lunedì 21 gennaio 2019
In foto: Si avvicina all'esito finale il processo per l'omicidio di Vittorio Galli. Ieri davanti al Giudice del tribunale di Rimini Giacomo Gasparini si è tenuta l'udienza preliminare del processo per l'assassinio dell'imprenditore marignanese ucciso nel 2004.
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gio 9 mar 2006 09:24 ~ ultimo agg. 00:00
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Hanno chiesto tutti il rito abbreviato gli imputati per l’omicidio di Vittorio Galli, il mandante e sei componenti di un clan mafioso. L’esito giudiziario della vicenda è quindi rimandato alla prossima udienza, il 31 marzo.
L’omicidio di Galli é stato uno dei gialli che più hanno scosso l’opinione pubblica riminese negli ultimi anni.
C’era l’inizio di impatto: l’omicidio cruento del 54enne Vittorio Galli il 19 settembre 2004, quando l’imprenditore agricolo fu freddato nella sua tenuta di San Giovanni in Marignano a colpi di pistola, mentre a pochi metri di distanza decine di persone festeggiavano ignare un matrimonio.
I contorni del regolamento di conti, intorno ai quali le forze dell’ordine hanno ricostruito con pazienza una fitta trama di interessi economici ed immobiliari. E il colpo di scena da romanzo, il ritrovamento dietro un quadro nella casa siciliana del presunto killer, Francesco Pugliatti, di un assegno da 50mila euro ritenuto il compenso per l’omicidio. Una trama che aveva il suo regista in Angelo Del Prete, il 68enne riconosciuto come mandante dell’omicidio per far pagare a Galli uno sfratto. Insieme a Pugliatti, alla sbarra sono finite altre cinque persone legate al clan mafioso di Carmelo Spinella. Tutti accusati di aver partecipato in vario modo al delitto, come mediatori, è il caso di Sebastiano Laganà, o insieme a Pugliatti nel raid di San Giovanni, come per Mario Trimarchi, il secondo sicario.

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