mercoledì 16 gennaio 2019
In foto: L'ENPA, ente nazionale protezione animali, accusa il delfinario di Rimini, dove nei giorni scorsi è nato il delfino Lapo, di sfruttamento degli animali.
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mer 1 ago 2007 18:20 ~ ultimo agg. 30 nov 00:00
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Si tratta dell’ennesimo delfino nato in cattività per puri scopi commerciali, denuncia l’Ente che ricorda come i genitori siano stati catturati liberi.

Il testo della nota pubblicata dall’ENPA:

L’Enpa non festeggia l’ennesima nascita di un delfino in cattività giustificata da pretesi scopi scientifici. In realtà le esigenze commerciali degli zoo d’acqua italiani hanno bisogno, per continuare ad esistere, di rispettare una cavillo salva-zoo previsto dalla normativa vigente che obbliga di avvalersi di presunte finalità scientifiche. Il riferimento a norme appositamente costruite è lo stesso al quale ricorrono le imprese commerciali giapponesi per garantirsi la caccia alla balene nonché la cattura, sia per scopi alimentari che di divertimento, dei delfini.
La fattrice del delfinario zoo d’acqua di Rimini, Alfa, è un delfino che fu catturato libero nel Golfo del Messico e ora vive in prigione. Quella che il delfinario di Rimini spaccia come una allegra famigliola di delfini ha quindi invece una storia tristissima: il maschio neopapà proviene direttamente da una cattura in Adriatico ed ora, dopo numerosi problemi di adattamento, è stato messo a produrre nuovi animali.
Il piccolo Lapo a breve sarà costretto a compiere lunghi e ripetitivi addestramenti per imparare a esibirsi a comando. Il tutto per riempire il botteghino di una grossa impresa commerciale specializzata nella prigionia dei delfini che, per poter continuare ad esistere, deve necessariamente trovare un pretesto scientifico.
“Il vero problema dei delfini – ha dichiarato Giovanni Guadagna, Responsabile Ufficio Cattività dell’Enpa – così come di tutti gli animali di zoo d’acqua e di terra, è l’inerzia del Ministero dell’Ambiente che, nonostante il preciso incarico conferitogli dalla Direttiva europea sugli zoo, nulla fa per dotarsi di valide previsioni di legge in favore degli animali (in primis vietando le nascite come quella di Lapo), continuando a mantenere in vigore una norma costruita ad uso e consumo di chi ancora oggi, basa la propria attività di lucro sull’esibizione e la prigionia degli animali”.

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