domenica 20 gennaio 2019
In foto: L'assemblea organizzativa regionale, che si è aperta nel pomeriggio a Rimini con l'intervento del segretario Piero Ragazzini davanti ai 253 delegati in rappresentanza dei 305.496 iscritti (lavoratori e pensionati) in regione.
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mer 26 set 2007 19:22 ~ ultimo agg. 30 nov 00:00
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“La Cisl In scena – ha spiegato Ragazzini -significa, quale auspicio praticato, essere protagonisti di un riformismo sindacale che si
alimenta dei nostri valori costitutivi: autonomia, aconfessionalità, contrattazione, associazione, solidarietà”. Da declinarsi dentro la Cisl in “fiducia attiva”, secondo
Ragazzini, ossia nella capacità di “costruire un’ organizzazione che pone l’iscritto al centro del processo decisionale, offrendogli appartenenza ed efficacia nella soddisfazione dei bisogni e di almeno qualche desiderio”.
Pertanto, “rilancio della confederalità”, quale condizione ottimale di operatività dentro l’organizzazione per “considerare la persona nella sua integrità e quindi da tutelare attraverso la contrattazione e la concertazione, soprattutto a livello regionale e territoriale e i servizi, dal patronato all’assistenza fiscale”. Giuseppe Cremonesi, segretario organizzativo della Cisl emiliano-romagnola, nella relazione introduttiva ha evidenziato il buono stato di salute della Confederazione in regione, cresciuta nel 2006 di 3.503 iscritti (+1,15%) rispetto all’anno precedente, di cui 3.155 attivi e 348 pensionati. “La presunta crisi sindacale – ha affermato – è più una speranza di interessati osservatori che un dato di fatto. La Cisl è in salute e la Cisl dell’Emilia Romagna cresce. Siamo interlocutori delle istituzioni e delle controparti, siamo presenti su tutto il territorio con 214 sedi, oltre 400 persone addette, servizi”. Certamente, per Cremonesi, occorre predisporre un “un percorso di ribaricentramento dell’ asse strategico organizzativo, che scommetta sulla prossimità alla persona”, cominciando con il “superare la contrapposizione spesso presente tra contrattazione e servizi, favorendo sinergie dove i servizi sono valore aggiunto”. Considerato che “se la ‘vocatio’ della Cisl è la tutela del lavoratore attivo e del pensionato, questa tutela si fa dentro l’azienda con la contrattazione, sul territorio con la concertazione e la
bilateralità e nei confronti della persona con i servizi”. Nella società emiliano-romagnola, infine, Cremonesi percepisce “un senso di pingue inquietudine”, intendendo una regione dove “un certo appesantimento rallenta il cammino, ma c’é anche l’inquietudine dei cambiamenti, nonostante lo scarso appeal della politica in questo senso”. L’inquietudine, secondo
il segretario organizzativo della Cisl, “può essere cattiva consigliera e portare alla chiusura in se stessi e nel proprio
passato, ma può portare anche voglia di innovazione e nuove passioni. E a noi può capitare la stessa cosa, se meno attenti
alle nostre dinamiche interne e più presenti tra i lavoratori e i pensionati, dando senso al servizio alla persona che noi rappresentiamo “.
(ANSA)

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