martedì 22 gennaio 2019
In foto: Il Rimini colpisce due pali con Porchia, al 24' su punizione e al 45' di testa, il Pescara conquista i tre punti grazie ad un rigore a dir poco ingenuo, il secondo guadagnato da Vigna ai danni dei romagnoli (ricordate la presunta spinta di Trotta nella gara di Arezzo del 6 gennaio 2004?). www.riminicalcio.com
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gio 27 ott 2005 09:17 ~ ultimo agg. 00:00
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L’”Adriatico” si conferma campo tabù per i biancorossi, usciti indenni in campionato dallo stadio abruzzese solo una volta, nell’82. Acori, che deve ancora fare a meno di Floccari, Rabito e Manfredini, preferisce non rischiare inizialmente Cascione, che in allenamento ha rimediato una botta alla spalla. Al suo posto Tasso. In avanti spazio al duo Motta-Moscardelli, con Ricchiuti esterno di sinistra del centrocampo. Il tecnico biancazzurro, Sarri, non può contare sugli infortunati Diliso, Croce e Speranza.
L’episodio che decide la partita cade al 13′ della ripresa: Vigna si presenta in area e appena sente il braccio di Motta sulla sua schiena si lascia cadere. Stefanini di Prato indica il dischetto. Pugliesi indovina l’angolo ma non riesce a neutralizzare l’esecuzione di Cammarata, al quarto sigillo stagionale.
Finisce 1-0 per il Pescara, che stoppa a due la serie nera e raggiunge i biancorossi in classifica. Si ferma a quattro la striscia positiva del Rimini, che sabato pomeriggio ospiterà il Bari.

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