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Questa mattina il Vescovo De Nicolò in visita al porto

Rimini

22 ottobre 2005, 16:58

in foto: Visita pastorale al porto di Rimini questa mattina per il Vescovo Monsignor Mariano De Nicolò. Alle 11 il Vescovo è stato ricevuto dal nuovo Direttore Marittimo dell’Emilia Romagna, il Capitano di Vascello Tiberio Piattelli, ha poi visitato il porto canale, la nuova darsena da diporto e la banchina di largo Boscovich a bordo di una motovedetta della Guardia Costiera.

E’ stato il Capitano di Fregata Andrea Agostinelli, titolare della Capitaneria di Porto riminese ad illustrare a Monsignor De Nicolò le attività. Il Vescovo ha rivolto un saluto affettuoso, ricordando che il porto è realtà vitale per la città e che grazie ad esso la fede cristiana giunse a Rimini, prima che in molte altre città e le consentì di avere un Vescovo già nel terzo secolo. Monsignor De Nicolò si è poi fatto interprete della difficile situazione che vivono i pescatori, sotto il peso del caro gasolio, auspicando una soluzione.

Di seguito il discorso del Vescovo:

“Sono molto lieto di questo incontro al Porto di Rimini con le diverse realtà che ne rappresentano la vita e l’operosità.
Ringrazio sentitamente il Capitano di Vascello Tiberio Piattelli, Direttore Marittimo dell’Emilia Romagna; ringrazio il Capitano di Fregata Andrea Agostinelli, Titolare della Capitaneria di Porto, per avere così cordialmente caldeggiato e promosso questo incontro.
Saluto tutti i presenti e coloro che nel corso della visita odierna ho occasione di incontrare: autorità, imprenditori, operatori dei cantieri, pescatori, marinai, rappresentanti dei sodalizi nautici. Mi vorranno scusare se non mi è possibile ricordare una ad una tutte le persone e le diverse rappresentanze: intendo tuttavia rivolgere a tutte un saluto cordiale e beneaugurante.

Il Porto di Rimini è realtà vitale per la nostra Città e per il suo territorio.
Mi piace ricordare che la fede cristiana giunse a Rimini assai prima che in altre città proprio perché Rimini, oltre ad essere punto di incontro di importanti strade consolari – come attestato fra l’altro dall’Arco d’Augusto e dal Ponte di Tiberio – aveva un porto che fu molto importante nei secoli della romanità. Così Rimini ricevette la fede cristiana ed ebbe un Vescovo già nel terzo secolo.
Numerosi eventi di fede anche nei secoli successivi legano la Città di Rimini al suo porto e al suo mare.
Nel 962, secondo la tradizione popolare, giunse dal mare sul litorale di Rimini il sarcofago di San Giuliano, martire dalmata del III secolo; nella chiesa eretta in suo onore e tuttora esistente si sviluppò un culto importante per la Città, che elesse San Giuliano fra i suoi Patroni.
Anche il culto di San Nicola di Bari (o meglio: di Mira, in Asia Minore) si sviluppò sulla sponda del porto: nella chiesa di San Nicolò al porto è venerata fin dal dodicesimo secolo una reliquia del Santo; un culto che consente a Rimini di essere un ponte con le Chiese d’Oriente, come ha testimoniato il recente dono di un frammento della Reliquia alla Chiesa Ortodossa Greca.
Ricordo infine che qui, verso il 1224, Sant’Antonio di Padova (o meglio: di Lisbona, in Portogallo) all’inizio della suo fecondo ministero come predicatore, si rivolse ai pesci con una predica che commosse e convertì i nostri antichi concittadini.

Oggi come in antico il Porto di Rimini è luogo di lavoro, di incontri, di convivenza anche con culture e tradizioni diverse; numerosi sono gli operai e i pescatori che vengono da altri Paesi e praticano religioni diverse da quella Cristiana. Il nostro Porto sia sempre un luogo di pace, di dialogo, di fraternità: sia sempre un luogo che unisce. Al porto, infatti, si viene da luoghi diversi e spesso lontani per collaborare, lavorare insieme, conoscersi, scoprirsi uniti e fratelli.

A quanti – e sono tanti – svolgono nel Porto la loro attività o qui convengono per motivi di lavoro esprimo tutta la mia considerazione. A volte il lavoro conosce momenti di difficoltà; volentieri mi faccio interprete dei problemi dei pescatori, che mi sono stati rappresentati e per i quali auspico una felice soluzione.
A tutti ed a ciascuno esprimo vivo apprezzamento per la loro attività; in particolare ai Marinai della Capitaneria di Porto e alle Forze dell’Ordine che qui operano.
Con il mio incoraggiamento a bene operare giunga a tutti l’auspicio di un’attività serena e feconda; un’attività che cerchi e serva il bene di tutti e contribuisca alla vita delle loro famiglie e alla crescita concorde della nostra Città”.

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