giovedì 17 gennaio 2019
In foto: Non si tratta di irruzioni, ma di controlli più intensificati e mirati. Il Ministro alla Sanità Livia Turco, per smorzare le polemiche, ha precisato la natura della sua proposta di affidarsi ai NAS per i controlli antidroga nelle scuole.
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mar 29 mag 2007 19:22 ~ ultimo agg. 30 nov 00:00
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La droga a scuola è un problema reale. Su Youtube un paio di giorni fa é apparso il filmato di uno studente di una superiore di Pesaro che, durante un’assemblea di classe, insegna come realizzare uno spinello. Ma i carabinieri a scuola sono la soluzione giusta?
Sulla proposta abbiamo interpellato alcuni ragazzi alla fermata del bus del centro studi della Colonnella.
“Secondo noi i Carabinieri non servono, nelle nostre scuole non ce n’é molta. E poi non rispetterebbe la nostra privacy”, dicono i primi due ragazzi.
“Dipende dalle scuole – ci dice invece una ragazza – centre sono proprio messe male. La scuola a droga c’é, ma secondo me i carabinieri non servono, perché tanto uno può farlo mezzora dopo che é uscito”.
“Il problema é fuori dalle scuole, non dentro”, le fa eco un ragazzo.
“Ci vorrebbero invece più controlli da parte di preside e professori”, aggiunge un altro studente.

Se ai ragazzi la linea Turco non piace molto, tra i presidi riminesi i pareri sono diversi. Umberto Moretti, dell’Istituto per il Turismo Marco Polo dice no a controlli indiscriminati che criminalizzano la scuola.
La scuola deve creare ambienti cordiali e stemperare le situazioni: di recente, il Marco Polo, per MTV, ha ospitato un concerto a sorpresa degli Zero Assoluto, idoli dei giovani. Gabriele Cucchetti, dell’Einaudi, insieme alla collega del vicino Liceo Serpieri aveva invece già chiesto controlli più intensi alle forze dell’ordine, come avveniva in passato. “E’ inutile, dice, nascondersi dietro a un dito”.

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