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Più bici per una mobilità più vivibile: il resoconto del convegno

ProvinciaViabilità

7 marzo 2006, 16:47

in foto: Dal convegno sulla mobilità ciclopedonale si chiede un cambiamento culturale. Si è tenuto oggi alla sede della Provincia di Rimini un convegno dal titolo “La costruzione della rete della mobilità lenta ciclopedonale della Provincia di Rimini: linee guida e buone pratiche”.

A promuoverlo, l’Assessorato provinciale alla Mobilità, con la collaborazione di Euromobility e Fiab (Federazione Italiana Amici della bicicletta).
Il resoconto dell’incontro a cura dell’ufficio comunicazione della Provincia:

A dare il benvenuto ai partecipanti il presidente della Provincia Ferdinando Fabbri, che ha presentato lo studio effettuato sul tema della mobilità lenta come “un argomento centrale per il nostro tessuto urbano.” “Non ci sono alternative – ha detto Fabbri -alla scelta di potenziare il servizio pubblico e puntare sulla mobilità ciclopedonale grazie alle piste ciclabili. In questo senso ci siamo già mossi, e bene, sul fronte del cicloturismo; passi in avanti vanno fatti sulla realtà costiera. L’impegno è lavorare coi sindaci perché le buone pratiche che presentiamo oggi passino ai fatti, con le realizzazioni concrete e gli adeguati provvedimenti.”

L’assessore alla mobilità Alberto Rossini, facendo il punto della situazione della mobilità provinciale, ha sottolineato il tema centrale della sicurezza, illustrando gli snodi particolarmente problematici – come la Marecchiese, su cui già da tempo la Provincia sta intervenendo con le rotatorie oltre che con le piste ciclabili – e spiegando come si stiano attivando sinergie per affrontare i problemi legati alla statale 16. L’assessore ha inoltre illustrato punto per punto gli interventi predisposti dalla Provincia intorno alla mobilità sostenibile. “Da un lato abbiamo iniziato l’elaborazione con aziende, come ad esempio il Gros di Rimini, di piani di spostamento casa-lavoro, per identificare le esigenze dei lavoratori e cercare di ridurre, attraverso piccoli cambiamenti, il numero di coloro che si recano in auto al lavoro. Stesso intervento stiamo predisponendo con le scuole: a breve presenteremo uno studio sul polo scolastico di Rimini Nord. Altro punto di intervento è la definizione di un diverso assetto per il trasporto pubblico locale, e la predisposizione di politiche attive per creare nuova consapevolezza dell’uso del mezzo privato”. “In ogni caso sottolineiamo – ha proseguito Rossini – la nostra intenzione di non avere soltanto un aumento dei chilometri di piste ciclabili, ma di mettere in sicurezza quelle esistenti e creare continuità tra di loro. E oltre a tutto questo, occorre determinare una vera e propria rivoluzione culturale, per fare in modo che, ad esempio, non venga visto negativamente il fatto di andare al lavoro in bicicletta (il secolo scorso, dominato dalla velocità, ha creato la mitologia dell’automobile facendone un simbolo di status sociale, ma nel frattempo questo mito è divenuto un luogo comune). Oggi, infatti, i dati ci dicono che se la bicicletta è usata nella nostra provincia dal 30% degli abitanti, solo il 10% la usa per andare al lavoro ”.

Tra i relatori presenti al convegno Marco Passigato, Mobility manager dell’Università di Verona, che, illustrando la situazione esistente delle nostre piste ciclabili provinciali e gli interventi possibili per migliorarle, ha parlato dell’esigenza di passare dalla cultura dell’automobilità a quella della multimobilità, ovvero dell’alternanza dell’uso di mezzi diversi nella giornata. Riccardo Canesi di Euromobility ha illustrato la situazione europea dell’uso della bicicletta, e ha lodato la Provincia di Rimini per essere stata una delle prime in Italia ad affrontare il tema della mobilità scolastica.

Gli studenti dell’istituto Valgimigli hanno poi presentato uno spot di un minuto e mezzo da loro realizzato, e che ha riscosso grande apprezzamento, sulla mobilità sostenibile, in particolare sugli spostamenti casa-scuola.

I lavori del convegno sono stati conclusi dall’Assessore alla Mobilità e Trasporti della Regione Emilia–Romagna Alfredo Peri che ha subito presentato un dato significativo e allarmante: da un’indagine della Regione risulta un numero di 680 auto private per mille abitanti. I costi sociali, in termini di incidenti e inquinamento ad esempio, ammontano a circa nove miliardi di euro all’anno, contro un’entrata da fiscalità e pedaggi di un miliardo e mezzo. “Anche da questa sproporzione tutta finanziaria (che fa il paio con quella tra reali bisogni dell’individuo e scelta del mezzo da usare) – ha detto Peri – si evidenzia un problema culturale per la nostra che è la regione dei motori per eccellenza. Una Regione che, tuttavia, negli ultimi quattro anni ha raddoppiato il numero di chilometri delle piste ciclabili. Occorre promuovere una nuova logistica della mobilità individuale, una visione più organica delle città dal punto di vista urbanistico e l’educazione nelle scuole per diffondere una nuova cultura della mobilità.”

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