giovedì 24 gennaio 2019
In foto: Una delle scocciature, per così dire, di ricoprire cariche in enti pubblici è che la propria situazione patrimoniale diventa di pubblico dominio.
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ven 29 giu 2007 20:00 ~ ultimo agg. 30 nov 00:00
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tra i titolari di cariche di enti, i riminesi fanno una modesta figura rispetto ai colleghi romagnoli. L’economista Stefano Zamagni, riminese trapiantato a Bologna, che compare come presidente di un’agenzia milanese per onlus di utilità sociale, dichiara 222mila euro. Tra chi a Rimini invece lavora, con 110mila euro c’é Fabio Zavatta, vicepresidente di UniRimini, e Maurizio Baldacci, direttore di Agenzia Mobilità con 102mila. Niente a che vedere con chi gestisce porti e aeroporti. Nicola Sbrizzi, vicepresidente della SAPIR, la società del porto intermodale di Ravenna, sfiora i 500mila euro, circa il doppio del direttore, Leonello Sciacca.
Massimo Bucci, presidente di SEAF, la società dell’aereoporto forlivese, dichiara 647mila euro. Fatto sta che, sommati tra di loro, i redditi dei dirigenti romagnoli neanche sfiorano le cifre dei veri paperoni della lista: Paolo Scaroni, amministratore delegato ENI, con 10 milioni di euro, seguito da Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Bologna Fiere e Bologna Congressi con solo, si fa per dire, sette milioni e mezzo.

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di Redazione
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