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Influenza aviaria: Comune e Ausl ricordano le avvertenze. No ad allarmismi

RiminiSanità

11 novembre 2005, 11:21

in foto: Anche in romagna dovranno essere adottate le misure precauzionali per prevenire la diffusione del virus dell'influenza aviaria da parte di uccelli migratori. Le province interessate sono Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, dove è forte la presenza di allevamenti avicoli.

Comune di Rimini e servizio veterinario dell’Ausl hanno diffuso le avvertenze da seguire, che pubblichiamo:

Il Ministero della Salute ha emesso un’ordinanza per contrastare la diffusione dell’infezione da virus dell’influenza Aviaria da parte di uccelli migratori, potenzialmente infetto al pollame allevato. La Regione Emilia Romagna ha integrato il provvedimento inserendo il territorio romagnolo tra le aree nelle quali adottare misure precauzionali, in quanto interessate dal passaggio di uccelli migratori e con forte presenza di allevamenti avicoli.

Le ordinanze prevedono che nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini si mettano in atto le condizioni per evitare il contatto tra animali migratori e pollame allevato, adottando adeguate misure per confinare il più possibile gli animali onde evitare contatti con i selvatici.

Anche per quello che riguarda il territorio comunale di Rimini gli allevatori sono invitati a mantenere in locali chiusi il pollame, a proteggere gli abbeveratoi e le zone di alimentazione, a installare rei doppie antipassero se gli animali stazionano all’esterno.

Tutti i cittadini, dunque, che possiedono volatili da cortile, anche per autoconsumo, devono tenere le anatre e le oche domestiche separate dagli altri animali quali polli, tacchini ecc; devono tenere tutti i volatili domestici in ambiente chiuso oppure in recinto costituito, anche nella parte superiore, da una doppia rete che non consenta ai volatili selvatici anche di piccole dimensioni, come i passeri, di venire a contatto con polli domestici; inoltre devono proteggere gli abbeveratoi e le zone di alimentazione con adeguata copertura.

Queste misure sono dettate dalla necessità di preservare la salute e la qualità del pollame allevato sul nostro territorio.

Come avverte il Servizio Veterinario della Ausl, l’influenza aviaria è una malattia degli animali che sta colpendo da alcuni anni i Paesi del Sud Est Asiatico dove ha prodotto la morte di milioni di polli allevati e, solo occasionalmente, in seguito a contatto stretto con animali infetti e in condizioni di igiene molto precarie, è stata trasmessa all’uomo. Nella popolazione si è diffuso un ingiustificato livello di preoccupazione che ha indotto comportamenti, quali l’acquisto di prodotti antivirali e la riduzione del consumo delle carni di pollo, non giustificabili dal punto di vista scientifico. In particolare la comunità scientifica è concorde nell’affermare che non ci sono casi dimostrati di trasmissione dell’infezione del virus per via alimentare all’uomo e che il consumo di carni avicole o uova cotte non comporta alcun rischio perché il virus è distrutto dalla normale cottura (70°). Non ci sono quindi motivi per evitare il consumo di carni e uova.

Il Servizio Veterinario della Ausl è a disposizione dei cittadini per eventuali chiarimenti e sta mantenendo un alto livello di sorveglianza, pronto ad adottare ulteriori provvedimenti se si dovessero verificare focolai tra gli animali in allevamento.

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