mercoledì 23 gennaio 2019
In foto: “Aspettiamo fiduciosi”. Luciano Pari, il padre di Simona, ha commentato con cautela le notizie apparse oggi su un importante quotidiano kuwaitiano, che parla di una imminente liberazione delle due volontarie dietro pagamento di un riscatto.
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mar 28 set 2004 17:38 ~ ultimo agg. 00:00
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Nell’edizione di oggi Al Rai Al Aam diffonde la notizia di un accordo praticamente raggiunto tra mediatori e rapitori, accordo che prevede un milione di dollari per il rilascio: la metà della cifra sarebbe già stata versata. Una notizia che confermerebbe quanto detto dal Consiglio degli Ulema sunniti di Baghdad, che al presidente dell’Ucoii, Mohammed Nour Dachan, avrebbero attribuito il sequestro a delinquenti comuni. L’intelligence però non si sbilancia invita alla massima cautela e definisce le informazioni del quotidiano un canale esaurito. Già ieri le dichiarazioni del re Abdallah di Giordania aprivano uno spiraglio di speranza. Al Corriere della Sera Abdallah aveva detto che le ragazze erano vive e si lavorava per la loro liberazione. A Rimini la famiglia di Simona Pari, per difendersi dall’altalena emotiva del susseguirsi di notizie, ha adottato una sorta di codice di comportamento: “non sprofondare nel pessimismo in caso di notizie allarmanti ( come è successo nei giorni scorsi quando è arrivata la notizia della avvenuta esecuzione delle ragazze ) né lasciarsi andare a facili ottimismi. Continuano intanto le iniziative di solidarietà: la casa della pace di Rimini aveva promosso per oggi una giornata di digiuno.

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