mercoledì 23 gennaio 2019
In foto: Nel territorio dell'AUSL di Cesena parte la campagna nazionale di vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia a scopo preventivo organizzata dall'azienda insieme a OMS, Ministero della Salute e Regioni.
www.ausl-cesena.emr.it
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dom 26 set 2004 13:15 ~ ultimo agg. 00:00
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Nel territorio di competenza dell’Azienda USL di Cesena, saranno vaccinati circa 250 bambini nati nel 1992 e 1997 che, già in precedenza invitati, non si sono mai presentati per la vaccinazione: un’unica iniezione – assicura l’AUSL cesenate – permette di sconfiggere morbillo, rosolia e parotite, malattie infettive molto contagiose.

Il morbillo – spiega l’AUSL – che si trasmette per via respiratoria e si manifesta con febbre alta, tosse, congiuntivite e una caratteristica eruzione della pelle, può essere una malattia molto grave: le complicanze più temibili sono l’encefalite (che colpisce circa 1 bambino su 1.000-3.000 malati di morbillo), danni cerebrali, ritardo mentale e addirittura può condurre alla morte.
Nel 2002 e nel 2003 si sono verificate in Italia vaste epidemie di morbillo. In particolare, nel 2002 si sono stimati circa 4.000 casi di malattia, soprattutto nel Sud Italia, centinaia di ricoveri in ospedale, 15 encefaliti e 6 decessi. Contemporaneamente anche nella nostra Regione si è assistito ad un lieve aumento dei casi di morbillo (circa 200 per ciascun anno), che grazie alle elevate coperture vaccinali non hanno portato al sorgere di vere epidemie.

Sebbene siano malattie meno gravi del morbillo, anche la Rosolia e la Parotite possono provocare seri danni alla salute. La rosolia è particolarmente grave quando viene contratta dalle donne in gravidanza: l’85% delle infezioni acquisite nel primo trimestre di gravidanza sono causa di aborto o gravissimi danni al bambino, come sordità, ritardo mentale, cataratta ed altre malattie degli occhi, malformazioni cardiache.
La parotite, più comunemente nota col nome di orecchioni, può complicarsi dando lieve meningite asettica nel 10% dei casi, infiammazione del pancreas nel 4% dei casi, sordità permanente (per lo più monolaterale) in 5 casi ogni 5.000 ammalati.
L’infezione acquisita dopo la pubertà, invece, può causare infiammazione dei testicoli o delle ovaie nel 25% dei casi.

La vaccinazione – ricorda l’AUSL – raccomandata anche se il bambino ha già avuto una di queste malattie, è controindicata solo in rari casi, fra i quali importanti alterazioni dello stato immunitario e trombocitopenia grave e va rinviata in caso di terapia cortisonica ad alte dosi o immunosoppressiva.

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