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Taglio del nastro per lo Smavi. In crescita la produzione di veicoli commerciali

Rimini

4 novembre 2005, 16:30

in foto: Il sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e Trasporti Mauro Del Bue ha inaugurato a Rimini Fiera la 23esima edizione di Smavi, il Salone dei Trasporti, in programma fino a domenica. www.smavi.it

Una manifestazione che si tiene per la prima volta nel quartiere fieristico riminese e che presenta 200 marchi distribuiti su una superficie espositiva di 22 mila metri quadrati.
A Smavi – si legge nella nota – sono protagonisti gli automezzi per il trasporto industriale e commerciale e tutti i settori produttivi e di servizio che concorrono alla realizzazione, manutenzione e perfezionamento dei mezzi per uso professionale.
“Sono lieto di poter presenziare personalmente a questo nuovo debutto di Smavi – ha commentato Del Bue – una importante manifestazione che sta crescendo e che trova nel quartiere fieristico di Rimini un contesto generale particolarmente appropriato”.

Dopo il taglio del nastro la manifestazione è entrata subito nel vivo con i dati sula produzione italiana di veicoli industriali e commerciali. Il settore è infatti in cescita: rispettivamente del 9% e del 2,2%. In aumento anche le esportazioni: nel periodo gennaio-luglio 2005 sono stati prodotti 166.951 veicoli
commerciali fino a 3,5 tonnellate, +2,2% rispetto ai 163.362 dei primi sette mesi del 2004, e 24.532 veicoli industriali oltre le
3,5 ton., +9% rispetto a 22.502. Nel 2004 l’industria italiana ha prodotto complessivamente 267.643 veicoli commerciali (+4,6%) e 37.808 veicoli industriali (+3,7%).
Bene – spiega un comunicato – anche la bilancia con l’estero: dopo un 2004 che ha segnato un incremento dell’8,4% delle vendite di veicoli commerciali italiani sui mercati esteri per
un totale di 187.352 unità e del 7,1% di veicoli industriali (pari a 29.818 unita’), nei primi sette mesi del 2005 le esportazioni sono state pari a 117.889 veicoli di peso inferiore
alle 3,5 tonnellate (+3,4) e a 19,412 mezzi oltre le 3,5 tonnellate (+13,7%). Il mercato nazionale dei veicoli commerciali risente della non facile fase congiunturale nonostante, rispetto al mercato degli autoveicoli, mostri un andamento decisamente migliore. Nei primi nove mesi del 2005 le consegne totali sono state pari a 155.124 unità con una flessione del 2,3% rispetto al periodo gennaio-settembre 2004. La quota di mercato per i costruttori italiani è così salita dal 50,67% al 52,8%, per un totale di 81.902 veicoli consegnati, con un aumento dello 0,7% rispetto ai primi 9 mesi del 2004.
Mentre per l’Italia si sono registrati dati di crescita favorevoli, a farne le spese sono state i costruttori esteri che hanno consegnato 73.222 veicoli che in termini percentuali equivalgono al 5,4% in meno del 2004 e la cui quota di mercato italiano è scesa dal 49,33 al 47,66%.
Alla luce dei dati sopra riportati, si può affermare che il mercato italiano appare in forte ripresa, nonostante lo sciopero delle bisarche, avvenuto nel primo semestre e che ha frenato le consegne previste per il mese di maggio, l’elevato prezzo dei carburanti e l’evoluzione congiunturale.
Facendo il punto della situazione-allestimenti, si evince che nel 2004 dono stati immatricolati 3.772 furgoni (pari al 20,7% del totale dei veicoli commerciali immatricolati), 3,213 cassoni fissi (17,7%), 3.021 rimorchi (16,6%), 1.245 cisterne (6,8%) e 4.162 veicoli con altri allestimenti (22,9%).
In riferimento, invece, ai veicoli industriali le immatricolazioni dei primi 8 mesi del 2005 sono state complessivamente 24.076, lo 0,6% in più rispetto ai primi 8 mesi del 2004 (23.976 unita’), anno in cui si e’ arrivati a 26.192 immatricolazioni, l’1,8% in piu’ rispetto al 2003.
Inoltre, sempre nel 2004, sono stati immatricolati 128 veicoli eccezionali e 12.035 trattrici.
Alla data del 15 ottobre scorso sono risultate iscritte all’Albo centrale degli autotrasportatori 194.793 imprese, per un totale di 654.192 veicoli di peso superiore alle 6
tonnellate: 6.500 iscrizioni in più rispetto all’anno precedente. Tra queste ne risultano 164mila effettivamente attive. Infine, sempre più aziende fanno ricorso a forme consortili per cercare di ridurre i costi.

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