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Caro gasolio e regole condivise. Da domenica il Forum sulla pesca

Provincia

3 febbraio 2006, 16:34

in foto: Non c'è solo il caro gasolio ad agitare il sonno degli operatori della Filiera del Pesce riminese. Da domenica a martedì, nel corso del Forum sulla Pesca ed Acquacoltura nel Mediterraneo si discuterà anche dell'opportunità di creare regole condivise con gli altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo. www.riminieconomia.it

252 aziende in provincia, concentrate sulla fascia costiera, 102 nel comune di Rimini e 60 in quello di Bellaria. In prevalenza società di persone o imprese individuali. Sono alcuni dei dati relativi ad un settore, quello della pesca, spesso definito in crisi ma sempre importante per il territorio. I dati del terzo trimestre 2005 indicano un ammontare di importazioni superiore ai 17 milioni di euro (-4,5% sul 2004) ed un aumento dell’export, oltre 5 milioni di euro (più 43,7%). Mercato prevalente per le importazioni la Turchia (73% del totale), per le esportazioni la Spagna (58%).
Ma qual’è lo stato di salute della pesca riminese? Dopo un dicembre ed un gennaio pescosi si va verso un fisiologico calo. Una buona notizia però c’è: sul caro gasalio sembra muoversi qualcosa. Il presidente di Federcoopesca, presente oggi alla presentazione del Forum in Camera di Commercio, ha anticipato che martedì si discuterà in parlamento una proposta per equiparare l’Iva prevista per il settore agricolo a quella della pesca.

A complicare la vita dei pescatori non solo il gasolio però, ma anche l’assenza di regole condivise con i paesi extraeuropei. Questo uno dei temi di cui si occuperà il Forum sulla Pesca ed Acquacoltura nel Mediterraneo, organizzato da Camera di Commercio e Istituto Nazionale per il Commercio Estero, che si terrà da domani alla Fiera di Rimini in concomitanza col salone dell’alimentazione. 30 le imprese italiane che hanno aderito all’iniziativa, che prevede anche incontri commerciali tra operatori (lunedì e martedì), 5 le delegazioni estere presenti (da Algeria, Libia, Marocco, Tunisia e Turchia).
Tra i temi in discussione quello, appunto, della gestione comune della pesca che, si legge nella nota stampa di Camera di Comemrcio, si pone come un importante traguardo non solo dei singoli Stati del bacino Mediterraneo, ma anche della stessa Unione Europea. Un obiettivo di pesca sostenibile (tema del convegno di domenica) consentirebbe di mantenere per il futuro adeguate risorse ittiche e stabilità per l’attività di pesca delle prossime generazioni.
E’ difficile infatti per l’Italia e gli altri paesi europei competere con altre realtà libere da limitazioni di legge.

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