mercoledì 23 gennaio 2019
In foto: Diminuiscono i casi di Aids in regione ma la guardia deve rimanere alta per evitare che l'epidemia riprenda forza.
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gio 20 ott 2005 16:40 ~ ultimo agg. 00:00
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In Italia, ogni due ore infatti una persona si infetta, vale a dire dodici ogni giorno e negli ultimi anni sono aumentati i contagi tra gli eterossessuali. A lanciare l’allarme il presidente nazionale dell’Anlaids Fernando Aiuti e quello dell’Emilia-Romagna Francesco Chiodo intervenuti a Roma per la presentazione del congresso nazionale dell’associazione. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in un anno, dal luglio 2004 al giugno 2005, in Emilia-Romagna si sono avuti 160 casi (erano 162 dal luglio 2003 al giugno 2004). La regione è seconda come incidenza dei casi in rapporto alla popolazione.
Rimini è la provincia dove si è registrato percentualmente il calo maggiore, con una diminuzione dei casi del 50%, passati da 18 a 9; segno meno anche per Forlì-Cesena (da 15 a 13), stabile invece Ravenna (29 casi). Con i 47 registrati quest’anno salgono a 5.369 i casi di Aids registrati in Emilia-Romagna dal 1982, anno d’inizio dell’epidemia. A Rimini i casi totali registrati sono 436, 512 a Forlì, 796 a Ravenna.
Buone notizie arrivano per i casi pediatrici: nei primi sei mesi del 2005 nessun bambino ha contratto l’Aids, mentre dall’82 al giugno di quest’anno i bambini affetti dalla malattia in Emilia-Romagna sono stati 68.

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