mercoledì 23 gennaio 2019
In foto: L'ombelico scoperto a scuola torna a far discutere. La vita bassa è una delle mode più resistenti dell'ultimo periodo, resistente anche ai nasi storti di qualche dirigente scolastico. Proprio da Rimini, l'anno scorso, la questione balzò alle cronache nazionali:
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mer 13 ott 2004 11:15 ~ ultimo agg. 00:00
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dalla direzione del Marco Polo arrivò infatti l’invito esplicito a coprire l’ombelico. Motivi di decoro, si spiegava. Per qualcuno erano anche motivi di salute, come per il preside bolzanino che si rifiutò di firmare giustificazioni alle alunne che dichiaravano dolori alla pancia. E ora passa alla carica un preside di Avezzano, in Abruzzo.
Sul ritorno d’attualità della questione, nessuna dichiarazione da Vincenzo Cazzulo, preside dell’Istituto Marco Polo di Rimini, il primo istituto a far parlare di sé per la campagna di copertura ombelicale: “Ne fecero un caso, quando non era assolutamente così”.
Il problema esiste, commenta Giuseppe Prosperi, presidente del Liceo Einstein, perché anche a scuola, come in qualsiasi altro luogo, ci vuole rispetto e un abbigliamento adatto, e certi abiti indossati dai ragazzi non lo dimostrano. Tuttavia Prosperi non è d’accordo con il divieto, perché i giovani lo recepiscono come imposizione e non come spunto educativo.
Umberto Moretti, preside del Liceo Classico Pedagogico Valgimigli, deplora invece la stampa: con tutti i problemi che ha la scuola oggi, lamenta, se ne parla solo per questioni del genere.
Accogliamo il richiamo, pur ricordando di avere parlato di scuola anche ben al di là degli ombelichi. E sarà pure una questione secondaria, ma, visto che in diverse scuole ormai vige il divieto, evidentemente è una questione di principio.
Ma cosa ne pensano le dirette interessate, le studentesse? Lo abbiamo chiesto ad alcune ragazze fuori da una scuola riminese: dalle risposte che ci hanno dato, 7 + in buonsenso.

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