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Hacker informatico. Un ‘professionista’ appassionato di computer ed esplosivi

CronacaRiccione

5 gennaio 2005, 17:00

in foto: Un hacker informatico con la passione per i materiali espolsivi. Dopo mesi di indagini, i carabinieri di Cagliari e Rimini hanno arrestato per frode informatica (aveva i codici di tutte le banche) e detenzione di materiale esplosivo un professionista domiciliato a Riccione e nato ad Argenta (Ferrara).

Tutto è partito con una mail arrivata nella sede della compagnia dei carabinieri di Cagliari, con la quale si pubblicizzava un ‘pacchetto’ a 500 euro, per un tutto compreso: corso, dimostrazione pratica e materiale tecnico idoneo alla clonazione di carte di credito e bancomat. Un maresciallo sardo si è finto interessato, e a metà novembre dello scorso anno ha incontrato, in un Hotel di Rimini, Andrea Cuomo, 38 anni, tecnico informatico da tempo domiciliato a Riccione. Si trattava della prima fase operativa di una inchiesta che si è conclusa nella notte tra il 2 e 3 gennaio scorsi, giorno in cui le manette hanno fermato l’attività illegale di quell’hacker specializzato nella violazione dei sistemi informatici di sicurezza della banche e con il pallino del ‘piccolo chimico’.
Nella sua abitazione di via Sesia i militari hanno infatti scoperto e sequestrato sostanze chimiche e materiale per il confezionamento di ordigni esplosivi: dal mercurio, dal quale può essere estratto il fulminato di mercurio (componente fondamentale per gli inneschi di esplosivo), al sodio puro, confezionato in barre cilindriche. Materiali molto pericolosi, tanto più che tra carte di credito clonate ed attezzature per catturare i codici segreti delle carte inserite negli sportelli bancomat, i militari hanno trovato anche alcuni manuali di ispirazione anarchica: che ci sia anche il suo zampino in azioni dinamitarde compiute nei mesi scorsi in Sardegna, è ipotesi però ancora tutta da verificare. Come non è possibile escludere nè alimentare quella che l’attività dell’hacker ai danni delle banche potesse servire a finanziare un gruppo eversivo. Di sicuro c’è che Cuomo ha clonato più di 200 carte di credito, violato un centinaio di sistemi di sicurezza bancari e truffato importanti istituti di credito, trasferendo fondi con prelievi illeciti ai suoi conti all’estero. Senza contare lo stupore dei vicini di casa, quando sapranno che il professionista che occupava la mansarda della palazzina amava dilettarsi con materiali altamente esplosivi.

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