giovedì 17 gennaio 2019
In foto: La proprietà della Ghigi di Morciano deve dare segnali convincenti sul mantenimento del livello occupazionale, sulla volontà di un’intesa con i lavoratori e sull’effettiva conferma del trasferimento a San Clemente degli impianti.
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gio 10 mag 2007 16:30 ~ ultimo agg. 30 nov 00:00
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A chiederlo la provincia di Rimini ed i comuni interessati che, nel corso di un incontro con sindacati e lavoratori, hanno espresso preoccupazione sul futuro dello stabilimento.

La nota della provincia

“Forte preoccupazione sul presente e sul futuro della Ghigi è stata espressa dagli enti locali (comuni di Morciano di Romagna e San Clemente, Provincia di Rimini, rappresentati dai sindaci, dal presidente e dal vicepresidente ) nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali ed una delegazione dei lavoratori.
L’azienda sta attraversando infatti un momento di gravissime difficoltà, di cui sono soprattutto i lavoratori a pagare il prezzo, non ricevendo il salario da marzo e rischiando di perdere il posto di lavoro (sono quindici le procedure di messa in mobilità già attivate dall’azienda).

A ciò si aggiungono il mancato rispetto delle clausole degli accordi di programma sottoscritti per il trasferimento dello stabilimento produttivo nell’area industriale di San Clemente e l’ evidente incapacità di mantenere una presenza qualificata sul mercato. Una situazione allarmante rispetto alla quale Provincia, comuni ed Unione dei comuni chiedono con fermezza all’impresa risposte chiare e non evasive per risalire una china ormai pericolosamente ripida. La Ghigi, secondo le amministrazioni locali, deve dare segnali convincenti e non più rinviabili soprattutto su due punti: il mantenimento del livello occupazionale e la volontà di un’intesa con i lavoratori, e l’effettiva conferma del trasferimento a San Clemente degli impianti.

Provincia e comuni sono inoltre convinti che l’azienda abbia migliori chances di superare l’attuale fase di stallo se saprà rafforzare la propria compagine societaria e mettere in campo un organico manageriale all’altezza delle impegnative sfide cui la Ghigi è chiamata a far fronte.”

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