece di vampirizzarlo con il Cer. Produciamo ogni giorno centinaia di migliaia di metri cubi di acqua che viene impunemente gettata, e nonostante i futuri oltre 40 milioni di euro di investimenti previsti nelle fognature e depurazione rimarrà ancora risorsa non utilizzabile! Si deve innanzitutto promuovere il riutilizzo di queste ingenti risorse idriche a sostegno della nostra industri e agricoltura.
-Separazione delle fognature, intervento principe per poter salvaguardare il nostro ambiente costiero e investimento fondamentale per il benessere della nostra economia turistica;
-Interventi nell’entroterra per bonificare le situazioni di scarico incontrollato che avviene nei nostri fiumi, i casi di Faetano e Cerasolo sono molto noti, come le periodiche situazioni di scarichi abusivi a Bellaria Igea Marina, per citarne solo alcune.
Questi 20 milioni di euro che si vogliono spendere per tre chilometri e mezzo di canale potrebbero essere ben investiti invece che sprecati. Se poi si uniscono ad oltre i 40 milioni di euro del piano delle fognature provinciali, che servono a non risolvere nemmeno uno dei nostri problemi ambientali legati ai reflui fognari, potrebbero essere un importante punto economica di partenza per impostare un progetto di rinascita del nostro mare.
Invece si vuole continuare ad utilizzare risorse economiche a puntello di una classe politica e tecnica che in questi decenni ci ha dimostrato la sua evidente incapacità, portando il nostro territorio e mare in una situazione di continua emergenza e una conseguente squalificazione della nostra offerta turistica e della qualità urbana e ambientale.
E’ necessario rivedere le politiche degli investimenti fognari e idrici del nostro territorio orientandoli alla soluzione dei problemi che abbiamo sul piatto e partendo dalle infrastrutture e risorse esistenti prima ancora di realizzarne altre costose e che disattendono già dalla fase di progettazione gli obiettivi per cui le si vuole realizzare.

lettera firmata

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