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Ric. pubblichiamo. Vitali (Margherita) e Buldrini (PRC) sul fenomeno Grillo

PoliticaRimini

20 settembre 2007, 15:40

in foto: Sul fenomeno Beppe Grillo, pubblichiamo le riflessione degli assessori comunali riminesi Dtefano Vitali e Vittorio Buldrini:

A proposito di Beppe Grillo (Stefano Vitali)

L’impetuoso ingresso di Beppe Grillo nelle cronache di questi giorni sta dividendo l’Italia tra favorevoli e contrari. Uscendo da questa logica di schieramento che rischia di impoverire il contenuto del dibattito, sono tra quanti pensano che le “uscite” di Grillo possano servire da pretesto per alcune riflessioni utili alla politica e al Paese.
Alcune tra le questioni sollevate da Grillo toccano effettivamente aspetti importanti del nostro sistema politico. Su tutte la inamovibilità della classe dirigente, l’elevata età media della stessa e lo scarso ricambio ai vertici delle istituzioni. È certamente questa una causa del sempre maggiore distacco tra i cittadini e chi ricopre ruoli politici.
Ritengo però che l’unica via per avviare un cambiamento serio, reale e democratico sia quella di agire all’interno delle Istituzioni, influenzando da dentro i centri decisionali e di potere. Non è vero che i partiti vanno eliminati, o che la politica non serve a nulla. Guai se pensassimo davvero a questo, il rischio sarebbe quello di una deriva populista o personalistica; come se il passato, neanche troppo lontano, di questo Paese non ci abbia insegnato nulla.
Il sistema partitico e le moderne Istituzioni sono e rimangono una conquista democratica fondamentale che va invece rafforzata e dotata di nuova linfa vitale. Però la politica, quella vera, quella che guarda al bene comune, ha anche il compito di dire dei “no”.
Faccio riferimento ai tanto sbandierati Comitati cittadini citati da Grillo quale panacea di tutti i mali della politica italiana. Lo dico con grande rispetto, ma non è così che si cambiano le cose. Anzi, sono spesso questi “comitati contro” che, arroccandosi a difesa del proprio particolare (il proprio terreno, il proprio giardino, il proprio confine), pongono il bene di tutti, troppo spesso, sullo sfondo. Il politico è invece colui che, proprio per il bene comune, è spesso costretto ad andare oltre all’interesse particolare.
Lo ripeto, l’unica strada è quella di cambiare da dentro il modo di fare e vivere il pubblico impegno. In questo i movimenti devono sempre più essere una risorsa fondamentale. Devono proporre candidati, sostenerli, votarli, ma soprattutto vigilare sul loro operato, e controllare che non vi sia un mandato personale ma l’espressione democratica di una comunità. La democrazia ha un grande bisogno di questa politica, di eletti che abbiano dietro di se altre persone partecipi. La politica, non la si improvvisa dal nulla.
In questo trovo anche che Grillo abbia avuto il cattivo gusto di partire per la sua crociata proponendo le sue liste civiche proprio alle amministrative. Comodo, partire all’attacco di Prodi e dei pezzi grossi, per poi prendersela con gli ultimi della ruota, gli amministratori delle nostre città. Io sono uno di questi, abbraccio l’impegno pubblico con entusiasmo e passione (anche se questo non vuole necessariamente dire che la faccia bene), e come tanti altri in Italia crediamo in quello che facciamo. Chiediamo allora più rispetto per un impegno che, riteniamo, sia rivolto a tutti.
Mi permetto un ultima considerazione che va al di là dei contenuti espressi. È una considerazione sullo stile comunicativo di Grillo: L’offesa personale è sempre un brutto gesto, un segnale che si sta superando un limite di civiltà. Temo allora che Grillo, proprio come i parlamentari che sembra così tanto osteggiare, si stia facendo prendere dal “virus dell’onnipotenza”.

È molto meglio allora trovare un percorso comune, che costruisca e non distrugga.

Senza rancore,
Stefano Vitali
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Perché Grillo riempie Piazza Maggiore, quando né partiti né sindacati ci riescono più (Vittorio Buldrini)

“Se i contenitori si svuotano,bisogna interrogarsi sul perché di questo, più che criticare chi li riempie, anche con contenuti sbagliati”.
Sul fenomeno Beppe Grillo il presidente della camera Fausto Bertinotti ha pronunciato questa frase ed ha a mio modo di vedere inquadrato il nocciolo della questione.
Sono sostanzialmente d’accordo con Stefano Vitali quando sottolinea i pericoli di qualunquismo e corporativismo che fenomeni come quello di Grillo contengono ed, aggiungo io, il rischio di derive populiste che da sempre hanno favorito l’insorgere di politiche autoritarie ed anti- democratiche.
L’operazione di Grillo non mi convince , soprattutto nel metodo con il quale ha impostato la sua campagna.
Ho visitato il suo Blog in questi ultimi giorni ed ho notato molte ,troppe somiglianze ai siti che pubblicizzavano la nascita di Forza Italia ,i famosi CLUB per intenderci. L’organizzazione capillare della rete dei
“meetup” nei territori , ed i contenuti di anti-politica presenti negli stessi,sono identici a quelli presenti nei siti dei Club di Forza Italia,le urla e le accuse contro i politici di allora ed i propositi di “moralizzare la politica”sono gli stessi che hanno portato Forza Italia ad essere il maggiore partito Italiano che nei fatti non ha che perpetuato ed addirittura accentuato i difetti, i clientelismi e l’impunità dei politici che dicevano di volere annullare.
Sempre all’interno dei MeetUp territoriali di Grillo compaiano molti nomi noti,soprattutto trombati di sinistra e di centro sinistra,anche questo la dice lunga sulla genuinità e purezza di questo movimento.
Detto questo torno alla frase di Fausto Bertinotti, i partiti hanno lasciato un vuoto enorme,principalmente non riuscendo a soddisfare le esigenze sociali della popolazione meno abbiente, e la stessa gli si rivolta contro accusandoli delle peggiori nefandezze (alcune reali altre meno).
Il Boom del fenomeno Grillo sta nella dilagante e a quanto pare inarrestabile sfiducia che la gente vive nei confronti della politica e dei partiti.
Il problema è che nessuno crede più che la politica ,così come finora intesa, possa migliorare le proprie condizioni di vita,e questo deve fare riflettere specialmente il centro-sinistra e la sinistra.
Non credo ci fossero molti imprenditori,liberi professionisti,e benestanti in genere tra coloro che gremivano piazza Maggiore al V-day,ma piuttosto precari, operai, pensionati, studenti.

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