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Filippo Sacchetti eletto presidente del Consiglio Comunale. Gli interventi

PoliticaSantarcangelo

30 giugno 2009, 16:13

in foto: Davanti a circa 200 cittadini si è tenuto ieri sera a Santarcangelo il primo consiglio comunale della nuova legislatura. Tra i punti all'ordine del giorno la nomina del presidente del Consiglio:

con 13 voti ad essere eletto è stato Filippo Sacchetti, appena 21 anni. Andrea Berardi, del PDL, è stato eletto vicepresidente. Sacchetti, dopo aver ricordato la prematura scomparsa della collega Pamela Marinelli, ha sottolineato proprio la giovane età del consiglio: il 60% degli eletti ha meno di 40 anni (compreso il sindaco, Mauro Morri).
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Il discorso del sindaco Morri

Presidente, Consiglieri, colleghi della Giunta, cittadine e cittadini,

permettetemi innanzitutto di rivolgere proprio a questi ultimi, alle cittadine ed ai cittadini di Santarcangelo, il mio primo saluto ed un sincero ringraziamento per la loro presenza a questa seduta del Consiglio Comunale, la prima della nuova Legislatura. Poi, ai Consiglieri comunali i miei complimenti per la loro elezione in questa Assemblea e l’augurio di buon lavoro. Infine al Presidente ed al vice Presidente del Consiglio Comunale, appena eletti, le mie più vive congratulazioni ed i migliori auguri per lo svolgimento del loro compito.

Ho parlato in questa aula altre volte: da giovane Consigliere, quando avevo 22 anni ed iniziavo la mia attività istituzionale. Poi da Assessore nelle Giunte presiedute da Cristina Garattoni – alla quale va il mio commosso pensiero – poi Fabio Maioli e Mauro Vannoni: che saluto ed abbraccio con grande affetto e amicizia. Ma oggi, essere qui, e parlare da Sindaco, da Sindaco scelto da migliaia di cittadini è tutta un’altra cosa: bella ed emozionante. Ma anche carica di responsabilità, di tanta responsabilità.

Ai cittadini che ci hanno votato, esprimendo una percentuale così alta di consenso, va il mio personale ringraziamento e quello dell’intera coalizione di centro sinistra.

Ma il mio ringraziamento è anche per coloro che hanno espresso un voto a sostegno degli altri candidati a Sindaco ed alle liste di opposizione. Questa campagna elettorale ha permesso a tutti di esporre i propri programmi, le proprie idee, di discutere e confrontarsi con la città la quale, dopo aver vissuto questi momenti con grande intensità, si è poi pronunciata confermando, fin dentro le urne, l’alta partecipazione a questo fondamentale appuntamento con la democrazia.

Sarò Sindaco anche di quei cittadini che non hanno condiviso il mio programma ed hanno eletto la loro rappresentanza in questo Consiglio, uomini e donne di forze politiche che svolgeranno il loro compito di opposizione. E’ proprio dalla dialettica tra idee e programmi che si contrappongono, dal confronto tra persone e partiti che pensano diversamente, che trae alimento la democrazia, maturano le società, si consolidano le comunità.

Quello conseguito lo scorso 6 e 7 giugno è un risultato entusiasmante, frutto di una campagna elettorale vissuta un po’ dappertutto in città, nelle frazioni, tra la gente, articolata in decine di incontri organizzati, spontanei o improvvisati. Un risultato che assegna a me, ed alla coalizione di centro sinistra, una grande responsabilità. Una responsabilità che gli elettori ci hanno affidato per tre ragioni fondamentali.

La prima, perché hanno riconosciuto la nostra capacità, messa in campo in questi anni, di governare bene ed ottenere i risultati per i quali ci eravamo impegnati.

La seconda, perché hanno condiviso la nostra idea di città, l’hanno sentita e fatta propria con passione ed orgoglio, perché idea cresciuta durante un percorso partecipato di grande interesse e coinvolgimento.

La terza, perché hanno visto in questa maggioranza, negli uomini e nelle donne che la fanno vivere, la forza, la determinazione e la convinzione, capaci di realizzare quel programma e continuare nella direzione tracciata.

La politica e le persone si sono nuovamente incrociate, la partecipazione collettiva è tornata ad essere un momento fondamentale nella formazione dei programmi, nelle decisioni e nelle scelte. La precedente amministrazione ha visto bene e visto lungo quando, già due anni fa, ha inaugurato questo metodo di confronto, pubblico ed aperto, discutendo gli indirizzi del Piano Strutturale con i cittadini, le associazioni, le organizzazioni e le rappresentanze della comunità locale.

Aveva capito quanto fosse necessario e fondamentale portare dentro la nostra comunità i temi e la cultura dello sviluppo futuro, dell’innovazione, del cambiamento. Aveva capito che davanti ad un passaggio così fondamentale, davanti ad una città che stava ridefinendo il proprio profilo, e con alle porte il momento più alto della partecipazione democratica – le elezioni amministrative con le quali scegliere programmi e classe dirigente – le cose più giuste da fare fossero parlare con i cittadini, esporre delle idee, ascoltare le loro opinioni, accogliere i loro suggerimenti. E così è stato fatto.

Questo metodo è stato vincente, a Santarcangelo come in molte altre realtà del nostro paese. Con questo metodo e con questa convinzione continueremo, perché il rapporto ed il confronto con i cittadini e la società organizzata sono il più importante nutrimento e corroborante per la democrazia. Questa è la nostra forza, e questa forza – il radicamento sociale e politico nelle comunità locali – che può permettere al centro sinistra –diversamente composto nelle sue alleanze – di tornare protagonista e proporsi come alternativa alla guida del Paese.

E’ stata una campagna elettorale vera, la nostra. Chi ha parlato di una campagna elettorale scontata, non solo ha distorto la realtà dei fatti ma ha espresso un giudizio irrispettoso non solo verso quelle centinaia di persone che, con uno sforzo personale e tutto volontario, hanno contribuito ad organizzarla; ma, soprattutto, verso le migliaia di cittadini che vi hanno partecipato con passione, entusiasmo, interesse, attenzione e che, alla fine, hanno scelto ed espresso il loro voto.

E’ stata una campagna elettorale molto partecipata perché è stata una campagna elettorale molto politica. E, anche questo un fatto importante, non solo localistica. La coincidenza con il voto provinciale ed europeo ha dato un po’ di respiro alla discussione ed al confronto non soltanto perché caricato di un esito che avrebbe potuto influire sul quadro politico nazionale, ma perché l’Europa è una dimensione che, soprattutto nei giovani, è sentita come parte integrante ed irrinunciabile del proprio essere cittadini.

E’ stato un bene che negli stessi giorni si sia votato per eleggere i presidenti delle province, i sindaci ed i parlamentari europei. E’ stato un bene che una parte del centro sinistra si sia trovato unito nelle province e nei comuni a sostegno di candidati a presidente e a sindaco. La via dell’unità, oltre le naturali esigenze di ciascun partito ad affermare la propria identità, è infatti quella che i nostri elettori ci indicano premiando la coalizione nel suo complesso ed eleggendo i suoi candidati.

Voglio ringraziare ancora una volta tutti i Partiti della coalizione di centro sinistra che hanno sostenuto la mia elezione a Sindaco. Al di la della ottenuta rappresentanza consiliare, confermo che la mia coalizione politica è rappresentata dai 5 partiti che mi hanno candidato, sostenuto e garantito il successo elettorale: da Rifondazione Comunista ai Comunisti Italiani coi quali, pur senza la rappresentanza in Consiglio, ci ritroveremo ogni qualvolta dovremo discutere di programmi, scelte strategiche e sui principali temi amministrativi nei prossimi 5 anni; dal Partito Socialista che ritorna a sedere in Consiglio con una autonoma e qualificata rappresentanza; dall’Italia dei Valori che ottiene per la prima volta un Consigliere Comunale ed è parte integrante della coalizione di centro sinistra; dal Partito Democratico che conferma la più ampia e radicata rappresentanza elettorale portando in Consiglio ben 10 Consiglieri su 20.

Ma questa tornata elettorale ci consegna anche un nuovo soggetto politico: alla Lista Civica Una mano per Santarcangelo, dalla quale ci dividono giudizi su alcune scelte di programma, ma con la quale spero di essere unito da un sentire comune relativo alla realizzazione di politiche sociali ed economiche più eque – nonchè dalla necessità e dal desiderio di trovare punti comuni e percorsi che ci avvicinino – dico che, sia sul piano dell’azione amministrativa che su quello della politica locale, dobbiamo lavorare per realizzare un confronto costruttivo, senza pregiudiziali, nel rispetto dei ruoli: perché mi ostino a pensare che ci siano spazi e condizioni favorevoli per farlo.

Nell’area romagnola e a livello provinciale questo appuntamento elettorale promuove una nuova generazione di Sindaci ed un sostanziale rinnovamento del quadro politico e dirigente.

Ai sindaci della Provincia, ed in particolare a quelli della Valmarecchia, dico che l’abbattimento delle barriere burocratiche ed il superamento dei limiti e dei confini materiali tra un Comune e l’altro, prima che una visione ed un progetto politico, sono una necessità per fare buon governo: per rendere la vita dei cittadini più facile, le amministrazioni più vicine, i diritti ed i doveri di ciascuno sempre più chiari ed inequivocabili. Tutti i sindaci dovranno sempre più lavorare insieme perché soltanto con un impegno comune ed un effettivo gioco di squadra si potranno affrontare e risolvere tutti quei problemi che da soli non è più possibile superare.

Alla base dell’affermazione sancita dal voto stanno il progetto politico, le idee e le coerenze del programma che abbiamo proposto. La relazione con i cittadini, con segmenti della popolazione, con gli interessi organizzati, è stata di tale profondità ed intensità perché basata su un lucido ed inequivocabile progetto politico.

Rimandando alle linee programmatiche di mandato che saranno presentate formalmente alla Vostra attenzione, dopo una elaborazione definitiva insieme ai colleghi di Giunta, in uno dei prossimi Consigli Comunali; desidero comunque in questa occasione ricordare, seppur in estrema sintesi, alcuni elementi fondanti del programma del Sindaco e della coalizione.

La qualità dello stare e del vivere in questa città è un nostro obiettivo. Per realizzarlo è necessario che ognuno di noi esprima il meglio di se stesso, secondo le proprie capacità. Come cittadini siamo tutti parte attiva, protagonisti delle scelte che riguardano il Comune. Santarcangelo, forte del senso di appartenenza di tutti coloro che ci vivono, è il luogo dove si intrecciano rapporti umani e relazioni. E’ un sentimento, una dimensione immateriale espressione del senso unitario ed identitario della comunità. Quante volte nella campagna elettorale mi sono sentito dire “sono orgoglioso di essere di Santarcangelo” oppure, da parte di chi non lo era, “magari potessi venire ad abitare a Santarcangelo”.

Questo senso di appartenenza e la qualità dei rapporti tra le persone sono stati e sono il presupposto di una forte socialità capace di garantire i diritti, rispondere ai bisogni, creare le condizioni per lo sviluppo, affrontare i disagi e le difficoltà dei più svantaggiati.

Punteremo allora sulla qualità e non sulla quantità degli investimenti, sulle scelte che traducano l’identità socio-economica della nostra città in forme e funzioni che migliorino i rapporti sociali e aumentino il benessere economico.

Proseguiremo nella trasformazione del Comune non solo come organizzatore e gestore di servizi per i propri cittadini ma anche come promotore di sviluppo: un Comune che accresca la nostra ricchezza attraendo investimenti, realizzando alleanze e sinergie a tutti i livelli per promuovere progetti innovativi.

Scelte di area si impongono anche per la politica culturale. Qui la Provincia e la Regione devono compiere un salto di qualità nel loro rapporto con i centri come il nostro. La cultura è, per queste realtà, una ricchezza, una fonte di lavoro, un territorio che, se guardato con gli occhi rivolti al futuro e non solo al passato, può presentare paesaggi nuovi e mettere in circolo energie ed idee fresche ed innovative.

La cultura, si legge nel nostro programma, è il collante che ci tiene insieme. E’ questa una idea ed una visione che mi preme rafforzare.

Affrontando un altro tema importante e più volte richiamato in campagna elettorale relativo allo sviluppo di Santarcangelo mi preme sottolineare che la sfida che abbiamo davanti non è solo costruire un pezzo di città nuova.

Chi riduce a metri cubi e metri quadri le scelte definite nel Piano strutturale non ha compreso l’anima di questo progetto.

Quella che desideriamo costruire, ed i cittadini l’hanno capito perché di questo molto si è discusso in questi ultimi mesi, molto si è scritto, molto si è mostrato, è una città che abbia un cuore, un suo sentimento, una sua definizione: certo una architettura, contemporanea e bella – la più bella possibile- ma soprattutto un carattere sempre più marcato: esaltazione di quelle specificità sociali, culturali, economiche e civili che Santarcangelo ha saputo, nella sua storia, coltivare e fortificare. E’ grazie a questa qualità fondante, potremmo dire genetica, che questa città è riuscita a svilupparsi evitando i rischi della periferizzazione; definendo, man mano che cresceva, una identità sempre più precisa e riconoscibile. Fino a giungere, oggi, ad essere ampiamente apprezzata per la qualità dei propri servizi, per la propensione all’innovazione, per l’apertura alla sperimentazione, per la capacità di avere relazioni aperte e non conflittuali, per l’assenza di tensioni sociali significative e di crisi acute.

E’ questa condizione di partenza che va sviluppata, perché in questa specificità risiedono la forza della nostra comunità e la determinazione con la quale sta affrontando una nuova stagione di trasformazione.

Localmente le nostre politiche di sviluppo saranno diffuse ed omogenee. Tutto il territorio sarà curato e il Comune pensato tutto insieme, proprio come un organismo vivente, un corpo unico.

Riaffermiamo, inoltre, che il lavoro e il lavorare sono oggi la questione centrale, con un’economia che ristagna, i redditi che si erodono, il lavoro che diventa precario, le produzioni che tendono a decentrarsi e ad emigrare verso le zone più povere ed a più basso costo del mercato globale.

Santarcangelo, con più di 2500 imprese nei settori dell’artigianato, dell’industria, del terziario, del commercio e dell’agricoltura sta resistendo, seppur con qualche affanno, di fronte alla crisi ma deve essere pronta a raccogliere la sfida facendo leva sulla propria capacità di fare sistema, rafforzando il legame impresa – territorio, in modo che esse siano soggetti protagonisti dello sviluppo nel senso più ampio del termine e condividano e compartecipino alla vita sociale e culturale della nostra città.

Abbiamo sempre detto, e continuiamo a dirlo, che la scuola è soprattutto scuola pubblica, un sistema che include, che offre pari opportunità a tutti, che garantisce la crescita della persona e del sapere perché il futuro del paese, la sua civiltà e la stessa competitività economica, si basano sul suo livello di istruzione e sulla possibilità di dare futuro alle giovani generazioni. E per “scuola” noi intendiamo un percorso che va dall’asilo nido all’università, una offerta di servizi ricchi e qualificati che per svilupparsi necessitano di nuove risorse e sinergie, soprattutto per quanto riguarda i servizi alla primissima infanzia.

A tutti i cittadini diciamo che la spesa sociale non è solo una questione di previdenza e pensioni, ma un complesso e dinamico sistema di servizi sociali. E che un’amministrazione di centro sinistra si caratterizza, in primo luogo, per la sensibilità ai problemi sociali e per la capacità di mantenere vivo un tessuto che promuove una sussidiarietà orizzontale coinvolgendo associazionismo e volontariato.

Promuoveremo azioni mirate e qualificate nel settore socio-sanitario, che consentano quelle collaborazioni tra i diversi soggetti pubblici, del terzo settore e del privato sociale, indispensabili per utilizzare al meglio le risorse che abbiamo.

Sosteniamo che il diritto alle prestazioni sanitarie deve essere garantito a tutti secondo le necessità delle persone. Questo comporta un funzionamento a rete dei diversi livelli di intervento: delle strutture pubbliche – in primo luogo – e di quelle private, per far sì che la risposta alla domanda sanitaria sia efficace, rapida ed economicamente la più compatibile possibile per le persone e la comunità.

Lavoreremo per accrescere l’efficienza della nostra struttura, valorizzando le risorse umane, per aumentare le competenze e perseguire la qualità nel lavoro e nei rapporti con i cittadini, nelle grandi opere come nei servizi e negli interventi quotidiani.

Tutto ciò lo vogliamo fare applicando uno “stile lieve”, operando per una città unita, lavorando per la costruzione – permettetemi questa stramberia lessicale – di un “Comune gentile”.

Questo progetto deve adottare anche un nuovo alfabeto, con parole e pratiche che dobbiamo eliminare ed altre che vanno utilizzate con più frequenza.

Vanno abbandonate: scontro, pregiudizio, egoismo, intolleranza, demagogia, calcolo, cinismo, vendetta, smarrimento, stanchezza, pessimismo.

Bisogna dare forza a: dialogo, ascolto, pazienza, mediazione, ricucire, riscatto, obiettivi, progetti, modelli, gentilezza, sobrietà.

Servono intuizioni che diano senso alle scelte che si faranno. Non basta “fare”. Intanto occorre “fare bene”, ma è oltremodo necessario che al “fare” si anteponga il pensare, il discernere e lo scegliere: in altre parole occorre fare posto alla politica. Che – nell’epoca della comunicazione, della globalizzazione e del relativismo – non è più la semplice contrapposizione ideologica tra destra e sinistra, ma la capacità di scegliere tra opzioni diverse quella che sa portare maggiore beneficio alla comunità, nell’interesse di molti e non di pochi.

“La politica non è un’avventura personale, ma un meraviglioso viaggio collettivo”. Ecco: è così che intendo anche io questo servizio. Non sono qui ad occupare un posto ma sono a disposizione di quanti vogliono salpare per un nuovo viaggio, da fare insieme, al ritorno dal quale poter portare alla nostra città tesori nuovi: innovazione, servizi, benessere, lavoro. Per fare questo viaggio serve uno sguardo oltre la città, non solo verso il territorio circostante, ma ancor più allargato.

E sempre a proposito di politica, citazione per citazione, permettetemi di ricordare Don Lorenzo Milani che, proprio una settimana prima di morire, scriveva nella Lettera a una professoressa: “Il mio problema è anche il tuo. Uscirne da soli è egoismo. Uscirne insieme è la politica”.

Questo sia lo stile e l’impegno con il quale ciascuno di noi si appresta a vivere – nel rispetto dei ruoli che gli elettori ci hanno affidato – il mandato per i prossimi 5 anni. Lo dico soprattutto ai numerosi giovani presenti in questo Consiglio e a quelli che ci ascoltano in sala: gli occhi di molti saranno sopra di noi e lo saranno soprattutto su chi è più giovane, perché le attese di rinnovamento si concentrano proprio in chi ha ancora molto futuro davanti. Non cadiamo nell’errore di diventare vecchi anzi tempo, con stili e pratiche non nostre! Non perdiamo l’occasione di saper innovare.

Questo è lo stile che vogliamo dare a questa Amministrazione, uno stile trasparente e concreto, fondato sulla capacità di ascoltare e analizzare, ma anche sull’assunzione della responsabilità, sulla volontà di decidere ed operare.

Il mio non sarà un ruolo di pura rappresentanza: al contrario, sono convinto che il peggior limite di un amministratore pubblico sia quello di non scegliere, e quindi di non decidere. Dunque, dopo aver promosso la massima partecipazione ed il coinvolgimento alle scelte, le decisioni devono arrivare e vi posso garantire che non mi sottrarrò a questo compito. Per me la concertazione non è un fine da raggiungere o da dimostrare, è semplicemente un metodo di lavoro, cui aggiungo la schiettezza dei rapporti che vorrei prevalesse sempre sulla politica del “sì a tutti”.

Nella macchina comunale le idee dovranno trovare un sostegno e non un ostacolo! Per questo chiederemo la massima collaborazione a quanti operano all’interno del Comune e a tutti i fornitori di servizi nella nostra città affinché essi si dimostrino, il più possibile, disponibili ed efficienti, che operino con spirito di servizio nei confronti dei cittadini e lealtà nei confronti delle istituzioni.

Fra gli adempimenti di questa prima seduta del Consiglio Comunale neo-eletto c’è la comunicazione da parte del Sindaco dei componenti della Giunta da me nominati.

Immagino ne siate già a conoscenza. Dopo la conferenza stampa di sabato scorso i giornali locali ne hanno dato ampio risalto. E’ mia intenzione rendere edotto direttamente il Consiglio Comunale sulle motivazioni che hanno determinato queste scelte.

Come ho già avuto modo di dire in conferenza stampa, la prima di queste è stato il dovere di cercare di interpretare al meglio il voto che la città ha espresso, e il risultato elettorale mi ha messo in condizioni di andare anche oltre certi schemi classici di formazione di una Giunta.

In questo senso era necessario considerare l’indiscutibile consenso ricevuto dalla coalizione e dai partiti che la componevano, ma non poteva essere disattesa l’indicazione di quegli elettori (4,36%) che pur non identificandosi in nessuno dei partiti della coalizione hanno espresso un voto a favore della mia candidatura a Sindaco.

Ai partiti politici ho chiesto di fornire una rosa di candidati nell’ambito della quale, in tutta autonomia, ho fatto le mie scelte. Quella di Alfio Fiori, invece, è una scelta al di fuori degli schieramenti di partito.

In secondo luogo ho inteso, così come più volte è stato ribadito negli incontri politici e nei documento programmatici, garantire il rinnovamento nella continuità e provvedere anche alla riduzione del numero degli assessori (da 7 a 6) producendo, peraltro, un risparmio nella spesa.

Tra i sei nominativi solo uno ha precedenti esperienze di giunta maturate in questo o in altri Comuni e più in generale sono appena tre coloro che hanno già ricoperto incarichi amministrativi.

Ho affidato l’incarico di Vice Sindaco ad Andrea Bocconi.

Le deleghe sono state assegnate avendo a riferimento il lavoro di elaborazione del programma elettorale e di definizione degli indirizzi programmatici di legislatura che intendiamo perfezionare in queste settimane per presentarlo poi in uno dei prossimi Consigli Comunali.

Va da se che ho tenuto conto di quelle che definirei vocazioni politico-culturali e professionali di ciascuno, anche se va ribadito il concetto di collegialità della Giunta nelle decisioni, dove al Sindaco sono assegnate funzioni di sintesi.

Alle deleghe assessorili di settore potranno essere affiancate deleghe specifiche per la gestione di progetti speciali definiti strategici per l’amministrazione.

Con questo spirito e con queste motivazioni presento la Giunta composta da sei assessori da me nominati:

Assessore BOCCONI ANDREA – Vicesindaco

Bilancio, tributi e politiche finanziarie
Controllo sui servizi comunali affidati all’esterno
Politiche per la sicurezza
Assessore CASADEI RENZO

Lavori pubblici, gestione del territorio, qualità urbana, ambiente e mobilità
Demografici e cimiteriali
Assessore COVERI STEFANO

Servizi sociali e sanità
Attività economiche e produttive
Turismo
Assessore RICCI MONICA

Istruzione
Sport e Tempo libero
Pari opportunità
Organizzazione e personale
Rapporti con l’Unione dei Comuni
Assessore FIORI ALFIO

Pianificazione territoriale, urbanistica, edilizia pubblica e privata
Assessore LOMBARDINI SIMONA

Politiche culturali

Già dai prossimi giorni ho intenzione di assegnare la delega alle Politiche giovanili al consigliere comunale Filippo Sacchetti. Il candidato che alle elezioni ha ricevuto i maggior numero di consensi e, per la sua competenza e giovane età, ha le caratteristiche ideali per assumere questo incarico.

Sul piano strettamente politico, nella formazione della Giunta oggi e nella prossima definizione del programma di legislatura l’invito-auspicio è quello di far si che non si parli solo di coalizione di partiti ma di una squadra capace di ascoltare e parlare a tutta la città e a tutti i cittadini.

Sono certo di poter contare su un gruppo di qualità. Il lavoro è tanto ma grande sarà l’impegno che l’amministrazione metterà nella guida del Comune.

E’ con questa squadra, ripeto attraverso un lavoro collegiale, che intendo dare concretezza agli impegni elettorali rielaborati nel progetto di città che abbiamo sottoposto al giudizio degli elettori.

Ritengo che i cittadini abbiano perfettamente compreso che è su questo progetto, su questa idea di città, su questa politica che il centro sinistra ha discusso e si è confrontato apertamente; e su questo il 6 e 7 giugno Santarcangelo ha espresso, inequivocabilmente, il proprio consenso o dissenso.

Il risultato elettorale consegna al centro sinistra una maggioranza numerica di 12 seggi su 20 ed una rappresentanza consiliare compatta.

Considero oltremodo interessante il processo di rinnovamento avviato sia nei gruppi del centro sinistra che nelle altre componenti politiche.

L’esperienza dei “più navigati”, permettetemi questa definizione fondata sul vissuto politico, affiancherà e sosterrà gli innesti di chi si cimenta per la prima volta con la politica istituzionale. Con loro, al debutto, altri al secondo mandato e quindi più solidi ed esperti seppur giovani: un fatto importante per far crescere l’intera classe dirigente di una città.

Ai consiglieri delle minoranze, ai candidati sindaco che mi hanno affrontato nella competizione elettorale, auguro di svolgere al meglio il ruolo di oppositori fermi e rigorosi, certo che non mancheranno di lealtà, correttezza e competenza nel sostenere le loro opinioni ed interpretare la loro funzione.

Ai cittadini, in ultimo voglio rivolgermi di nuovo a loro, spetta un compito insopprimibile in una società democratica: essere parte attiva della vita politica e sociale, essere instancabili protagonisti della dialettica, non far mancare mai il loro apporto costruttivo e le loro critiche rigorose.

Personalmente mi impegno perché lo stile con il quale io e la coalizione abbiamo affrontato questa campagna elettorale diventi metodo di governo attraverso anche un confronto permanente con i cittadini e le loro organizzazioni, con i cittadini e le loro aggregazioni anche spontanee.

Detto questo permettetemi due ringraziamenti finali a tutti coloro che mi sono stati vicini in questi giorni, a quanti hanno collaborato al raggiungimento di questo risultato straordinario, svolgendo ogni tipo di compito, anche il meno gratificante, con uno spirito di squadra davvero commovente; ai partiti politici, alle persone, ancora ai tanti giovani che mi hanno aiutato.

Alla mia famiglia, mai presente fuori e sempre presente dentro, e a Paola, la mia ragazza, lei sa perché ….

Un ringraziamento a quanti mi hanno sostenuto, senza nulla chiedere, perché hanno creduto in questa battaglia, rischiando in proprio, rinunciando a volte a posizioni più comode o più convenienti. A quanti hanno fatto un passo indietro per facilitare questo percorso politico in nome dell’obiettivo comune.

L’ultimo pensiero a chi non è più qui, ma è da qualche altra parte.

Avevo 20 anni quando sono stato eletto in Consiglio Comunale, sedevo vicino a Paolo Onofri, Giorgio Boccaccini, Mimmo Berti.

Uno sguardo rivolto in alto al Sindaco Cristina Garattoni, per noi tutti Cristina e basta, cui è intitolata questa Sala Consiliare: se ne è andata il 9 luglio del 1996, 13 anni fa di questi tempi, proprio durante il suo Festival del Teatro, aveva 44 anni.

E’ stata il “Sindaco dolce”, ed il ricordo va a quel bambino delle scuole elementari di Roma, in gita scolastica a Santarcangelo, che tornato in classe davanti al tema sulla gita appena trascorsa, scriveva “Santarcangelo è una cittadina molto bella, ma anche un po’ strana, basti dire che il Sindaco è una ragazza che va in bicicletta”. Spero di essere almeno come te, Cristina.

Infine, un ringraziamento a tutta questa gente, che si è sentita libera di scegliere, e che ha scelto, così numerosi, di dare fiducia alle nostre idee, alla nostra storia, a tutti noi.

Grazie, ed ancora una volta a tutti buon lavoro.
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Il discorso del Presidente del Consiglio, Filippo Sacchetti

Oggi è il giorno del primo consiglio comunale, da presidente voglio per prima cosa ricordare la scomparsa dell’amica Pamela Marinelli.

Consigliera nella precedente legislatura è venuta a mancare al termine della stessa e quindi oggi vogliamo onorare il suo impegno civile e la sua passione politica, con una rosa bianca e un minuto di silenzio.

Signore e Signori Consiglieri.

Permettetemi di ringraziare la maggioranza per la fiducia accordata e l’opposizione per l’atteggiamento collaborativo dimostrato, eleggendomi a Presidente del Consiglio Comunale, onorandomi così di rappresentare l’intera assemblea.

Rivestendo tale importante ruolo, ho il compito inderogabile di tutelare i diritti e le prerogative dei Consiglieri, garantire l’esercizio effettivo delle loro funzioni, curare l’osservanza e la corretta interpretazione del Regolamento Comunale.

Il mio è un ruolo ed un lavoro super partes, per questo nell’esercizio delle mie funzioni, mi ispirerò ai criteri di massima imparzialità, a garanzia del diritto d’iniziativa di tutti i membri, su ogni argomento sottoposto all’attenzione del Consiglio Comunale.

Compito primario del mio mandato, sarà quello di rendere più flessibile e più efficace il regolamento consiliare per il rispetto delle regole, assicurare una adeguata e preventiva informazione ai Gruppi Consiliari e ai singoli Consiglieri sulle questioni sottoposte; quindi un forte impegno per garantire il diritto d’informazione e di accesso a tutti gli atti amministrativi.

Come neo Presidente mi impegno, per assicurare il buon andamento dei lavori ed il proficuo funzionamento del Consiglio comunale, a promuovere i rapporti del Consiglio con il Sindaco, con la Giunta, con il Collegio dei Revisori dei Conti e i diversi settori dell’Amministrazione nonché con tutte le istituzioni ed aziende speciali e gli altri organismi ai quali il Comune partecipa.

Oggi, più che mai, è necessario dare autorevolezza, forza e capacità ai governi degli enti locali. Oggi più che mai è necessario mantenere un equilibrio tra la distinzione di competenze che sono dell’organo esecutivo dell’amministrazione e quelle del Consiglio Comunale che, per l’organizzazione e lo sviluppo della comunità santarcangiolese, è investito nell’impegno nobile e fondamentale di indirizzo, di programmazione e di controllo.

Compito del Presidente del Consiglio sarà proprio quello di ridare nuovo slancio e autorevolezza alla nostra assemblea elettiva. Tutti Noi, siamo stati eletti con un’investitura popolare, con un procedimento democratico che è e rimane, come diceva Churcill, pur nelle sue difficoltà, “l’espressione più alta che l’umanità abbia fino ad oggi individuato per investire di responsabilità e competenza coloro che devono governare la cosa pubblica, e Noi ne sentiamo tutto il peso”.

Spetta quindi a Noi avere questa forza di rappresentanza nella nostra comunità, da esprimere attraverso la capacità di essere incisivi e concreti negli atti di programmazione e di indirizzo.

Ma l’incisività e la concretezza si ottengono laddove vi è anche la condivisione nella società: solo se i nostri atti sono condivisi, solo se la nostra azione sarà compresa nel lavoro, nelle associazioni professionali, di categoria, sindacali e culturali, riusciremo ad essere davvero incisivi e determinanti.

Io credo fortemente nella democrazia partecipata, l’unica in grado di dare un’anima all’azione amministrativa e permettere di portare i valori dei cittadini all’interno delle scelte.

Scegliere ed andare a votare è un gesto civile tutt’altro che formale, e che carica ognuno di noi di responsabilità, nei confronti di chi ci ha scelto e anche dell’intera comunità.

Un piccolo uomo indiano a cui sono molto affezionato in una frase esprime il concetto: “in democrazia nessuna scelta di vita si sottrae alla politica”.

Allora facciamo quello che è possibile perché questa assemblea possa diventare viva, perché possa parlare alle persone e perché possa farle sentire come una parte dinamica della stessa.

La partecipazione è lo strumento efficiente e moderno per favorire un costruttivo dialogo per affrontare le nuove sfide. La partecipazione diventa cosi un impegno di tutti rivolto verso un costante ampliamento dei momenti di confronto sui quali fondare il principio di civiltà dove diritti e doveri vanno sempre di pari passo.

Tutto questo ragionamento è finalizzato al raggiungimento di un semplice obiettivo: far divenire il consiglio comunale l’interlocutore “privilegiato” della gente.

Il Comune non dovrà restare chiuso nei suoi confini, perchè si tratterebbe di una logica rinunciataria e penalizzante.

Conclusa la campagna elettorale, appare ora necessario dimostrare la Nostra capacità di rispondere, con intelligenza e razionalità, ai bisogni della comunità, senza arroccamenti ideologici e senza trincerarsi dietro quelle logiche del muro contro muro che non tengono conto delle criticità sociali più diffuse e delle domande più complesse e profonde intorno al futuro ed al ruolo stesso della nostra Città.

Sono altresì fortemente consapevole, nel rispetto dei diversi ruoli che devono avere in democrazia maggioranza ed opposizione, che non è possibile l’esclusione a priori di parte del Consiglio comunale dalle scelte dell’amministrazione ma è un preciso dovere di chi governa cercare la base più ampia possibile per le decisioni che riguardano la nostra comunità.

Nel rispetto di questo principio fondamentale, il mio ruolo e la mia azione sarà tesa a garantire le differenze di approccio ai problemi perchè il diverso bagaglio di valori e principi sono il sale della democrazia ed è bene che sulle differenze vi sia sempre chiarezza così come reciproco rispetto.

Di conseguenza sarò sempre pronto ad ascoltare ed a valutare nel merito e senza pregiudizio le proposte di tutti Voi e mi impegno a coinvolgervi nelle iniziative di partecipazione alle scelte di sviluppo della città. Prendo l’impegno formale di essere il primo garante istituzionale di fronte a tutti i cittadini.

C’è una riflessione che voglio condividere prima di concludere queste righe.

Il 60 per cento dei consiglieri che oggi siede in questa sala ha meno di 40 anni, compreso il sindaco.

E’ stato un risultato elettorale importante, da non sottovalutare, semmai da interpretare e valorizzare. Sono stati gli elettori a scegliere di essere amministrati per i prossimi cinque anni da una classe dirigente nuova.

Una classe dirigente che si faccia portatrice di freschezza e rinnovamento.

Che sia sostanziale e non solo formale, che sia concretamente in grado di guardare avanti con quella prospettiva di futuro, che per natura spetta a chi è più giovane avere.

Ma non è l’età che rende automatico il passaggio.

Per questo sarà necessaria una collaborazione, che diventi un vero e proprio “patto” tra generazioni, in cui chi è più giovane deve immagini il domani e chi è meno giovane trasmetta e porti avanti le radici, le tradizioni e il percorso storico-sociale che oggi ci rende la comunità di Santarcangelo.

La nuova azione di governo che inauguriamo presuppone un ruolo politico-istituzionale determinante sui temi dello sviluppo e del progresso della nostra comunità. Scriveremo insieme le regole per dare certezze e garanzie alle procedure partecipate, ma occorre un vero e proprio salto di ordine culturale.

Questa ipotesi dovrà accompagnarsi ad una rivoluzione, già in parte in atto, di mentalità e di metodologia di lavoro.

Ora è tempo di andare oltre, per aprire una nuova stagione di programmazione, che abbia nella trasparenza e nella condivisione amministrativa, il suo riferimento stabile.

Si tratta di una programmazione coordinata e sinergica tra le diverse componenti cittadine, che cerchi di conciliare le aspettative legittime dei privati con gli interessi generali e collettivi della amministrazione pubblica.

Spero che in ogni situazione e in ogni scelta entri quell’amore passionale per la nostra città, il sentimento che ci ha spinto a candidarci, a proporre le nostre facce e le nostre idee.

Quel sentimento di orgoglio che ci colpisce ogni volta che ritorniamo da un viaggio (breve o lungo che sia) e vediamo comparire alto ed autorevole il campanone, così finalmente ci sentiamo a casa.

Grazie e buon lavoro.

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