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Sangiovese a rischio. Colture messe in ginocchio da caldo e siccità

Provincia

25 luglio 2007, 17:46

in foto: Il caldo eccezionale e la mancanza di pioggia aggravano l'allarme l'agricoltura. La Coldiretti di Rimini parla di problemi in particolare per la qualità del vino, e richiama la necessità di misure che non si limitino all'immediato.

Sangiovese a rischio. Caldo prolungato, siccità e garbino hanno messo a dura prova le colture romagnole. Un problema locale, visto che al nord il mese di giugno è stato il più piovoso degli ultimi due secoli, mentre in Romagna la pioggia continua a latitare. Gli ultimi dati del consorzio bonifica della provincia di Rimini rilevano una piovosità inferiore del 50% rispetto allo scorso anno. A rischio l’olivo, ma in particolare la vite: “Quest’anno abbiamo avuto una stagione eccezionale in negativo – commenta Sauro Benvenuti della Coldiretti di Rimini – la vite è la coltura che in questo momento sta soffrendo maggiormente. Dai dati di cui siamo in possesso si presume un anticipo della vendemmia di 15-20 giorni, la quantità sarà più bassa dello standard e anche la qualità avrà dei problemi: teniamo conto il vino si fa in cantina, ma il vino buono parte dalla vigna”.
Entro la prima decade di agosto quindi, si potrebbe iniziare con la vendemmia dei bianchi, cui il caldo darà una gradazione maggiore. Il buon vino necessita di piogge nei periodi giusti e un clima fresco la notte. Un po’ di acqua in questo momento sarebbe utile, ma per la Coldiretti, non servirebbe a raddrizzare una qualità che sembra ormai compromessa. Inoltre, quest’anticipazione ha creato anche degli inconvenienti organizzativi nell’aziende: “Gli agricoltori continuano a rincorrere le colture – continua Benvenuti della Coldiretti – e questo comporta anche difficoltà di programmazione nelle cantine che vanno preparate prima della vendemmia e a oggi non c’è stato ancora il tempo per farlo”.
Oltre ad auspicare la pioggia, occorrono anche nuove strategie di gestione delle risorse idriche a lungo termine. La Coldiretti, chiamata a fare osservazioni sul piano territoriale di coordinamento provinciale, chiederà sistemi di recupero e accantonamento dell’acqua al fine di ottenere misure che permettano di prevenire il problema, senza arrivare alle situazioni di calamità per interessarsene.
(newsrimini.it)

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