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Il punto della situazione a un mese dallo tsunami: raccolte cifre importanti

In foto: È trascorso un mese esatto dal maremoto che ha colpito le coste dell'Oceano Indiano nel sudest asiatico. Una tragedia senza precedenti, che ha coinvolto anche il nostro territorio.
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mer 26 gen 2005 19:20 ~ ultimo agg. 00:00
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Le prime immagini dello tsunami sono arrivate nelle nostre case nella mattina di Santo Stefano, accompagnate dalle prime stime, rivelatesi purtroppo del tutto approssimative. Oggi si parla di circa 300.000 morti. Le vittime italiane sono ferme a 21 ma 189 risultano i nostri connazionali ancora dispersi (174 in Thailandia e 15 nello Sri Lanka).
Tra questi, figura ancora Elvira Casadei, l’avvocatessa 46enne riminese costretta su una sedia a rotelle, travolta mentre si trovava sulla spiaggia di Khaolak con il compagno Enzo Grassi, che è riuscito a mettersi in salvo.
Per qualche giorno nell’elenco dei dispersi c’è stato anche un altro romagnolo: padre Ferdinando Severi, missionario cesenate legato ai frati di Bellariva, dal ’68 in Indonesia. Padre Severi si è salvato invece arrampicandosi sul tetto di una piccola moschea ed ora ha ripreso il suo lavoro a sostegno dei poveri.
Per quanto riguarda il capitolo aiuti, diverse sono le realtà riminesi che si sono attivate. La Caritas ha già raccolto oltre 70 mila euro che saranno utilizzati per distribuire aiuti e creare rifugi temporanei. La onlus riminese Cittadinanza, che sostiene le persone con disagi mentali nelle zone povere del mondo, ha avviato specifici progetti nelle aree colpite.
Giunte e consigli comunali hanno inoltre stanziato quote a favore del fondo provinciale gestito dalla Protezione Civile: ci sono già stanziamenti per 68mila euro, nell’ambito del progetto che sta predisponendo la Protezione civile regionale. Volontari riminesi della Protezione sono pronti a partire per il sud est asiatico, ma sono stati fermati dai vertici nazionali dei soccorsi.
Martedì il consiglio provinciale ha approvato un ordine del giorno nel quale si delibera di destinare il 10% del budget annuale dei gruppi consiliari al progetto dell’Upi per l’adozione a distanza di 15mila bambini asiatici. Nell’ordine del giorno si chiede poi un ulteriore contributo all’amministrazione provinciale ed ai comuni del territorio.