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Minacce a Ricchiuti. Le parole di Marco Lombardi e Andrea Gnassi

PoliticaRimini

17 giugno 2009, 18:11

in foto: La bomba carta posizionata la notte scorsa sotto l'auto del capitano del Rimini, Adrian Ricchiuti -ennesima minaccia al giocatore biancorosso in questa difficile annata - solleva commenti anche nel mondo politico riminese. Commenti che, dal versante sportivo, talvolta rotolano nell'agone della stessa politica.

“Come ex presidente del Rimini, come sportivo e come cittadino – scrive in una nota il candidato alla presidenza della Provincia per il centrodestra, Marco Lombardi – sono vicino a Ricchiuti ed alla sua famiglia ai quali esprimo tutta la mia solidarietà per gli incresciosi episodi di cui sono stati oggetto. Il tifo – osserva – non può in alcun modo degenerare in gesti violenti o intimidatori e la città intera si deve sentire offesa ed esprimere unanime condanna”.
Più articolato, di fronte al fatto di cronaca, l’intervento del segretario provinciale del Pd, Andrea Gnassi. “Le parole preoccupate di Adrian Ricchiuti testimoniano lo stupore di tutte le persone normali davanti all’incedere di una barbarie – spiega in una nota -. Soprattutto l’incredulità davanti a un elemento anomalo per il nostro territorio, tollerante, accogliente e disincantato al punto giusto per diluire ogni tensione”.
A giudizio di Gnassi, che allarga così lo spettro della sua disamina, “la retrocessione del Rimini diventa adesso la spia di una pericolosa novità, alimentata anche dalle parole di una parte politica la cui assenza di proposte e ritegno è inversamente proporzionale alla arrogante strumentalità”.
Secondo l’eposnente del Pd, “la politica continua a non dare il buon esempio: esce dal recinto delle idee e dei progetti per andare a parare nel cortile dell’odio. E’ un clima avvelenato – prosegue – che dal calcio arriva alla campagna elettorale e viceversa. La rivoluzione moderata sbandierata in realtà è un’involuzione dissennata che sta lasciando scorie difficili da smaltire per il dopo. Nel Pdl – argomenta ancora – ha prevalso anche a Rimini questa linea per così dire ‘pizzolantiana’. Dal punto di vista politico un fallimento devastante: ma non doveva essere Lombardi l’uomo delle liste civiche, dell’Udc, dei delusi della sinistra, della vittoria al primo turno, del sorpasso nel Comune capoluogo?”. Sempre a giudizio di Gnassi, “dal punto di vista dell’atteggiamento un salto all’indietro pauroso: gli avversari, siano essi persone o partiti, peraltro alleati in altre parti della provincia e dell’Italia, ‘manganellati’ con ogni mezzo, a partire dalle bugie, dalle calunnie, dalle offese. Anche la fede strumentalizzata, persino brandita contro chi può avere un’idea diversa. Non una parola sul programma, solo sberle. E’ questo ‘prurito alle mani’ ormai esibito senza alcuna più remora – conclude – a dover essere contrastato e respinto”.

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