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Da mercoledì al Teatro Novelli ‘Le intellettuali’ di Moliere

Rimini

13 marzo 2006, 17:38

in foto: Le intellettuali di Moliere al Teatro Novelli di Rimini. Lo spettacolo, diretto da Arturo Cirillo, andrà in scena da mercoledì a venerdì alle 21. www.teatroermetenovelli.it

Sul palco Salvatore Caruso, Beatrice Ciampaglia, Arturo Cirillo, Michelangelo Dalisi, Rosario
Giglio, Giovanni Ludeno, Monica Piseddu, Antonella Romano e Sabrina Scuccimarra.

La scheda dello spettacolo:

“Dove sta Molière ne Le intellettuali? Per quale partito tifa? Io credo -spiega l’attore-regista- per nessuno, perché in questo testo sono tutti
sufficientemente indifendibili. Sia chi dichiara una presunta ragione del cuore, sia chi professa una supremazia della ragione. Si ha il sospetto che nessuno sia in buona fede, che nessuno dica veramente ciò che vuole.
Un’ipocrisia generale in cui colui che sembra esserlo di meno magari è il più ipocrita di tutti. Certo che sia la cultura che le ragioni del sentimento qui sembrano tutte finalizzate ad un’acquisizione di sempre maggiore potere. Un testo ad alto tasso di conflittualità, anche se tutto a parole, un logorroico salotto televisivo, un’aria fritta alla millesima
potenza, un chiacchiericcio vacuo ma formalmente ineccepibile. Uno dei problemi in cui ci dibattiamo nel fare teatro in questo paese è che lingua usare sulla scena (sarà un caso che la nostra migliore drammaturgia contemporanea è imperniata quasi tutta su una forte origine dialettale?).
Io qui per questo testo ho la fortuna di avere una bellissima traduzione di Cesare Garboli, che oltre ad avere un ritmo già molto preciso nella sua struttura ha anche il grande merito di usare un italiano che ci riporta continuamente al nostro presente. Non amo le attualizzazioni, perchè in fondo mi sembrano più delle gabbie che non delle aperture a nuovi sensi, ma credo molto nella contaminazione tra un passato ed un presente. Mi immagino parrucche che volano, paraventi fatti di specchi deformanti, corpi compressi e repressi in bustini seicenteschi, canzonette per clavicembalo e musica colta per chitarra elettrica, un’opulenza pacchiana, una recitazione continuamente tendente al delirio e al visionario, una tronfia abbuffata finale in cui l’ordine perbenista trionfa su tutto e tutti. Perchè Le intellettuali mi appare come la più dissennata apologia del potere, in cui
destra o sinistra, aristocratici o popolari, rozzi o snob, ricchi o poveri, tutti siamo ugualmente in fila per il nostro meschino posto al sole.
Lo spettacolo non è ambientato a Napoli, se fosse recitato in francese si potrebbe dire che è ambientato a Parigi. Se gli spettatori riscontreranno talvolta degli accenti napoletani questo dipende da altri motivi: dovendo fare una commedia che ha tra le sue tematiche quella del linguaggio e la sua parossistica degenerazione, e dovendo trovare un piano di realtà nell’oggi,
mi sono riferito a realtà pacchiane a me, e ai miei attori, familiari. Non credo nella lingua italiana come lingua del teatro, come lingua capace di portare l’attore ad una sua fisicità e di metterlo in rapporto con la sua “storia”. Lo spettacolo non sposa una tesi, o un partito, si cerca di stare dalla parte di tutti e contro tutti, perché grazie alla grandezza di Molière
ogni personaggio ha le sue ragioni che convivono con una bella dose d’ipocrisia. I moventi sono nobili i fini ignobili.
Lo spettacolo è corale e presuppone una compagnia che sappia giocare insieme, e che tutti i personaggi abbiano un loro respiro, una loro personalità e se, come spero, ci siamo riusciti è molto grazie a degli attori che sanno essere autori più che esecutori. Lo spettacolo ha come protagonista il teatro, è quindi finto ma dice delle verità, si sta recitando e si parla del mondo con i suoi poteri e le sue perversioni. Lo spettacolo non è completamente nell’oggi o nell’allora del diciassettesimo
secolo, è nel presente contraddittorio della rappresentazione. Do fiducia a Molière e credo che ci possa dire tante cose su di noi, le nostre famiglie, i nostri intellettuali, le nostre complicazioni sessuali, il nostro egoismo, pur restando se stesso”.
Biglietti in prevendita presso la biglietteria del Teatro Ermete Novelli aperta dalle ore 10 alle ore 14 dal lunedì al sabato. Nei giorni di spettacolo la biglietteria apre alle ore 19.
Informazioni: Ufficio Attività Culturali, tel. 0541/704292-704293.  

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