martedì 21 maggio 2019
In foto: Sull'indagine che vede Rimini primo capoluogo in Italia per rischio povertà, (vedi notizia del 31/05) interviene Eugenio Pari, capogruppo del PDCI di Rimini:
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ven 1 giu 2007 16:42 ~ ultimo agg. 30 nov 00:00
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I dati sugli indici di rischio povertà a Rimini sono francamente molto lontani dalla realtà che con cui ognuno di noi si confronta quotidianamente.
D’altra parte non è da oggi che sosteniamo che a Rimini esistono enormi ricchezze che sfuggono al fisco andando magari a riparare in qualche banca della vicina Repubblica di San Marino.
Questa immagine menzoniera inquina gli interventi per risolvere il disagio sociale, disperde cifre e interventi a tutto svantaggio di chi realmente vive un crescente disagio sociale ed economico.
Bisogna però dire che aumenta la povertà arrivando a toccare famiglie di lavoratori e di pensionati, aumenta il credito al consumo, aumentano forme di piccoli finanziamenti con tassi d’interesse elevati i quali molto spesso servono alle famiglie per arrivare alla fine del mese. Non basta l’indignazione, occorre un’azione dell’Amministrazione per contrastare questa ingiustizia che grava sulle spalle dei soliti noti.
Prima ancora che lo Stato deleghi ai Comuni le funzioni catastali utili per ridefinire l’ICI sull’effettivo valore degli immobili e attui la
compartecipazione per l’IRPEF, si possono già predisporre con gli organismi preposti azioni per il contrasto e l’emersione dell’evasione fiscale. Questo impegno deve essere preso a chiare lettere dall’Amministrazione comunale, un
impegno che avevamo richiesto al momento dell’approvazione del bilancio che invece ha visto solo l’applicazione dell’addizionale IRPEF.

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di Andrea Turchini
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