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60° della Liberazione: annullata la festa di martedì. Due incontri ‘alternativi’

Rimini

15 settembre 2004, 17:24

in foto: L’Amministrazione Comunale di Rimini, in considerazione del preoccupante momento a livello nazionale e internazionale seguito al rapimento delle due volontarie italiane Simona Pari e Simona Torretta, ha deciso di limare il programma delle celebrazioni del 60° anniversario della Liberazione di Rimini:

in particolare, é annullata la festa prevista dalle 20 alle 21 di martedì 21 settembre.

Viene invece confermato, in virtù del valore artistico-culturale e dei contenuti inerenti i temi della pace e della libertà, lo spettacolo di Moni Ovadia intitolato ‘Goles. Concerto per cantare l’esilio’ in programma in piazza Cavour per la stessa serata.
Intanto a pochi giorni dalle celebrazioni posizioni diverse si mettono in evidenza su come cambiare il programma previsto per non rendere irreale il clima di festa nel bel mezzo dell’attesa di notizie che possano portare speranza per le due volontarie rapite in Iraq.
Filippo Berselli, sottosegretario alla difesa, promotore delle celebrazioni che si terranno dal 17 al 19 settembre, aveva già annunciato nei giorni scorsi l’annullamento di tutti i momenti ludici, tra cui la parata delle Frecce Tricolori.

Una misura di discrezione che troverebbe il consenso della comunità è quella che chiede in una lettera aperta a Filippo Berselli, il senatore riminese Sergio Zavoli, chiamato proprio da Berselli a premiare, nell’ambito delle iniziative sulla battaglia, un concorso per bambini.
“Mi auguro che tanta asciuttezza da te auspicata – scrive Zavoli – accompagni anche la conclusione a Montefiore Conca”.
Modificate alla luce del sequestro di Simona Pari e Simona Torretta, anche le due serate informative sugli effetti che produce la guerra, previste da un cartello di movimenti ed associazioni tra cui Rifondazione comunista, il Rimini social forum ed i Verdi, come risposta alle celebrazioni proposte dall’onorevole Berselli. Di cui contestano l’impostazione revisionista: “Perché celebrare la battaglia e le forze armate, e non invece la liberazione dalla dittatura e il sacrificio di tanti civili, che hanno combattutto nei gruppi partigiani?”
Partiti e associazioni che fanno capo alla sinistra movimentista fanno propri gli appelli alla mobilitazione di Un ponte per e del Forum sociale europeo. “Liberiamo le nostre sorelle” è lo slogan che hanno aggiunto nel loro programma, che prevede per domani alle 21 la proiezione di un documentario “Il caso italiano dell’uranio impoverito” di Sigfrido Ranucci, giornalista di Rai news 24, che ha fatto un reportage sulla Bosnia martoriata e sui militari italiani ammalati dopo essere stati in missione in quelle terre.
Per sabato, invece, è in programma un dibattito con gli interventi, tra gli altri, di Sergio Coronica di “Un ponte per …”, del giornalista Rai Ennio Remondino, e del giurista Fausto Giannelli.

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