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Firmato il Protocollo con i sindacati per le politiche a favore degli anziani

Provincia

24 settembre 2005, 11:01

in foto: Passare da un visione limitata e settoriale ad uno sguardo d'assieme. Questo l'obiettivo del “protocollo d'intesa sulle politiche a favore della popolazione anziana” firmato ieri dal presidente della Provincia di Rimini, Ferdinando Fabbri, e dai rappresentanti sindacali. Tra gli elementi basilari dell'accordo la concertazione. Il documento completo:

PROTOCOLLO D’INTESA TRA LA PROVINCIA DI RIMINI E I SINDACATI PENSIONATI SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP-UIL sulle politiche a favore della popolazione anziana.

PREMESSO che la legislazione regionale degli ultimi anni, in diversi settori, richiama ampiamente e diffusamente i concetti d’integrazione e di raccordo tra le varie politiche di settore.
La L.R. n.2/2003, la Delibera del Consiglio Regionale n. 615/2004 – anticipo e stralcio del Piano Sociale e Sanitario Regionale- il “Piano di Azione per la Comunità Regionale per una società per tutte le età” approvato dalla R.E.R. in data 22.11.2004, affermano unanimemente la necessità e l’urgenza di adottare un nuovo metodo di lavoro che consenta il più ampio confronto e la più ampia concertazione fra tutti i soggetti, istituzionali e non, che concorrono alla definizione dello stato sociale, e favorisca la più completa integrazione fra i diversi processi di programmazione in atto sul territorio: Agenda 21, Piani per la Salute, Piani Sociali di Zona.

La Provincia, attraverso il ruolo che svolge nell’ambito della programmazione territoriale (attraverso lo strumento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – PTCP) e della Programmazione Sociale, assume una importante funzione di coordinamento interistituzionale nella verifica del livello di integrazione e nella valutazione di impatto delle politiche sociali.

RILEVATO che tale ruolo è riconosciuto dalla L.R. n.2/2003 laddove, all’art. 18 si afferma “…le Province partecipano alla programmazione regionale e hanno il compito di promuovere l’integrazione delle politiche sociali con le altre politiche settoriali, con particolare riferimento alle politiche del lavoro, della casa, della formazione professionale, dell’ambiente, dell’istruzione, dell’educazione e della pianificazione territoriale. Il ruolo della Provincia può delinearsi come ruolo di sostegno e garanzia per l’integrazione delle politiche e per il rispetto, nelle scelte di politica territoriale, dei bisogni sociali della popolazione del territorio e il suo esercizio dovrà essere supportato da un’adeguata organizzazione che faciliti la raccolta di dati, l’elaborazione, la valutazione e la relazione tra soggetti diversi “.

RICHIAMATO in particolare il “ Piano di Azione per la Comunità Regionale per una società per tutte le età” approvato dalla Regione E. Romagna in data 22.11.2004 “ nel quale si evidenzia la “necessità di passare da una visione ristretta dell’integrazione limitata ai problemi sociosanitari, all’integrazione delle politiche per rispondere in modo unitario ai bisogni ed alle esigenze delle persone anziane, nella prospettiva di garantire le condizioni per una vita indipendente”.

RILEVATO che tutto ciò si attua attraverso l’apertura di un dialogo e di un ampio confronto fra ambiti di programmazione che fino ad ora hanno operato separatamente, vale a dire l’ambito sociale e socio-sanitario, e quello attinente le politiche di pianificazione territoriale (casa, mobilità, urbanistica, cultura, sport, turismo, formazione, nuove tecnologie,).

TUTTO ciò premesso, tenuto conto dell’ampiezza delle problematiche trattate,

tra la Giunta provinciale di Rimini ed in particolare l’Assessorato alle Politiche Sociali e i Sindacati Confederali dei Pensionati SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP-UIL

SI CONVIENE quanto segue:

di assumere in modo permanente il metodo della concertazione, quale strumento per regolare il confronto e il sistema delle relazioni;
di dare vita ad un tavolo Operativo di Confronto e Concertazione da attivare in data immediatamente successiva alla sottoscrizione dei Piani Sociali di Zona con i seguenti obiettivi:

a)definire e realizzare una programmazione triennale 2005/2007 delle politiche sociali sul territorio partecipata e innovativa, tenuto conto che la Provincia nell’ambito del processo di costruzione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, assume un ruolo di coordinamento interzonale e di raccordo fra le diverse politiche, con una particolare attenzione agli aspetti relativi alla integrazione socio-sanitaria;
b)proseguire la attività di monitoraggio e confronto sui Piani di Zona Distrettuali, e sui Piani per la Salute, attraverso il coinvolgimento degli Assessori alle Politiche Sociali dei Comuni Capo Distretto e dell’Azienda USL di Rimini, allo scopo di condividere le scelte relative alla messa a punto dei programmi attuativi annuali;
c)operare un raccordo tra gli Uffici di Piano distrettuali, strumenti questi che dovranno essere dotati di un apparato tecnico professionale in grado di supportare adeguatamente le decisioni politiche;
d)promuovere momenti di concertazione sulle linee guida del PTCP affinché si saldi con la pianificazione sociale così come previsto dalla citata delibera regionale 615/04.

Si concorda che per accompagnare tale percorso di forte rilevanza strategica si realizzi un reale raccordo delle politiche tra gli assessorati provinciali, attraverso il coordinamento svolto dalla Giunta Provinciale, ed in particolare dall’Assessorato ai Servizi Sociali al quale è richiesto un forte ruolo di promozione e di accompagnamento delle attività di programmazione sopra richiamate.

Le parti, preso atto dei contenuti e degli obiettivi prioritari espressi nei Piani sociali di Zona 2005-2007 sottoscritti dai Distretti in data 29 luglio 2005, convengono di indicare per il triennio le seguenti priorità:

1.Mettere a punto ulteriori strumenti di rilevazione e lettura dei bisogni per definire e attuare interventi maggiormente personalizzati e flessibili, in particolare per le persone non autosufficienti e a sostegno delle loro famiglie, attraverso una maggiore integrazione dei servizi sociali con quelli sanitari. Tale funzione dovrà essere svolta in stretta connessione con i Distretti, i Comitati dei Sindaci, l’AUSL e l’Osservatorio Provinciale.
2.Promuovere e coordinare un tavolo di lavoro per la definizione di una applicazione omogenea dell’ISEE a livello Provinciale.
3.Attivare un tavolo di confronto con le parti interessate (Comuni-Distretti e IPAB) per la trasformazione delle IPAB in aziende pubbliche di servizio alla persona in coerenza con le disposizioni regionali, con l’obiettivo di aumentare efficienza e efficacia del complesso dei servizi socioassistenziali pubblici rivolti alla persona, ed anche di un contenimento della retta a carico dei cittadini.
4.Riconoscere la Domiciliarità quale scelta fondamentale della programmazione regionale e locale, che si attua mediante scelte abitative adeguate, miglioramento del sistema di mobilità, messa a punto di un sistema socio sanitario assistenziale equo ed economicamente sostenibile, a supporto della persona e della famiglia.
Lo scopo condiviso è di consentire a tutti di continuare a vivere nel proprio ambiente sociale, curando le relazioni con parenti e vicinato, evitando ogni forma di abbandono e di emarginazione, anche attraverso il potenziamento degli spazi di socializzazione (centri sociali, università terza età, orti sociali, ecc.),coinvolgendo Comuni e Associazioni di volontariato.
5.Stimolare i Comuni e l’AUSL affinché adottino la carta dei servizi e dei diritti per una piena tutela dei diritti degli anziani e delle loro famiglie.
6.Fornire strumenti per il riconoscimento del lavoro di cura per i familiari (Contratto di Solidarietà tra Enti Locali e Familiari) e per ampliare gli interventi in direzione delle persone coinvolte nelle cura di familiari disabili per l’assistenza formativa e di sollievo.
7.Sostenere ed incentivare i Comuni e la AUSL per la messa a punto della rete territoriale per la non autosufficienza, con particolare attenzione a:
-facilitazione dell’accesso;
-valutazione del bisogno assistenziale e definizione delle modalità per la presa in carico;
-garanzia dei percorsi assistenziali personalizzati e dell’effettiva operatività dei responsabili del caso;
-realizzazione di una reale integrazione tra rete ospedaliera e servizi territoriali, avvalendosi anche di protocolli e linee guida .

8.Promuovere e sostenere Laboratori di Politica Sociale a livello Territoriale, che coinvolgano su specifiche tematiche sociali, le persone, le famiglie, le intere Comunità locali, rendendole partecipi ai risultati ( vedi esperienza avviata con il progetto a cura dell’Auser Provinciale di Rimini “ Laboratorio della Memoria “ presso il Comune di Gemmano).

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