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In foto: L’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro per le persone seguite dai servizi sociali: questo lo scopo con cui nasce l’agenzia “Cabiria”. www.provincia.rimini.it
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mar 14 mar 2006 16:46 ~ ultimo agg. 00:00
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Il progetto, presentato questa mattina dalla Provincia di Rimini, partner dell’iniziativa, si propone di valorizzare la diversità dell’individuo, e di impiegarla quale strumento di investimento delle aziende del territorio.
Il vicepresidente Maurizio Taormina, intervenuto alla presentazione, ha definito il progetto “uno strumento ponte verso qualcosa che non c’è ancora. Si tratta di mettere in moto politiche attive del lavoro, per far sì che le persone in condizione di disagio non corrano il rischio di essere marginalizzate, ma anzi vengano considerate come risorse. L’amministrazione – ha proseguito il vicepresidente – da tempo, per esempio col progetto Solida che opera in favore dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, cerca di far sì che certe situazioni non scivolino verso la marginalità. In questo caso la logica è la stessa, applicata la contrario: andando alla ricerca del meglio, e facendolo incontrare con le esigenze delle aziende. Speriamo che questa nuova messa in rete dei comuni del nostro territorio, e la presentazione che opereremo nei prossimi mesi di un work-shop dedicato alle buone politiche per il lavoro, inaugurino una fase nuova, che il governo che verrà possa proseguire efficacemente”.

Riccardo Amadei, coordinatore dell’agenzia Cabiria, ha illustrato invece il protocollo organizzativo dello sportello, che, lavorando in collaborazione coi Centri per l’Impiego e lo sportello sociale del Comune, costituirà un interfaccia con le aziende del territorio per valutare le effettive oppportunità di lavoro presenti, e in seguito, attraverso uno staff specializzato nella gestione delle risorse umane, cercherà di fare incontrare la domanda con la disponibilità attuale delle risorse.

“Queste – ha specificato la coordinatrice della Fondazione Enaip, Centro Zavatta di Rimini Cristina Paci – verranno individuate in un database già in possesso dell’agenzia, che contiene i nomi di tremila utenti seguiti dai servizi sociali e in cerca di lavoro, in merito a cui si sta procedendo alla compilazione di schede valutative; contemporaneamente alla ricerca delle aziende responsabili che vogliano attuare questo tipo di inserimento.”

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