mercoledì 23 gennaio 2019
In foto: Propio mentre a Rimini fa discutere il motore immobiliare per il nuovo stadio, la cementificazione a scapito dell'agricoltura è uno dei problemi avanzati dagli agricoltori riminesi durante la presentazione dei dati della non facile annata agraria.
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mer 16 nov 2005 19:11 ~ ultimo agg. 00:00
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Tra le proposte per risollevare il settore, che in provincia si estende su oltre 25mila ettari, anche l’allargamento dei confini al Montefeltro, in nome di una comune tradizione nella produzione enogastronomica.
In 15 anni l’agricoltura riminese ha perso terreni per un estensione uguale a quella dell’intero comune di Verucchio, 2.700 ettari. In media una perdita di 200 ettari annui, con un trend accentuato nell’ultimo quinquennio. La causa, secondo gli agricoltori, è la cementificazione indiscriminata del territorio.
Allo stato attuale è impossibile pensare ad un inversione di tendenza sulla quantità degli spazi coltivati, visto l’aumento del costo dei terreni agricoli, su cui incidono anche le eventuali conversioni in edificabile. La via allora è puntare sulle eccellenze, allargando, però, i confini della provincia.
L’occasione per lanciare queste provocazioni è stato il pranzo per promuovere i prodotti locali, polli compresi, in un’annata difficile a causa della riduzione dei prezzi, dell’aumento dei costi, in primis del carburante, e del clima inclemente.
Di contorno una serie di proposte: premiare albergatori e ristoratori che privilegiano prodotti locali e portare l’enoteca regionale a Riccione. Un richiamo anche all’imprenditoria e alla politica locale perchè contrastino la volontà della Granarolo di chiudere la centrale del latte. Una centrale che, invece, potrebbe produrre un latte a marchio Rimini.

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