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Un bimbo su tre a 9 anni è in sovrappeso. I risultati di un progetto regionale

ProvinciaSanità

16 marzo 2006, 18:28

in foto: Sovrappeso ed obesità che insorgono in età pediatrica tendono a persistere anche nell'idividuo adulto e aggravano i rischi per la salute.

Questi i motivi che hanno portato alla costituzione nel 2002 del Gruppo regionale nutrizione che ha indagato la situazione in due fasce d’età ritenute critiche, 6 e 9 anni, e continuerà a farlo in futuro.
Un bambino di nove anni su tre (33,4%), in provincia di Rimini, ha problemi di sovrappeso o obesità. Il dato, leggermente superiore alla media regionale (29,6%) emerge dai risultati del progetto di Sorveglianza Nutrizionale.
Il valore di sovrappeso risulta più basso a 6 anni rispetto che a 9 (15,1% contro 21,8%) mentre sono simili i dati sull’obesità (10,4 contro 11,6). Dato interessante quello legato all’ereditarietà: oltre il 50% dei padri presi a campione è infatti in sovrappeso (solo il 20% le madri).

Dall’analisi dei questionari sottoposti ad un campione di 293 bambini, e relativi genitori, di terza elementare emergono una serie di errori qualitativi nelle abitudini alimentari: alto consumo di carboidrati, basso di frutta e verdura (il 10% dei bimbi dice di non aver mai mangiato legumi) e ripetitività nelle scelte alimentari. Il 21,5% degli intervistati poi non ha l’abitudine a consumare la colazione ogni mattina. Alle errate abitudini si aggiunge poi la sedentarietà: oltre il 74% dei bambini trascorre 2 o più ore davanti alla tv che, tradotti in pubblicità, corrispondono in un anno a 31.500 spot (80 al giorno) di cui 5.500 di snack, bibite e gelati che poi, più o meno consapevolmente, vengono consumati. In questa situazione diventa non sufficiente l’attività fisica (pur molto diffusa, 75,8%): non basta infatti fare sport “programmato” per 2 o tre ore alla settimana, il bambino ha bisogno di attività spontanea continua per attivare in modo ottimale il metabolismo.

Quali allora le possibili soluzioni? Il Sistema Igiene Alimenti Nutrizione dell’Ausl di Rimini da anni collabora con le istituzioni scolastiche per promuovere progetti educativi, inoltre i 15 mila pasti distribuiti giornalmente nelle mense scolastiche riminesi sono elaborati da esperti.
Nel 2005 sono stati poi 104 i nuovi bambini (da 4 a 14 anni) che hanno utilizzato il servizio di consulenza nutrizionale e ben 538 i controlli effettuati in totale.
Importante l’informazione nutrizionale delle famiglie (già diffusa) ma anche le indagoini come questa che permettono di valutare la situazione e programmare gli ambiti di intervento.

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