domenica 20 gennaio 2019
In foto: Sulle celebrazioni per i 100 anni della battaglia di Rimini, Sergio Zavoli invia una lettera aperta al sottosegretario Filippo Berselli, sindaco di Montefiore e capolfila dell'organizzazione delle celebrazioni, per chiedere misura ed equilibrio nelle iniziative, alla luce del particolare momento. Questa la lettera:
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mer 15 set 2004 09:41 ~ ultimo agg. 00:00
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Lettera aperta al sottosegretario Filippo Berselli
Caro Berselli,

va da sé che l’improvviso confronto venuto a crearsi tra le manifestazioni indette per ricordare la “battaglia di Rimini” e il clima di preoccupazione dovuto alla perdurante, grave vicenda che ha coinvolto le “due Simone” – come ormai chiamiamo, comprendendole in una, le ragazze sequestrate in Iraq per tenere in vita il ricatto rivolto non solo al nostro Paese – consigliano di non offrire incentivi alle ragioni di quanti avevano già manifestato riserve sul carattere conferito alle manifestazioni, promosse da te e dal Ministero di cui sei una figura così autorevole.

Non ho altri titoli, se vorrai concedermi la sensibilità civica e la responsabilità parlamentare, per chiederti di valutare fino in fondo, dopo avere sfrondato le cerimonie del loro carattere più spettacolare – una questione che investe tutta la comunità, del resto mostratasi esemplarmente unita nella grande fiaccolata di Piazza Cavour.

Ecco il punto: mi auguro che altrettanta asciuttezza, se vi sarà, accompagni anche la conclusione di Montefiore Conca. Per ciò che mi riguarda, avendo il compito di premiare i temi degli studenti usciti vincitori da un concorso teso a coinvolgere la gioventù d’oggi nel ricordo di una memorabile pagina della guerra combattuta per la liberazione di Rimini e del suo territorio – e pur rassicurato dalla tua pubblica dichiarazione di avermi assegnato un ruolo aperto alla più disadorna ed equanime testimonianza civile e culturale – nondimeno lascia che ti esprima il mio residuo pensiero in giorni di preoccupate, unanimi speranze.

Nell’attesa del ritorno del ministro Frattini – che, insieme con i colleghi della Commissione Affari Esteri, ascolterò non più oggi, martedì, ma domani – si avverte l’accorato, crescente bisogno di sentirci tutt’uno in un frangente di questa complessità e drammaticità.
Penso alla società civile e alla rappresentanza politica; alle scuole, cui spetta di presidiare il valore fondante di ciò che unisce nel segno della conoscenza e della condivisione; alle istituzioni, tenute a interpretare positivamente ogni iniziativa volta a riunire e a conservare i valori convenuti della nostra storia, con la più persuasa partecipazione di tutte quelle rappresentanze – nessuna esclusa – che hanno operato perché avessero un senso, oggi, la stessa celebrazione da te promossa e, ovviamente, quella d’iniziativa comunale e provinciale.

Così come fu in occasione delle celebrazioni per Giacomo Matteotti, credo che vorrai tenerti a una linea culturale riguardosa delle idee e dei sentimenti di tutti, conferendo alla circostanza presente una misura di discrezione che troverebbe il consenso della comunità.

Cordialmente,

Sergio Zavoli

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