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Foibe. il ricordo tra le polemiche. Accuse a vicenda nella politica

PoliticaRimini

10 febbraio 2006, 16:25

in foto: Un minuto di silenzio e bandiere a mezz'asta. Rimini si è fermata per la seconda giornata di ricordo dedicata ai morti nelle foibe. Diviso invece il mondo politico:

la giornata della riflessione e del rispetto diventa così quella degli insulti e delle polemiche.

Un minuto di silenzio per commemorare le vittime delle foibe. Con la seconda giornata del ricordo, istituita dopo più di cinquant’anni di oblio, si vuole ricordare le almeno diecimila persone torturate ed uccise, negli anni a cavallo del 1945, a Trieste e nell’Istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito. E poi gettate, in molti casi ancora vive, dentro le voragini naturali sull’altopiano del Carso, le foibe appunto.
Una giornata istituita dal Parlamento Italiano per fare conoscere un capitolo tanto sconosciuto quanto doloroso, riflettere sul perché, a guerra ormai finita, migliaia di persone abbiano perso la vita per mano di partigiani comunisti, per dare spazio a ricordi e testimonianze. Mentre però Bellaria e Montefiore, all’interno di alcune iniziative, hanno messo a disposizione dei cittadini materiale informativo, documenti sulle vicende, filmati, la giornata del “ricordo in memoria dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, giuliani e dalmati”, ha finito per dividere il mondo politico di Rimini. Motivo: la mancata intitolazione dei giardini di piazzale Carso alle vittime delle foibe, approvato dal consiglio comunale nel novembre del 2004, ma ancora fermo al palo. Giovedì in consiglio il capogruppo di AN Gioenzo Renzi, ha dato il via alle danze, chiedendo se il comportamento inadempiente del sindaco potesse configurare l’ipotesi di omissione di atti di ufficio. Il sindaco ha chiesto tempo, ma in segno di protesta il centrodestra ha abbondato l’aula. Oggi secondo round: a mezzogiorno, proprio mentre Rimini osservava il minuto di silenzio, simboleggiato anche dalle bandiere a mezz’asta, Gioenzo Renzi ha guidato una protesa proprio nei pressi del giardino della discordia. E mentre la mancata intitolazione prende la strada della procura, così come minaccia l’esponente di An, il presidente del consiglio comunale Cesare Mangianti bolla come gravemente offensiva l’atteggiamento di Renzi in consiglio, “che cela a suon di offese, accusa in una nota – la tentazione, tipica della cultura fascista- di riscrivere vicende passate per cancellare colpe e verità”.
Ma non doveva essere oggi la giornata del silenzio, del ricordo di una delle pagine più dolorose e sconosciute della nostra storia?

Pubblichiamo gli interventi di Mangianti, Giulianini e Renzi.

La dichiarazione del Presidente del Consiglio Comunale, Cesare Mangianti:

“Quanto è accaduto ieri sera in Consiglio Comunale va contro qualsiasi forma di logica e di rispetto delle persone e del luogo nel quale formalmente si discutono le scelte della comunità riminese. Il comportamento gravemente offensivo del Consigliere Renzi nei confronti del Sindaco (al quale va la mia piena solidarietà), dell’intera assise e della cittadinanza non può non essere censurato. L’accanimento quasi isterico e sopra le righe del rappresentante di AN dimostra la chiara volontà di trasformare la vicenda foibe esclusivamente in un attacco strumentale all’Amministrazione Comunale e alla maggioranza di centrosinistra e Rifondazione Comunista. Una polemica costruita ad arte e pianificata a tavolino che è la maniera peggiore e più volgare di ricordare una pagina vergognosa della storia d’Europa. Da parte di Renzi e in generale della destra c’è invariabilmente la tentazione di riscrivere- a suon di offese e minacce tipiche della cultura fascista- vicende passate per cancellare colpe e verità. E’ un metodo inaccettabile e polemico che stona ancora di più alla vigilia del giorno in cui il ricordo dovrebbe essere sinonimo di silenzio e riflessione.”

L’intervento del capogruppo di AN in Consiglio Provinciale Claudio Di Lorenzo:

Lo scorso 8 febbraio il Consiglio Provinciale di Rimini votò a maggioranza, al termine di un civile dibattito, (contrari i Verdi e PdCI, astenuti 2 consiglieri DS, tutti il resto a favore) un mio odg che “impegnava la Giunta ad organizzare in occasione della Giornata del Ricordo del 2006 un convegno aperto alla cittadinanza ed alla distribuzione in tutte le scuole di materiale divulgativo per promuovere e conservare la memoria della vicende del confine istriano, dalmata e fiumano e della più complessa vicenda del confine orientale”.

E’ utile sottolineare che a tutt’oggi nessun seguito è stato dato all’odg che raccoglieva le istanze della legge 92 del 30 marzo 2004 che appunto aveva istituito la “Giornata del Ricordo”.

Oggi leggiamo le dichiarazioni dell’assessore Pari che si addentra in analisi storiografiche senza fondamento, tese a giustificare l’eccidio di decine di migliaia di italiani e la deportazione di oltre 300mila connazionali che furono costretti ad abbandonare la propria casa, i propri averi, le proprie radici, per fuggire dai massacri dei comunisti di Tito.

A Pari vogliamo rammentare che si tratta di ricordare una pagina di storia negata, una pagina di storia che per oltre 50 anni è stata stracciata dalla storiografia ufficiale, e che è stata finalmente coraggiosamente recuperata.

Chiederemo ragione al Presidente Fabbri ed all’assessore Bordoni sui motivi del mancato rispetto dell’odg; confidiamo che almeno in Provincia, nonostante i Pari di turno ed il pessimo spettacolo del Comune capoluogo, ci sia l’onesta intellettuale di dar seguito alle votazioni consiliari.

L’intervento di Gioenzo Renzi, capogruppo di AN in Consiglio Comunale a Rimini:

Il Sindaco di Rimini non rispetta la volontà del Consiglio Comunale di intitolare i Giardini di Piazzale Carso alle Vittime delle Foibe

E’ inaccettabile la risposta data dal Sindaco, ieri sera in Consiglio Comunale, alla nostra interrogazione con la quale chiedevamo spiegazioni sulla mancata esecuzione dell’ODG approvato dal C.C. il 25.11.2004, cioe’ 15 mesi orsono, relativo alla intitolazione dei Giardini di Piazzale Carso alle Vittime delle Foibe.

La scusa ricercata per giustificare la sua inadempienza e’ stata quella che ancora si dovrebbe percorrere l’iter amministrativo, quando invece il Dirigente della Toponomastica con nota ufficiale del 26.1.2005 affermava che la relativa Delibera era gia’ stata pefezionata ed era sul tavolo del Sindaco sul quale si trova tuttora,dopo oltre un anno

L’atteggiamento fermo e trasparente tenuto dal sottoscritto aveva lo scopo di riportare all’attenzione dell’intero Consiglio il comportamento omissivo del Sindaco che dopo essere “scappato” al momento della votazione di quell’ODG , approvato dal C.C., dimostra ora di non volergli dare esecuzione, contravvenendo in tale modo alla volonta’ espressa dal Consiglio.

Di fronte ad una Legge dello Stato ed a uno accalorato invito rivolto dal Presidente della Repubblica per ricordare che”la tragedia delle Foibe fa parte della memoria di tutti gli Italiani”, ci troviamo dinnanzi ad un comportamento del Sindaco che non trova la minima giustificazione.

L’intervento poi del Presidene del Consiglio, Mangianti, volto a difendere a spada tratta l’operato del Sindaco dimostra con i fatti il vero motivo per cui questa Delibera non e’ ancora andata avanti.

Ricordiamo, infatti, che al momento della presentazione in Consiglio dell’ODG a firma della stragrande maggioranza dei Consiglieri, lo stesso Presidente Mangianti abbandono’ per protesta il tavolo della Presidenza e lo stesso Consiglio, cerco’ nei successivi 9 mesi di impedirne la discussione, non partecipo’ alla votazione e minaccio’ ripetutamente la crisi di Giunta e l’uscita dalla maggioranza di Rifondazione Comunista, nel caso l’ODG fosse stato approvato dalla maggioranza.

Siamo al punto che questo Presidente del Consiglio, non avendo ancora “digerito” l’approvazione di quell’ODG, invece di chiedere il rispetto, nel suo ruolo istituzionale, della volonta’ del C.C. e fare si che la Delibera venga adottata celermente dalla Giunta, cerca, per motivi ideologici, con ogni mezzo di impedirne il relativo corso.

Non e’ una novita’, visto che fin dal suo insediamento il sig. Mangianti cerca di gestire in modo personalistico la conduzione del Consiglio Comunale.

Sono passati due anni dalla presentazine dell’ODG e ancora si inventano motivi burocratici, peraltro inesistenti, dal momento che la Delibera e’ sul tavolo del Sindaco da oltre un anno e aspetta solo di essere portata in Giunta.

Purtroppo, siamo di fronte ad una odiosa discriminazione verso le Vittime delle Foibe, per il cui ricordo l’Ammnistrazione Comunale non ha programmato alcuna manifestazione in Citta’ e nelle scuole, a differenza dei Caduti nei Lager per i quali e’ in corso un programma di manifestazioni che durano per 3 mesi.

Questi sono i fatti che tutti i cittadini possono constatare e da cui possono trarre le relative conclusioni.

Le invettive dei comunisti nostrani nei confronti del sottoscritto, che hanno solo lo scopo di continuare a coprire , dopo 60 anni, e di giustificare i responsabili degli eccidi di migliaia di italiani , sono l’unica arma spuntata, a loro rimasta, per impedire che anche a Rimini, con l’intitolazione del Giardino di Piazzale Carso alle Vittime delle Foibe, si ricordi questa tragica pagina della nostra storia.

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