venerdì 18 gennaio 2019
In foto: In ogni parrocchia della Diocesi si è pregato oggi per Simona Pari e Simona Torretta, e le loro famiglie. In ogni Messa è risuonata l'invocazione a Dio con le parole che ciascuna comunità ha trovato, per chiedere a Dio la liberazione delle due giovani, di sostenere le loro famiglie, di dare pace al mondo.
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dom 12 set 2004 15:41 ~ ultimo agg. 00:00
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Parole diverse, ma un’unica, corale, intensa preghiera affettuosa e sollecita per la volontaria riminese e la sua collega rimana, mentre trascorrono le ore che mancano allo scadere dell’ultimatum lanciato attraverso un sito internet dai possibili sequestratori.
L’invito ad inserire la speciale intenzione è arrivato ai parroci dalla Diocesi. Dopo il momento di preghiera comunitario di giovedì nella chiesa di San Girolamo, presieduto dal Vescovo Mariano, la Chiesa riminese, che ha espresso stima e apprezzamento per il lavoro prezioso e coraggioso che Simona svolgeva in Iraq, continua ad essere vicina a Simona e alla sua famiglia attraverso la preghiera, specie in queste ore di angoscia per l’avvicinarsi allo scadere dell’ultimatum lanciato dai presunti sequestratori.
La preghiera, ricorda la Diocesi di Rimini, è uno strumento forte per la Chiesa, perché implora da Dio la grazia di cambiare i cuori degli uomini coinvolti in questi eventi terribili, per costruire invece la pace e la giustizia, più volte richiamata dal Papa, per rifiutare la logica aberrante del terrorismo.

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