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Nuovo stadio. Il ‘motore’ viaggia verso nord. Le critiche del WWF

Rimini

16 marzo 2006, 19:10

in foto: Il progetto del nuovo stadio di Rimini, con relativa contropartita immobiliare, si avvicina alle fasi conclusive. La proposta della cordata di costruttori apre però a nuove polemiche.

Non è ancora un atto amministrativo, ma a dargli titolarità è la vicinanza della scadenza per la partita del nuovo stadio, che per chiudersi in questa legislatura deve passare in Consiglio Comunale entro fine mese.
A rendere pubblica la proposta della cordata di imprenditori che realizzeranno il nuovo stadio di Rimini come contropartita dell’opera è stato il vicesindaco Melucci, ospite di un incontro con gli albergatori di Torre Pedrera.
Ed è proprio la frazione più a nord del Comune di Rimini, insieme a Viserbella, l’area interessata dalla proposta, in particolare quella tra la Ferrovia e l’Adriatica: un totale di 270mila metri quadri di cui 56mila di residenziale, con 2.500 nuove abitazioni, 20mila di edificazione turistica non alberghiera, aree culturali, sportivi e commerciali, ma anche un’ampia spina verde attraversata da piste ciclabili. L’investimento globale previsto supera i 40 milioni di euro. Secondo l’amministrazione, un progetto che dà forma a un’area oggi quasi del tutto inutilizzata, secondo l’amministrazione. Un insostenibile stravolgimento dell’area nord di Rimini, secondo i critici, che non hanno mancato di farsi subito sentire. In particolare, il WWF di Rimini punta il dito contro l’assalto al verde dell’area dell’ex camping di Viserbella, dove sono previsti bungalow in cemento e un impianto sportivo: una pista di atletica o, più probabilmente, una piscina. Per il progetto, che comunque è ancora allo stato di proposta, servirà una variante. Termine quanto mai esplosivo in questa fase della politica riminese.

Il comunicato del WWF di Rimini:

Abbiamo preso visione sulla stampa di ieri 15 c. m. del progetto immobiliare riguardante Viserbella e Torre Pedrera, quale motore immobiliare per il nuovo stadio.
2500 nuove residenze non sono poche, anzi sono un grosso macigno che si abbatte sulla città, che stravolgerà completamente Rimini nord e in particolare Torre Pedrera e Viserbella. Un tale nuovo afflusso di residenti richiederà strutture adeguate, a partire dalle strade e dai parcheggi e porterà un forte traffico di autoveicoli e di conseguente inquinamento. E a fronte di ciò si andrà a costruire proprio all’ interno dell’ attuale ex camping Carloni.
Il WWF e il Comitato dei cittadini, avevano chiesto a più riprese, al vicesindaco Melucci di lasciare integro quel parco, quale polmone verde di Rimini Nord e per la fruizione dei cittadini. Non solo, ma, anche in una riunione ristretta, il WWF aveva chiesto di spostare la quota di edificato che andrà a toccare il parco, dal lato monte, sopra la falesia, che è la parte più pregiata del parco e con alberi di maggior valore, al lato mare. Con questo si sarebbe evitato anche quel doppio taglio della falesia con la strada. Il WWF ha chiesto di lasciare intatta la falesia, in funzione di corridoio ecologico. Ieri invece abbiamo letto sulla stampa locale che non solo l’ edificazione rimane nella parte alta del parco, ma che si intende anche abbatterne una grossa fetta per costruirvi o la pista di atletica o una piscina.
Ancora una volta questa Amministrazione distrugge quel poco verde rimasto sulla costa. Il Parco Sacramora non ha insegnato nulla. Sembrava che dopo il pubblico mea-culpa di Melucci sul progetto di prolungamento di via Sozzi all’ interno del parco Sacramora, egli avesse recepito le istanze ambientaliste e avesse capito l’ importanza dei polmoni verdi ed invece eccolo ricadere nella follia cementificatoria, sia pure mascherata da strutture sportive. Sempre di cemento, sempre di distruzione del verde si tratta.
Ma questo Romeo Neri necessita proprio di un così grave sacrificio ambientale? Spesso abbiamo letto di una presenza esigua di spettatori alle partite; lo stesso Melucci ha pubblicamente dichiarato che lo stadio non è una priorità. E allora ?
Tornando al progetto in esame, sono veramente necessari tutti quei campetti di calcetto, il palazzetto dello sport ecc.? E se il verde c’ è già al camping Carloni, perché andare a distruggerlo per costruire ex novo un inutile e quanto mai costoso Orto Botanico? A che pro e per chi?
Ci è sembrato di leggere sulla stampa che ai commercianti del luogo il progetto non sia dispiaciuto. Non esultino, perché una così alta concentrazione di abitazioni favorirà l’ apertura di nuovi supermercati, a danno del piccolo commercio.
24000 mq. di edificato in più rispetto a quanto prevedeva il Piano Benevolo, sono uno stravolgimento totale di quel Piano. E il sindaco Ravaioli promette “dopo le elzioni“ il Piano Strutturale. Sì quando i buoi sono già scappati, come dice un vecchio proverbio. Se il duo Ravaioli-Melucci era credibile il Piano Strutturale avrebbero dovuto averlo già fatto da un pezzo. Se non gli sono bastati i sette anni passati per farlo, come possiamo credergli ora, specialmente dopo i disastri ambientali da loro prodotti? E che ci fa in quella Giunta un assessore dei Verdi? Serve solo per le “aree sgambamento cani“?

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