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Per Mons. De Nicolò il bilancio di 15 anni alla guida della Diocesi

RiminiVita della Chiesa

15 ottobre 2004, 18:22

in foto: Nessuna celebrazione per i 15 anni di presenza alla guida della Chiesa riminese: giovedì, giorno dell'anniversario, il Vescovo Mariano, nel suo discorso alle autorità cittadine nella solennità di San Gaudenzo, ha scelto un richiamo ‘alto’ al bene comune, alla coesione di tutti per un progetto teso al bene della città e della comunità dei cittadini.

Per questo anniversario, solo un sobrio ringraziamento del Vicario, Monsignor Aldo Amati, all’inizio della Messa in cattedrale.

In questi 15 anni di magistero del Vescovo Mariano la Chiesa riminese è cresciuta, con scelte innovative e non di rado coraggiose. Il Vescovo è stato uomo di governo oltre che di spiritualità, e ha portato avanti con decisione la linea del lavoro comune tra parrocchie vicine, che ha portato a collaborazioni all’interno dei Vicariati e alla fusione di alcune parrocchie, tra cui quelle del Centro storico riminese.
Ha creduto e valorizzato il laicato, qualificandone l’operato con il potenziamento dell’Istituto di Scienze religiose, la proposta degli annuali Corsi per gli operatori pastorali; convocandone anche l’Assemblea diocesana nell’aprile dello scorso anno. Si è posto in dialogo con la realtà civile e sociale investendo nei mezzi di comunicazione, che ad oggi sono una realtà che va oltre al settimanale “Il Ponte” (già presente in Diocesi), di Radio Icaro, del sito Newsrimini.it e di Bottega video che trasmette su éTV.
La missionarietà della Chiesa riminese è un punto centrale per il Vescovo Mariano: sul territorio si è espressa, tra gli altri eventi con la missione del popolo al popolo, e la creazione dei centri di ascolto del Vangelo cui partecipano quest’anno 10.000 persone.
Oltre i nostri confini, la missione ha dato vita, dieci anni fa, della missione in Albania, a Kucova e Berat, l’appoggio all’ospedale della dottoressa Marilena Pesaresi, i progetti realizzati in Senegal, Venezuela e altri paesi coinvolgendo missionari e Caritas diocesana.

I meriti che gli vengono riconosciuti maggiormente per il suo modo di rapportarsi alla società civile sono la grande attenzione al patrimonio artistico, al rapporto con le autorità della città e la dedizione a che fosse presente e valorizzata la sede riminese dell’Università, con attenzione specifica ai servizi per gli studenti, come lo studentato e la mensa, ma anche alla pastorale universitaria intesa come accoglienza degli studenti fuori sede.
Per Luciano Chicchi, presidente della Fondazione Carim di Rimini, il Vescovo ha sancito una svolta positiva per la Chiesa riminese, soprattutto su due versanti: l’attenzione ai Beni culturali della Chiesa, che ha dato attenzione e bellezza alle chiese, i luoghi della preghiera, che così valorizzati sono stati al centro di grande cura anche per la liturgia.

In preparazione al Giubileo, il Vescovo ha coinvolto Fondazione e Provincia nel restauro del Duomo, di molte altre Chiese e quadri sacri. “Il rapporto con il Vescovo è stato importante, per noi”, riconosce il presidente della Provincia, Fernando Fabbri: “Il rapporto con il Vescovo è stato importante, per noi”, riconosce Fabbri. Anche il discorso di giovedì, puntato all’esigenza di progettare anche nel medio e nel lungo periodo la costruzione della città che vogliamo, è uno stimolo importante per gli amministratori”.

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