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Dieci anni di Camera Commercio. L’intervento del presidente Maggioli

EconomiaProvincia

24 ottobre 2005, 13:16

in foto: nvestimenti in infrastrutture riminesi per 31milioni di euro. A tanto ammonta l'impegno finanziario della camera di commercio di Rimini in dieci anni. www.riminieconomia.it

Tra gli impegni più consistenti quelli per la Fiera, il Centro Agroalimentare, l’aeroporto, i palazzi dei congressi di Riccione e Rimini. Nel decennale dell’ente camerale riminese il suo presidente stila un bilancio. Questa mattina, alla Sala Convegni dell’ente, si é tenuto un incontro pubblico sul tema: “1995-2005: 10 anni di Camera di Commercio a Rimini come siamo cambiati, dove stiamo andando”. Il testo dell’intervento del Presidente, Manlio Maggioli.

Sono passati 10 anni da quando la Camera di Commercio di Rimini ha cominciato a svolgere in modo autonomo la propria attività.
Un periodo ancora breve ma un traguardo che raggiungiamo certi di aver accompagnato attivamente le vicende che hanno segnato a livello locale questo arco di tempo.

Per questo motivo, abbiamo voluto dare come titolo a questa nostra celebrazione: “1995-2005: 10 anni di Camera di Commercio a Rimini. Come siamo cambiati, dove stiamo andando”.

La Camera di Commercio di Rimini ha origini storiche bicentenarie: nasce infatti nel 1804 come “Primaria Camera di Commercio del Rubicone, con sede in Rimini” (a tale proposito vi segnalo la riproduzione del manifesto originale, datato maggio 1804 e che conserviamo presso la nostra sede, che abbiamo inserito all’interno della brochure istituzionale che presentiamo oggi).
La nuova Camera di Commercio di Rimini nasce a metà degli anni ‘90, a seguito dell’istituzione della Provincia, e da quel momento svolge la propria attività.
Dotandosi degli strumenti necessari ad operare, la Camera di Commercio comincia in quegli anni a svolgere i propri compiti di tipo amministrativo e promozionale.

Oggi vorrei ripercorrere rapidamente questo arco di tempo, tentando di costruire un parallelo tra i principali mutamenti economici che hanno segnato la nostra economia e l’attività svolta dalla Camera di Commercio. Ciò non con la pretesa di fare dei bilanci ma piuttosto allo scopo di riaffermare con forza, anche attraverso questa ricorrenza per il decennale, il nostro impegno per lo sviluppo economico e sociale del territorio.

DIECI ANNI DI ECONOMIA

Espongo alcuni dati sintetici per ripercorrere i principali mutamenti della nostra economia in questi 10 anni.
Mi limiterò ad una sintesi ma in cartella potrete trovare tabelle e grafici con dati più analitici ed esaustivi.

La popolazione
La popolazione residente in provincia di Rimini è aumentata complessivamente, dal gennaio 1995 al gennaio 2005, del 3%, passando da 263.977 a 286.934 unità.
Nello stesso periodo la popolazione straniera è passata da 3.631 unità del 1995 alle 7.182 del 2000 e alle 15.451 del 2005, con un incremento del 325%: ora gli stranieri rappresentano un non trascurabile 5,4% sul totale dei residenti.
Questi dati, relativi agli stranieri, segnano un mutamento forte che condizionerà sotto molti aspetti il futuro sociale ed economico del nostro territorio.

Il mercato del lavoro
Nel periodo considerato il tasso di disoccupazione è passato, diminuendo, dall’8,5% al 3,7%.
Il tasso di occupazione è passato:
dal 57% al 63,2%.
Da evidenziare che la maggior parte dell’incremento occupazionale si è avuto nel settore dei servizi.
Come ho già avuto modo di dire in altre circostanze, in base agli obiettivi del “Patto di Lisbona”, che prevede di elevare il tasso di occupazione nell’area europea al 70% entro il 2010, siamo molto avanti rispetto alla media nazionale (che è del 56%), ma in ritardo rispetto a quella regionale (pari al 68,3%).

Il valore aggiunto prodotto
Non guardando i dati dal punto di vista nominale ma concretamente quelli reali, la ricchezza prodotta da tutti i settori dell’economia provinciale è aumentata del 13% nel decennio.

A crescer di più è:
il settore delle costruzioni con il 57%;
i servizi con il 12,5%;
l’industria con l’8,4%.
Cala purtroppo l’agricoltura con un –22%.

Il sistema bancario e creditizio
In questi dieci anni:
-gli sportelli bancari sono aumentati
da 159 a 252 (circa 10 sportelli in più all’anno);
-i depositi sono aumentati del 39,9%;
-gli impieghi sono aumentati del 147,7%.

Le imprese attive
Le imprese attive sono passate dalle 25.821 del1995 alle 32.846 del 2005, con un incremento complessivo nel decennio del 27,2% (700 nuove imprese in più all’anno).
Il settore che ha segnato una vera e propria esplosione è quello cosiddetto degli “altri servizi”, con un tasso di crescita del 113%, che ricomprende attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese. Ottime le performance nel settore costruzioni, con un incremento di oltre il 71% e dei servizi finanziari con il 31%.
Aumenta l’artigianato che conta oggi 9.909 imprese attive con un incremento di circa il 9% nel decennio.
Stazionari i settori manifatturiero e del commercio, con una vistosa diminuzione però nel settore del commercio al dettaglio (-4,7%).
In flessione i settori alberghi, ristoranti e bar con una riduzione di circa l’1% e trasporti con una riduzione del 3%.
Da segnalare che, nell’arco di tempo considerato:
-le società di capitali, passano dal 7,1% al 12,2%
-le imprese individuali passano dal 64,6% al 59,2%.

Le cooperative
Nel decennio le imprese cooperative sono passate da 422 a 489 con un incremento di circa il 16%.
Aumentate soprattutto le cooperative di produzione e lavoro, quelle agricole e quelle cosiddette miste.

Il commercio con l’estero
Il valore delle merci esportate è aumentato passando da 412 milioni di euro ad oltre un miliardo di euro, con un incremento del 158%.
Il valore delle importazioni è invece passato da 103 milioni di euro a circa 417 milioni, con un incremento esattamente della stessa percentuale. Il saldo della nostra bilancia commerciale rimane così fortemente attivo.
Il tasso di internazionalizzazione delle nostre imprese, rimane basso (anche se in lieve progressivo miglioramento) rispetto alla media regionale.
Per valutare in modo corretto il grado di internazionalizzazione del nostro territorio, tuttavia, occorre tener presente anche il livello di investimenti diretti delle nostre imprese all’estero e delle imprese estere nella nostra provincia.
In entrambi i casi, la provincia di Rimini si colloca agli ultimi posti nel panorama regionale.

Il turismo
La nostra capacità ricettiva, nell’ultimo decennio, è contraddistinta da una forte riduzione degli alberghi a 1 e 2 stelle (-59% e -40% rispettivamente). Aumentano significativamente gli alberghi a 3 stelle (79%) e quelli a 4 stelle (50%).
Aumentano notevolmente le residenze turistico alberghiere e soprattutto le strutture extralberghiere.
Complessivamente, in 10 anni, il totale delle strutture ricettive è passato da 2875 a 2682, segnando un sensibile calo che, tenendo conto dell’aumento delle strutture extralberghiere, è un chiaro indicatore di una ristrutturazione in atto nel settore alberghiero.

Le presenze e gli arrivi:
dal 1995 al 2004 gli arrivi sono aumentati del 13% mentre le presenze sono diminuite del 9%.
La permanenza media passa da 6,5 a 5,5 giorni.
Le presenze di turisti italiani sono aumentate del 2% mentre le presenze di turisti stranieri sono diminuite del 13%.
Sul totale degli arrivi gli stranieri rappresentano oggi meno del 20%, erano oltre il 22% nel 1995.

Le manifestazioni fieristiche e congressuali
La realizzazione del nuovo quartiere di Rimini ha rappresentato una svolta decisiva nell’attività fieristica dando un contributo fondamentale alla destagionalizzazione, con importanti ricadute sulla nostra economia.
In questa stessa direzione si sta perseguendo lo sviluppo delle attività congressuali.
Attraverso la realizzazione del Nuovo Centro Congressi di Rimini e del Palariccione, si determinerà, nei prossimi anni, un notevole incremento della vocazione ospitale del nostro territorio, consentendo un maggior utilizzo delle strutture ricettive durante tutto l’anno.
Il settore fieristico, dall’anno 2000 al 2004, ha visto un aumento degli espositori del 41% e dei visitatori di oltre il 25%.
Il comparto congressuale, pur non potendosi ancora avvalere dei due nuovi Palas, ha fatto segnare un netto miglioramento.
Infatti, dal 1997 al 2004, è aumentato del 22% circa il numero dei congressi, soprattutto quelli che si sono svolti in centri specializzati rispetto a quelli tenuti nelle strutture alberghiere.
Purtroppo, nello stesso periodo, decrescono del 2,7%, il numero dei partecipanti e del 5,9% quello delle giornate di presenza.
E’ importante rilevare che questi ultimi dati di calo si sono realizzati in presenza di un incremento delle manifestazioni svoltesi in centri congressi specializzati.
Ciò rende logico immaginare che, quando saranno ultimati i nuovi spazi congressuali di Rimini e Riccione, sarà possibile intercettare manifestazioni importanti a livello nazionale e internazionale che potranno contribuire a incrementare partecipanti e presenze.

In conclusione di questa disamina, si può affermare che la provincia di Rimini è cresciuta molto in questi dieci anni.
Penso che ciò sia dovuto anche alla conquistata autonomia istituzionale, che ha permesso, più che in passato, di valorizzare tutte le nostre potenzialità, sia per quanto riguarda le felici peculiarità del territorio, che per la capacità degli operatori economici di intraprendere e sviluppare le proprie attività.

Vorrei ora parlare un po’ di noi, soffermandomi sui….
DIECI ANNI DI CAMERA DI COMMERCIO.
Nel 2004 è cominciata, diciamo così, la terza legislatura come amministratori camerali (Giunta e Consiglio).
La seconda dopo l’entrata in vigore della legge nazionale di riordino che ha modificato anche i sistemi di rappresentanza:
ora la rappresentanza è affidata alle categorie economiche a livello provinciale con i rappresentanti del mondo del lavoro e dei consumatori.
Credo si possa affermare che le Camere di Commercio ora sono delle vere e proprie Camere dell’Economia, autentici anelli di collegamento tra la pubblica amministrazione e il sistema economico locale.
Le Camere di Commercio sono enti dotati di autonomia funzionale (non hanno trasferimenti di risorse dallo Stato o dalla Regione) che vivono esclusivamente del diritto annuale versato dalle imprese iscritte al Registro detenuto dalla stessa Camera.
Questa forma di rappresentanza, assieme all’autonomia riconosciuta a livello statutario, regolamentare e finanziario, radicano profondamente le Camere di Commercio nel loro territorio e ne costituiscono un strumento importante per promuoverne lo sviluppo.
L’appartenenza di ogni Camera di Commercio ad un sistema nazionale articolato, ne aumenta la capacità di azione, unendo il territorio alla rete dei servizi che il sistema Unioncamere è in grado di attivare.

La Camera di Commercio di Rimini, ovviamente, è parte integrante di questo sistema e di questo originale modello istituzionale.
L’assetto organizzativo dell’Ente è andato negli anni perfezionandosi secondo uno schema che tiene conto delle funzioni di competenza sia nel campo amministrativo che promozionale.

L’avvio, nel 1995, comportò il superamento di molte difficoltà per organizzarsi autonomamente rispetto alla Camera di Commercio di Forlì, che aveva giurisdizione anche sul nostro territorio, oltre alla necessità di implementare le nuove competenze che, partendo dal Registro delle Imprese, andavano via via definendosi dopo la legge di riforma del 1993.
Da un nucleo iniziale di 35 persone (una decina delle quali ancora in servizio e a cui ritengo si debba rivolgere un particolare ringraziamento), si è ora raggiunta una struttura organizzativa costituita dal Segretario Generale, un Dirigente, che ricopre anche la funzione di Conservatore del Registro delle Imprese, 5 responsabili di Servizio, ai quali fanno riferimento altrettante macro-aree, e 15 responsabili di Ufficio che si occupano delle singole attività, per un totale complessivo di 78 unità che costituiscono l’attuale organico.
Non mi dilungo su tutte le attività svolte dalla Camera di Commercio che illustrerà il Segretario Generale dottor Temeroli presentando la “brochure istituzionale” e la “guida ai servizi”.

In dieci anni, il nostro Ente ha sviluppato una mole notevole di attività della quale desidero dare solo qualche dato di sintesi.

Ritengo che il ruolo svolto in questi anni dalla Camera di Commercio si comprenda soprattutto attraverso l’impegno profuso nella realizzazione e sviluppo delle principali strutture economiche provinciali:
la Fiera, il Centro Agroalimentare, il Palazzo dei Congressi di Riccione e il Nuovo Centro Congressi di Rimini.
Nonché l’impegno economico legato alla gestione e sviluppo dell’Università e dell’Aeroporto.
Di tutte queste società la Camera di Commercio è socio importante:
il 28% di Rimini Fiera, il 18% del Centro Agroalimentare, il 9% dell’Aeroporto, il 7,5% della Palariccione, il 10% nella società di gestione dell’Università.
In questi dieci anni, la Camera di Commercio di Rimini ha destinato oltre 16 milioni di euro alla realizzazione e allo sviluppo di tali strutture economiche.
Per il Nuovo Centro Congressi di Rimini, attraverso la cessione di una parte della propria partecipazione al capitale di Rimini Fiera, investirà risorse per un valore stimato di altri 14,5 milioni di euro. In totale quindi si raggiunge la ragguardevole cifra di circa 31 milioni di euro.
Credo che questo dato, rapportato al bilancio della Camera di Commercio, testimoni un impegno forte che siamo stati in grado di mettere in campo a favore del territorio provinciale e della sua economia.

Dal 1995 ad oggi, la Camera di Commercio di Rimini ha svolto un’importante azione promozionale, rivolta ai diversi settori produttivi.
Ha destinato complessivamente circa 15 milioni di euro per la promozione dello sviluppo economico locale.
Ha curato la realizzazione diretta di progetti e attività e ha sostenuto iniziative realizzate da soggetti pubblici e privati.
Per quanto riguarda gli importi destinati allo sviluppo della nostra economia, desidero citare solo quelli più significativi:
3 milioni di euro ai Consorzi fidi;
2,7 milioni di euro a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese; 1,8 milioni di euro a sostegno dell’Università;
1,5 milioni di euro per le attività promozionali dell’ APT regionale:
la nostra Camera di Commercio è la maggior contribuente tra le 9 Camere regionali.

Dei progetti in campo promozionale, vorrei citarne solo alcuni tra i più importanti:
per quanto riguarda l’internazionalizzazione, la Camera di Commercio organizza e gestisce il “Forum sul turismo nel Mediterraneo”, che sarà quest’anno alla sua 5^ edizione.
Si occupa di organizzare missioni di operatori economici in entrata e in uscita.
Ha istituito desk all’estero, sono attualmente 6, a sostegno delle imprese locali.
Presenta ogni anno il Rapporto economico della provincia di Rimini, che costituisce la bussola della nostra economia, i listini prezzi oltre a vari tipi di indagini economico-statistiche.
Per quanto riguarda i servizi alle imprese, gestisce lo sportello Genesi, che fornisce informazioni ai neo imprenditori.
Assume iniziative a sostegno della responsabilità sociale d’impresa.
Ha istituito e gestisce la Camera di conciliazione di Rimini.
Dà un forte contributo alla semplificazione amministrativa attraverso l’invio telematico delle pratiche al Registro delle imprese, la distribuzione delle smart card per la firma digitale (ne sono già state consegnate 5000) e della Carta Nazionale dei Servizi.

In dieci anni siamo cresciuti e cambiati, seguendo l’evoluzione delle vicende economiche e sociali del nostro Paese e del nostro territorio.
La Camera di Commercio di Rimini è stata, e sarà anche in futuro, parte di questa crescita e di questo cambiamento: io credo, e con questo auspicio termino, che sarà sempre più necessario lavorare insieme.
Istituzioni locali e soggetti economici privati potranno assicurare alle nostre imprese quella crescita e quello sviluppo che rendono un territorio davvero competitivo e ospitale.

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