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La legalità è un valore fondamendale. Il sindaco parla di ordine pubblico

Rimini

9 giugno 2007, 14:36

in foto: "Fare della legalità un valore fondamentale". Il sindaco di Rimini Alberto Ravaioli parla di ordine pubblico in quella che definisce "una stagione particolare per la città nel quale saranno sperimentate soluzioni innovative". L'intervento del primo cittadino:

“Negli ultimi anni il tema della sicurezza è entrato con forza nell’agenda politica nazionale e locale, provocando reazioni eterogenee in tutti i partiti e nelle coalizioni.

In particolare tocca al centrosinistra, oggi al governo del Paese, individuare la strada concreta capace di garantire quello che è un diritto inderogabile e costituzionale dei cittadini- la sicurezza, appunto- attraverso politiche efficaci e innovative che facciano leva anche su precise risposte in ambito sociale.

Recenti, drammatici episodi hanno focalizzato l’attenzione sul rapporto tra criminalità e immigrazione. Va detto chiaramente che si tratta di una lettura distorta e strumentale del problema: credo che in una società sana e aperta, legalità, solidarietà e integrazione siano aspetti incapaci di prescindere l’uno dall’altro. Se si squilibrasse- di là o di qua- tale relazione non solo avremmo risposte inefficaci ma anche ingiuste e quindi potenzialmente foriere di quella tensione sociale che scaturisce dall’eccesso di emotività.

E’ evidente però che legalità, solidarietà e integrazione si sostengano a vicenda allorché affondino le radici in un terreno comune: ogni cittadino- a prescindere dalla provenienza e dalla storia personale- deve poter contare sugli stessi diritti e rispettare gli stessi doveri.

Non ci devono essere zone grigie o ambiguità: integrarsi significa riconoscere come valido e garantista uno stesso corpus di norme giuridiche, regole e consuetudini sociali; essere solidale vuol dire attuare tutte le azioni e coinvolgere l’intero tessuto civile affinché nessuno possa sentirsi escluso e dunque per questo rancorosamente in debito con il mondo; legalità vuol dire tutela di quei principi grandi e piccoli che promuovono uguali opportunità (sociali, economiche, culturali) in primis ai più deboli.

Da ciò discende naturalmente un insegnamento per la politica: fare della legalità un valore fondamentale, combattere tutti i fenomeni criminali non è zona di esclusiva competenza né della destra né della sinistra. Sbaglierebbero, sbaglieremmo se l’ideologia intaccasse questo principio. Chi commette crimini e azioni non legali va perseguito, secondo quello che dispone la legge. Punto. Le risposte per aggredire il problema possono essere diverse ma il tutelare i comportamenti conformi alle norme non può essere messo in discussione da nessun ‘se’ e da alcun ‘ma’.

Dico questo perché Rimini si trova davanti a una stagione particolare, durante la quale sperimenterà- così come indicato dal programma di mandato- alcune soluzioni innovative in materia di sicurezza e ordine pubblico. Rimini arriva a questo appuntamento dopo avere investito molto su questo tema negli ultimi anni: ampliando organici e competenze della propria polizia municipale, incrementando le risorse per i programmi sociali e le politiche di integrazione, potenziando le relazioni con il tessuto cittadino. Su quanto seminato sino a qui si innestano le nuove azioni, la più evidente delle quali è la presenza costante e non invasiva di agenti della Polizia Municipale sull’arenile.

E’ un esperimento che si basa su un semplice ragionamento: con i suoi 15 chilometri di lunghezza e la frequentazione quotidiana da parte di decine di migliaia di persone, la spiaggia è luogo di socialità da mettere sotto la lente d’ingrandimento così come si fa per tutte le altre aree della città. Dunque la figura del ‘vigile di spiaggia’ (mi scuso per questa sbrigativa sintesi) assolve a un compito di controllo e di riferimento a 360° per cittadini e ospiti, ponendo la giusta attenzione verso quei fenomeni- a partire dall’abusivismo commerciale e dai massaggiatori irregolari- fuori dalla legge. Si tratta di un’iniziativa nuova, il cui successo dipenderà in buona parte dalla sinergia con le forze dell’ordine per interventi ‘a monte’ riguardanti i magazzini di rifornimento della merce contraffatta e gli affitti in nero, veri e propri gangli di organizzazioni criminali vaste, spietate, extraterritoriali. Peraltro, nell’ultima seduta, il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza ha preso un impegno formale forte in questa direzione.

Sono fiducioso perché è proprio grazie a questa collaborazione che dalla fine degli anni Novanta si è riusciti a invertire un trend preoccupante che però non è un dato scontato. Anzi, proprio il quotidiano evolversi dei fenomeni criminali impone un’attenzione massima sia sul fronte della conoscenza che degli strumenti più efficaci per combatterli. Se il crimine va in Ferrari, lo Stato non può inseguire con una carrozza a cavallo.

C’è bisogno di unità, strategia, risorse, dialogo con gli apparati governativi. C’è anche bisogno, e qui mi rivolgo alla politica e in particolare al centrosinistra, di grande saldezza nel contrastare ciò che da sempre è il veleno più pericoloso che può minare le basi stesse di una società democratica.”

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