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Coldiretti: dal campo alla tavola prezzi aumentati di 70 volte

Provincia

31 luglio 2007, 12:42

in foto: Dal campo alla tavola i prezzi di pane e pasta sono moltiplicati fino a 70 volte. Così la Coldiretti di Rimini risponde alle accuse sull'aumento dei prezzi dei prodotti agricoli. L'intervento della Coldiretti:

L’andamento dei prezzi nelle campagne non offre alibi concreti agli aumenti di prezzo annunciati per i prodotti alimentari a settembre, con incrementi percentuali compresi tra il 10 e il 20 per cento in più per la pasta e tra il 20 e il 30 per cento in più per le farine. Il costo del grano è adesso circa lo stesso degli anni ‘80 nonostante l’inversione di tendenza dopo anni di continui cali. E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti Rimini, Melchiorre Pintus, in risposta alle recenti polemiche apparse sulla stampa. Dei circa 467 Euro al mese che ogni famiglia destina per gli acquisti di alimenti e bevande oltre la metà – sottolinea la Coldiretti – per un valore di ben 238 Euro (51%) va al commercio e ai servizi, 140 (30 per cento) all’industria alimentare e solo 89 (19 per cento) alle imprese agricole. Importi ancora piu’ bassi si registrano per prodotti derivati dai cereali base come pane, pasta fresca e dolci dove il prezzo dal campo al consumo si moltiplica rispettivamente di 15, 20 e 70 secondo una indagine della Coldiretti. “Per ogni euro speso in pasta fresca – continua Pintus – non più di 5 centesimi servono per pagare il grano prodotto dagli agricoltori a conferma di come sia strumentale imputare ai prodotti agricoli la responsabilità di aumenti così rilevanti al consumo”. Vale la pena ricordare – precisa la Coldiretti – che con un chilo di grano dal prezzo di circa 20 centesimi al chilo si riesce a produrre con la trasformazione in farina e con l’aggiunta di acqua, un chilo di pane che viene venduto ai cittadini a valori variabili da 2,5 Euro al chilo per il pane comune a 5 Euro e oltre per i pani più elaborati, con prezzi ancora molto più alti per i dolci. Ma i rincari non trovano giustificazione neanche in una presunta mancanza di prodotto Made in italy in quanto secondo l’ultima rilevazione Ismea la produzione di frumento duro nel 2007 in Italia – riferisce la Coldiretti – è aumentata rispetto allo scorso anno dello 0,9 per cento per 4,13 milioni di tonnellate, mentre per il grano tenero l’aumento è dello 0,6 per cento per una produzione di 3,23 milioni di tonnellate. “Il rischio è che gli allarmi, oltre a frenare lo sviluppo di energie alternative determinanti per combattere i cambiamenti climatici in atto, servano – sostiene il Presidente della Coldiretti Riminese – a coprire la volontà di aumentare le importazioni dall’estero di prodotti da spacciare come Made in Italy a fini speculativi in assenza di una adeguata informazione in etichetta.” Peraltro in Italia si registrano pesanti ritardi nello sviluppo di energie alternative provenienti dalle coltivazioni agricole nazionali e, ad oggi, non c’è neanche l’ombra di biocarburanti nei distributori nonostante gli obiettivi fissati dalla finanziaria, che prevede che i biocarburanti come il biodiesel o il bietanolo ottenuti dalle coltivazioni agricole debbano essere distribuiti in Italia nel 2007 in una quota minima dell’uno per cento di tutto il carburante (benzina e gasolio) immesso in consumo. E ciò significherebbe la messa a coltura in Italia di 273mila ettari di terreno a colza o girasole a fini energetici. Si tratta di valori da incrementare nel tempo di cinque volte per raggiungere l’obiettivo fissato dall’Unione Europea di utilizzare i biocarburanti per sostituire il 5,75 per cento dei carburanti derivanti dal petrolio necessari per i trasporti. I biocarburanti derivano dalle coltivazioni agricole che l’agricoltura italiana produce in abbondanza e in particolare il bioetanolo – spiega la Coldiretti – viene prodotto tramite processi di fermentazione e distillazione di materiali zuccherini, amidacei o sottoprodotti come cereali, barbabietola da zucchero e prodotti della distillazione del vino, mentre il biodiesel deriva dall’esterificazione degli oli vegetali ottenuti da colture come il colza e il girasole. Con il biodiesel – conclude la Coldiretti – è possibile ridurre dell’80 per cento le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50 quelli di particolato e polveri sottili mentre con il bioetanolo si riducono le emissioni di idrocarburi aromatici come il benzene del 50 per cento e di oltre il 70 per cento l’anidride solforosa, mentre cali più contenuti si hanno anche per il particolato e per le polveri sottili.

Alcuni dati elaborati da Coldiretti:

grano 0,20 euro/chilo
pane 3 euro/chilo
aumento di 15 volte

grano duro 0,20 euro/chilo
pasta fresca 4 euro/chilo
aumento di 20 volte

grano 0,20 euro/chilo
dolci 14 euro/chilo     
aumento di 70 volte

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