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Classifica Sole 24 Ore su qualità vita: Rimini 36° con luci e ombre

Provincia

20 dicembre 2004, 19:10

in foto: Stabile, ma con un passettino in avanti che prendiamo come buon auspicio di fine anno. Nell'indagine del Sole 24 ore sulla qualità della vita, Rimini si piazza al 36esimo posto, un gradino in più dell'anno scorso.
www.ilsole24ore.com

Vista da altri punti di vista, la classifica é meno rosea. Con un punteggio di 448 punti, Rimini é sotto la media nazionale di 470, ed é penultima tra i capoluoghi emiliano-romagnoli: solo Ferrara é più in basso, mentre Bologna e Forlì svettano al primo e quarto posto.
Come tenore di vita, Rimini é al 57esimo posto. Meglio per ricchezza prodotta (19esima) e depositi bancari, 18esima con 12mila euro di risparmi annui pro capite. Ridono meno i pensionati: 67esimo posto con 541 euro mensili.
33esima come consumi, che comprendono auto-moto-elettrodomestici-mobili, con 1.116 euro spesi al mese pro capite. Carissimi gli affitti: 100 metri quadri in zona di pregio costano 1.417 euro al mese: solo 7 province sono più care. Buona la salute delle imprese per quanto riguarda il rapporto aperture-cessazioni, l’export resta invece limitato.
A sorpresa, il problema del lavoro non é particolarmente sentito: siamo sesti, migliore provincia in Regione. Nella media come salute ecologia e percezione del problema ambiente. In alto per presenza di infrastrutture, 14esimi. Alta l’incidenza dei tumori: il 34% dei decessi. Diminuisce la percezione della gravità dell’ordine pubblico: 35esimi, meglio del 2003. Sui dati della criminalità, vale il solito discorso dell’affollamento estivo: per microcriminalità, Rimini e Bologna hanno gli indici peggiori.
Altri dati poco incoraggianti, quelli di rapine e furti in appartamenti. Stiamo parecchio stretti, con 527 abitanti per kilometro quadrato. E la Provincia cresce: ogni 100 cancellazioni dall’anagrafe, si aggiungono 175 nuovi arrivi. 20esimi come laureati, 54 ogni mille giovani, e come investimenti nella formazione.
Su svago e tempo libero, ci confermiamo sopra la media: 12esimi in una classifica dominata dall’Emilia Romagna. In particolare, siamo secondi per numero di palestre, 13 ogni 100mila abitanti, 17esimi per numero di ristoranti, 15esimi per acquisti in libreria, anche se qui ci aiutano i turisti.
Ma soprattutto c’é il piacere di fare gruppo, l’unica classifica in cui siamo in vetta, con 382 associazioni di vario tipo ogni 100mila abitanti. Fra tante luci e ombre, Rimini mantiene un buon successo nell’immaginario collettivo: nella classifica delle province in cui si vorrebbe vivere tranne la propria, é al nono posto.

Se il sindaco di Rimini Alberto Ravaioli di recente proprio di recente ha ribadito la volontà di non commentare classifiche e graduatorie, il presidente della Provincia Fabbri ha invece espresso il suo commento:

L’indagine de “Il Sole 24 ore” sulla qualità della vita nelle città e nelle province italiane è talmente completa, articolata e approfondita che vale un commento puntuale sulla situazione in cui attualmente si trova il territorio riminese.
Il presidente della Provincia di Rimini, Ferdinando Fabbri, spiega che le risultanze del dossier devono essere lette nella maniera più attenta proprio perché sono stati analizzati accuratamente tutti gli aspetti che concorrono a definire la qualità della vita di una città o più in generale di un’area territoriale.
Come si piazza Rimini nel dossier? Intanto con un punteggio superiore alla media (in realtà inferiore, NDR) e in linea con le altre province dell’Emilia Romagna. Direi che si piazza bene – rileva il presidente Fabbri. – C’è grande soddisfazione per il tema dello stare insieme, del fare gruppo. Rimini, con il suo territorio, ovviamente, è la città delle relazioni sociali. E’ la città degli acquisiti in libreria, della forma fisica, del piacere della cena fuori, della cultura e del tempo libero. Lo dimostra, in particolare, la domanda: “dove si preferirebbe vivere”, che ci colloca tra le prime dieci città italiane, a signficare che lo stare insieme, il sistema dei servizi, i piaceri del tempo libero e le infrastrutture, sono la vera ricchezza di questa città”.
Naturalmente, esistono altri indicatori che la fanno definire città dinamica.
“Uno – prosegue il presidente – è la ricchezza prodotta, la vitalità delle nostre piccole imprese. Siamo alti come numero di imprese che rinascono, alti come numero di imprese della knowledge economy (conoscenza nella competizione fra imprese), alti come prestiti alle imprese. Il dossier del Sole ci dice anche che a Rimini siamo solo sessantaquattresimi nell’export: non è un dato positivo, ma è vero che il turismo, che è la nostra principale industria, non esporta, bensì attrae. Probabilmente, riguarda il manifatturiero ed è un punto di sofferenza che occorre risolvere.

Il dossier – prosegue Fabbri – indica anche alcuni punti di sofferenza. Penso alla pagella ecologica, non buona, o alla migrazione ospedaliera. Due indicatori, quello dell’ambiente e della salute, sui quali bisogna fare molto di più. Sui quali faremo molto di più. Un problema che resta delicato è quello dell’ordine pubblico e della sicurezza anche abbiamo riscontrato un dato molto positivo, confermato per altro anche dall’Osservatorio provinciale: è aumentato il senso di sicurezza, non c’è più la paura, segno che il lavoro fatto ha prodotto risultati. Infine, è giusto sottolinearlo, gli alti affitti delle case stanno diventando un problema”.

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