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Ric. pubblichiamo. FP CGIL: Vigili del Fuoco, ritorno al passato

Provincia

26 settembre 2005, 18:14

in foto: Il sindacato FP CGIL di Rimini, con una nota firmata dal Segretario Marcello Bianchini, interviene sulla riforma che interessa lo status dei Vigili del Fuoco con una nota fortemente critica che pubblichiamo:

Vigili del fuoco: un ritorno al passato

Nell’ottobre 2004, il Senato approvava il Decreto Delegato di Riforma del rapporto di lavoro dei Vigili del Fuoco e padre Alex Zanotelli commentava la notizia in questo modo: “…nessuno ne ha parlato, nemmeno sulla grande stampa, ma l’8 ottobre scorso il Senato italiano ha approvato la legge delega che ha trasformato il rapporto di lavoro dei vigili del fuoco che diventeranno corpo di polizia agli ordini del Ministro degli Interni e parte essenziale dell’apparato di sicurezza statale (inquadrati nel contratto della polizia) e quindi potranno essere chiamati a difendere l’ordine pubblico. E’ una cosa che poteva sembrare da nulla e, invece, conferma che ci stiamo militarizzando ormai a tutti i livelli…”

E’ di questi giorni, invece, la notizia che sono stati approvati anche i decreti attuativi che hanno fatto fare salti di gioia ai pochi “nostalgici” di un ritorno al passato che riporta i vigili del fuoco indietro di vent’anni, ristabilendo regole che proprio gli stessi lavoratori avevano modificato con anni di battaglie sindacali.
Un ritorno al passato con una pesante restrizione degli spazi contrattuali e di difesa dei diritti dei lavoratori per riportarli a quelle norme che regolamentano il rapporto di lavoro di poche altre categorie, come le forze di polizia ad ordinamento civile che, invece, ne vorrebbero essere esclusi.
I tentativi di modificare il testo del provvedimento con emendamenti che recuperassero il senso ed il valore del modello di contrattazione fino ad oggi esistente, sono stati rigettati con protervia ed arroganza, dimostrando chiaramente la volontà di ridurre gli spazi sindacali dei vigili del fuoco.
Parliamo di salario, ma anche di sicurezza degli operatori, di progressioni di carriera, di mutamento di mansioni per inidoneità, mansioni superiori, mensa ecc., oggi materia di contrattazione, domani, tutte da riconquistare come tante altre questioni divenute riserva di legge.

FP CGIL – UIL PA – RDB CUB – CSA Aziende – DIV*DIRSTAT VVF, unitamente ad una larga maggioranza di lavoratori, tra il 70 e l’80% di adesione, hanno manifestato in due occasioni contro l’approvazione dei decreti attuativi che questo Governo, contro il parere della maggioranza delle organizzazioni sindacali, ha voluto ad ogni costo, anche per ridurre ruolo e funzioni della RSU, prevedendo un modello di contrattazione decentrata che non ha niente da contrattare.
Basta leggere le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari, per rendersi conto della pessima conoscenza che hanno, sia dei vigili del fuoco che della loro “mission” istituzionale.
Per non parlare della confusione e dell’instabilità che regna tra i banchi del Parlamento, dove la defezione della Lega Padana dal voto della maggioranza, che avrebbe determinato la bocciatura del DDL, è stata vanificata dal voto della Margherita (guarda caso, lo stesso soggetto politico che, unitamente alla potentissima lobby prefettizia, impedì il compimento del progetto relativo all’Agenzia di Protezione Civile).

La riforma prefigura un modello organizzativo più gerarchico e militarizzato che non risolve, ma aggrava, gli attuali problemi che gravano sulla pelle dei vigili del fuoco a cominciare da organici insufficienti e molto al disotto della media europea.
Proprio a causa della carenza di organico, il personale non può partecipare a quella formazione indispensabile per operare con la massima efficacia possibile, nell’interesse dell’utenza e dei lavoratori (il distaccamento di Cattolica, per esempio, chiuderà ogni volta che, per qualsiasi motivo, il personale sarà richiamato per garantire i servizi presso il comando centrale).

I vigili del fuoco non faranno parte del sistema di Protezione Civile nel quale, a parere della FP CGIL, dovrebbero, al contrario, entrare a pieno titolo. Un sistema che dovrebbe essere in grado di unificare le funzioni, tuttora attribuite a diversi soggetti istituzionali, in una struttura di governo e gestione, agile e flessibile a livello centrale e con forti connotazioni di autonomia tecnica e gestionale sul territorio, al fine di stimolare adeguate sinergie con Enti Locali, Società civile, Volontariato, nel perseguimento dell’interesse collettivo. Ma il Governo va da tutt’altra parte. E qualcuno ha anche il coraggio di applaudire.

Marcello Bianchini
Segreteria F.P. CGIL Rimini

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