mercoledì 16 gennaio 2019
In foto: Aumentano le esportazioni, crolla il manifatturiero, diminuisce l'occupazione. Dai dati sull'export elaborati dall'ufficio studi e ricerche della CGIL provinciale emerge un quadro pieno di contraddizioni sul tessuto imprenditoriale ed economico locale. www.cgilrimini.it
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sab 18 mar 2006 17:20 ~ ultimo agg. 00:00
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Viaggia a doppia velocità l’economia della provincia di Rimini.
Nel 2005 sono state 37.691 le imprese attive sul territorio, 773 in più rispetto al 2004. In crescita soprattutto il settore delle costruzioni con quasi 300 imprese in più, il polo dell’alimentare, al quale, dal 2000 al 2005, si sono aggiunte quasi 50 imprese; stabile, la meccanica.
A rilento, per non dire invece immobile, il manifatturiero, che mantiene il trend negativo dal 2002. In particolare i settori tessile e del legno che, rispetto al 2000 perdono rispettivamente 86 e 46 imprese.
Restano stabili ristoranti e alberghi, anche se nel settore turistico la destagionalizzazione fa perdere punti alla balneazione.
Crescono le esportazioni: nel 2005 i beni e servizi venduti all’estero sono stati il 10% in più rispetto al 2004, al di sopra della media regionale che si attesta al 7,7%.
Tutto merito dei settori tessile/abbigliamento e meccanica che, da soli, rappresentano l’80% dell’export provinciale. Settori in cui la provincia di Rimini raggiunge punte di eccellenza ma solo per le aziende che hanno un ‘nome’ sul mercato internazionale.
A risentirne sono le piccole imprese, quelle con meno di 500 addetti, e l’artigianato che nel nostro territorio rappresenta il 69% dell’attività economica.
Nel 2005 il calo di produzione ha avuto ricadute pesanti sull’occupazione: nel solo manifatturiero, sono state 46.500 le ore di cassa integrazione, il 3% in più rispetto al 2004, al di sotto della media nazionale.

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