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Approvato il bilancio consuntivo dell’Acer che fa il punto sui suoi 10 anni

Dal giugno ’97, data della sua nascita, compito dell’Iacp, prima, e dell’Acer poi, è stato quello di limitare il ritardo del patrimonio abitativo riminese che al momento della separazione da Forlì contava solo su 1.940 alloggi rispetto ai 4.600 forlivesi. Ora le unità immobiliari gestite dall’Acer sono 2308, comprese le 238 reperite sul libero mercato dall’Agenzia per la Locazione e poi subaffittate a canoni più bassi. 41 gli alloggi che saranno consegnati nell’anno, tra i quali 6 a Cattolica, 8 a Santarcangelo, 6 a Bellaria e 12 a Coriano. Il piano in corso prevede investimenti per 55 milioni di euro ma la situazione, in una realtà ad alta emergenza abitativa come Rimini, è problematica.

Creare nuovi alloggi (504 quelli in costruzione) non vuol dire però solo nuovo cemento: meglio sarebbe – ha detto il presidente dell’Acer – sfruttare l’esistente, ad esempio le colonie.
Lunghe le liste d’attesa per le abitazioni: solo nel comune di Rimini gli iscritti sono 1.400. Per questo – ha detto Mangianti – è importante controllare la correttezza delle dichiarazioni degli assegnatari: nel 2005 in 205 non hanno dichiarato reddito. Per garantire, infine, maggiore libertà gestionale all’Acer si sta studiando la trasformazione delle convenzioni con i comuni in concessioni che garantirebbero anche risparmi fiscali alle amministrazioni.
Bassa infine la percentuale di morosità (il 5,9%) e solo 10 i casi di occupazioni abusive negli ultimi 5 anni.