mercoledì 16 gennaio 2019
In foto: Tredici ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui 11 eseguite:
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mar 24 lug 2007 09:30 ~ ultimo agg. 30 nov 00:00
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è il bilancio di un’ operazione compiuta dalla Squadra Mobile di Rimini, e coordinata dalla Procura della Repubblica della città romagnola, contro la prostituzione. In carcere è finito un gruppo di albanesi e romeni, accusati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina. Alcuni di loro debbono rispondere anche di sequestro di persona, rapina, violenza e lesioni personali. Durante le fasi dell’operazione, denominata ‘Free ways’ (‘strade liberé), è stato compiuto anche un altro fermo di polizia giudiziaria, anche in questo caso per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La presunta organizzazione – hanno appurato le indagini della Mobile riminese, diretta dal dottor Sabato Riccio – sfruttava un vasto giro di ragazze, circa una cinquantina, soprattutto di nazionalità romena, ma anche bulgara. Il gruppo agiva non solo su tutto il territorio riminese, da Bellaria a Cattolica, ma aveva ramificazioni anche in altre province, in particolare Pescara, Ancona, Ravenna e Venezia. Uno degli arresti è stato compiuto proprio nel capoluogo veneto, un altro a Padova e un terzo a Pescara.

L’organizzazione (tra gli arrestati ci sono quattro donne romene) ‘reclutava’ le ragazze nei Paesi di origine, e c’era chi si occupava del loro trasporto in Italia e della sistemazione in residence e appartamenti. Altri componenti del gruppo provvedevano ai controlli sulle strade e a riscuotere gli incassi della loro attività sulla statale Adriatica; qualcuno pensava anche, quand’era ritenuto ‘opportuno’, alle punizioni a base di calci, pugni e minacce di morte. La banda scoperta dalla Mobile (le indagini sono iniziate in aprile) era molto articolata e con base a Rimini. Alle ragazze veniva fornito vitto e alloggio, in cambio dell’80-90 per cento del guadagno, per un giro d’affari annuo stimato in 350.000 euro. Durante l’operazione, compiuta la scorsa notte in collaborazione con le Squadre Mobili di Pescara, Padova, Venezia e Teramo, la polizia ha anche sequestrato tre pistole. Le ragazze saranno affidate alla Comunità Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi.(ANSA)

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