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In 5mila ai funerali del patron biancorosso, Vincenzo Bellavista

Rubicone

23 maggio 2007, 20:06

in foto: Un vero e proprio bagno di folla. In cinquemila hanno voluto portare l'ultimo saluto a Vincenzo Bellavista, padre di famiglia, grande imprenditore e patron della Rimini Calcio,

in rigoroso ordine di priorità. Presenti nella chiesa di Santa Lucia, a Savignano, dove nel pomeriggio si sono svolti i funerali, oltre a parenti, amici e dirigenti di Cocif e Rimini, tante personalità del mondo della politica: i sindaci di Rimini, Alberto Ravaioli, Longiano, Sandro Pascucci, Montiano, Giuliano Gasperini, San Mauro Pascoli, Gianfranco Miro Gori, e la Giunta di Savignano al completo, capitanata dal primo cittadino Elena Battistini. Ma anche gli assessori allo Sport di Comune e Provincia di Rimini, Donatella Turci, e Andrea Gnassi, l’onorevole Giuseppe Chicchi, che da sindaco nel ’94 coinvolse per primo Bellavista nella gestione del Rimini. E tanti altri. L’artista Tonino Guerra. La squadra del Rimini al completo, insieme al settore giovanile e a tanti freschi ex biancorossi, come Muslimovic, Motta, Floccari, Mastronicola, Di Giulio, Rabito, Rachini e Caverzan. Tutta la prima squadra del Cesena, con in testa mister Castori. Il presidente del Ravenna, Fabbri, ed il direttore sportivo, Buffone. Una rappresentanza del Bologna, con capitan Bellucci e Torrisi. Tanti ex Rimini, dal diesse Mangoni agli allenatori Spimi, Melotti, Alessandrini, Fabbri e Santarini. Ma anche, e soprattutto, tantissimi tifosi, che hanno seguito con attenzione la funzione e che al momento dell’uscita del feretro hanno intonato “C’è solo un presidente, un presidente…”. Alcuni ragazzi della Curva hanno appoggiato le loro sciarpe sulla bara del patron.
Applausi anche al momento dell’arrivo in chiesa dei giocatori, non solo riminesi, e al termine dell’omelia, nella quale, il celebrante, don Vittorio Mancini, parroco di San Giovanni in Compito e Cesare, partendo dalla parabola dei talenti, ha detto “il fratello Vincenzo ha ben incarnato questa parabola, con bontà e generosità. Nonostante il successo – ha aggiunto don Vittorio – non ha mai perso i valori veri, a iniziare dalla famiglia”.
Al termine della cerimonia il primo a prendere la parola è stato Stefano Bellavista, vice-sindaco di Savignano e nipote di Bellavista, che ha ricordato il doloroso addio professionale alla città natale nel momento del passaggio della Cocif a Longiano.
In rappresentanza del Rimini è salito sull’altare Renzo Tasso. “Il presidente non perdeva occasione per stimolarci a fare meglio – ha detto il centrocampista di Acori -. Ricorderemo le cene con le nostre famiglie a cui ci invitava per coinvolgere chi ci stava vicino. Mi piace ricordare la sua felicità la sera del 15 maggio 2005, quando centrammo la promozione in B, o le sue parole dopo la recente sconfitta di Bari. “Non preoccupatevi, tanto io vado in serie A” ci ha detto allora.
“Ci chiediamo come potremmo riprenderci – ha detto Glauco D’Altri, Marketing Manager di Cocif -. Siamo fortunati perché la vita ci ha regalato l’incontro con te”. Infine il figlio di Vincenzo Bellavista, Gianni, ha ringraziato tutti.

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