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Prigioniero a Cuba per non perdere il figlio: il caso di Fabio Umena

CronacaRimini

7 ottobre 2004, 11:29

in foto: Un poliziotto prigioniero a L'Avana, capitale Cuba, per riavere il proprio figlio. Per un ispettore riminese il ritorno nel paese della moglie si è trasformato in un incubo.

Una situazione senza apparente via d’uscita, che ricorda per certi versi quella di Silvio Berlini, il papà di Lara, una bambina di 10 anni che il tribunale di Rimini gli aveva concesso di tenere ma che la madre trattiene in Norvegia.
Se contro Berlini la madre aveva l’arma di un ordine d’arresto emesso nello stato scandinavo, contro Fabio Umena, poliziotto 46enne in forza alla Questura di Rimini come ispettore capo, c’é un vero e proprio arresto.
Umena è padre di un bambino di tre mesi avuto da Jacqueline, cubana conosciuta tre anni fa in un viaggio. Il poliziotto ha portato la donna a vivere con sé in Romagna; quest’anno, il matrimonio e il bambino.
E, la settimana scorsa, la partenza per un viaggio a Cuba. Qui le cose però precipitano: Jacqueline dice di volere restare nel suo paese. E per vincere l’opposizione del marito lo denuncia per percosse. Una situazione che, nel paese centroamericano, non è una novità.

La polizia locale, che non avrebbe neanche cercato prove delle percosse, ha portato Umena in un centro di detenzione, togliendogli cellulare e passaporto. L’unica soluzione per tornare alla libertà è accettare di essere allontanato come straniero indesiderato. Il che, però, significa non poter più tornare a Cuba e non poter più vedere il figlio. Ma Umena, pur con le spalle al muro, per ora non ci sta.
Le rappresentanze diplomatiche italiane sono state allertate, ma per quando riguarda la possibilità di riavere il figlio, Cuba non dà nessuna garanzia a livello di diritto internazionale.

Umena lo scorso anno fu protagonista di un’importante azione su un aereo , quando bloccò un passeggero colto da un raptus che si era scagliato contro il comandante, azione che gli valse un riconoscimento in occasione della Festa della Polizia. Il volo era diretto a Cuba, quello che anche l’avvocato Maurizio Valloni, legale di Umena, non esclude di prendere sabato prossimo se il poliziotto decidesse di non tornare.
Valloni ha consigliato a Umena di tornare, viste le sue precarie condizioni di salute (é reduce da un’operazione) e l’impossibilità di ottenere risultati alle condizioni attuali.
Umena é riuscito a chiamare il suo legale solo dopo 4 giorni di detenzione; le telefonate sono a suo carico ed é rimasto con pochi soldi.

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