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Zanzara tigre: il quadro resta critico. I consigli di Hera

AmbienteCesena

25 agosto 2004, 10:43

in foto: A Cesena Hera fa il punto sul proliferare della zanzara tigre, fenomeno purtroppo in aumento, e ricorda ai cittadini i consigli utili contro l'insetto. Da maggio, quando sono stati rinvenuti i primi focolai domestici, alla seconda settimana di agosto, sul distretto di Cesena sono state trattate 161.000 tombinature, con passaggi periodici regolari.
www.gruppohera.it/forli-cesena/

Il prodotto impiegato, a base di Temephos liquido, alla dose di 1 grammo per tombino, ha dimostrato la sua efficacia: dalle verifiche effettuate risulta che a tale dosaggio la mortalità larvale è prossima al 100%.

Sono stati effettuati 911 sopralluoghi in aree private e sono state compiute verifiche presso tutti i gommisti e i vivaisti del cesenate, considerati aree a forte rischio di infestazione.
Durante i controlli sono stati trovati infestati 250 bidoni, 35 fontane (prive di pesci rossi, noti divoratori di larve di zanzara), 128 sottovasi e 225 tombini; ove possibile, tali focolai sono stati eliminati dai tecnici di Hera.
Per dare l’esatta misura della diffusione della zanzara tigre, va precisato che un semplice sottovaso con acqua può contenere un centinaio di larve, e in un litro d’acqua se ne possono sviluppare diverse centinaia (fino a 800 – 1.000).

Nel cesenate le aree maggiormente infestate risultano la zona dell’Osservanza, il Monte, l’Ippodromo-Torre del Moro, l’Oltresavio, S. Mauro in Valle, le Vigne e S. Egidio.

La situazione è continuamente monitorata attraverso un sistema di ovitrappole (dispositivi che catturano le uova dalla zanzara tigre quando vengono deposte e che così indicano l’incidenza del fenomeno) disseminate in tutto il territorio comunale: il controllo è svolto dalla società Sesia per conto di Hera.

Dal monitoraggio emerge un quadro più critico rispetto allo scorso anno: nel 2003 le prime presenze di uova nelle ovitrappole sono state rinvenute nella prima settimana di luglio e sono risultate positive fino alla fine di ottobre, mentre quest’anno la prima presenza è stata riscontrata nella seconda settimana di giugno.
Le ovitrappole positive nel 2003 sono state al massimo il 30% sul totale, mentre nel 2004 nel mese di luglio si è arrivati al 60% di positività: tale aumento è stato favorito dall’andamento climatico di quest’estate, con temperature calde e piogge più frequenti rispetto all’anno scorso.

Alla luce di questa situazione il Comune ed HERA – spiega l’azienda – in collaborazione con l’Azienda USL di Cesena, hanno deciso di rafforzare l‘attività intensificando i trattamenti antilarvali finché si troveranno tracce di uova nelle ovitrappole.

I consigli di Hera:

Cosa possono fare i privati

La battaglia contro il proliferare della zanzara tigre ha effetto solo se agli sforzi delle istituzioni si uniscono quelli dei cittadini. E’ impensabile, infatti, prevedere interventi periodici su tutti i pozzetti privati, così come viene fatto per i pozzetti pubblici, o affidare al controllo dei tecnici tutti i possibili focolai (sottovasi, vasche, grondaie, ecc) nelle aree private.

E’ fondamentale quindi la collaborazione dei cittadini; purtroppo, però, solo il 23% dei privati finora contattati effettua autonomamente e regolarmente il trattamento antilarvale nei pozzetti di sua proprietà e meno dell’8% utilizza rame metallico nei sottovasi.
Per questo, oltre ai trattamenti pianificati e ai sopralluoghi, è stata effettuata un’attività divulgativa mirata, con distribuzione di volantini, interventi porta a porta (attuati dai tecnici di HERA in collaborazione con le Guardie Ecologiche Volontarie), serate informative aperte alla popolazione nelle sedi di alcuni quartieri, in collaborazione con il Comune di Cesena e l’Azienda USL di Cesena.

Sui focolai domestici non eliminabili (tombini), è stato consigliato l’impiego di specifici prodotti larvicidi biologici, a base di Bacillus thuringiensis var. israeliensis, reperibili in farmacia, nei consorzi agrari, nei negozi specializzati per la vendita di fitofarmaci, e nelle catene della grande distribuzione.

Bastano 5 gocce di prodotto in ogni tombino, operazione da ripetere ogni 7 giorni, per prevenire l’infestazione e uccidere le larve che daranno origine ai nuovi adulti di zanzara.

Il consiglio di Hera è quello di non limitarsi ai tombini, ma di evitare qualsiasi fonte di ristagno di acqua nella propria area privata. Basta veramente poco perché le larve si depositino: l’innaffiatoio, ad esempio, va svuotato ogni due giorni e mantenuto rovesciato per farlo seccare; occorre controllare con attenzione dietro le siepi, nei garage, per evitare anche il più piccolo, ed apparentemente innocuo, ristagno.

Nel caso in cui il trattamento non sortisca esito positivo, i cittadini possono sempre rivolgersi a Hera per un sopralluogo contattando il numero verde 800.999500 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 con orario continuato e il sabato dalle 8 alle 13).

Come e dove vive la zanzara tigre, e cosa fare per contrastarla

La zanzara tigre prolifera raggiungendo livelli elevati di infestazione soprattutto quando il clima è caldo-umido e il passaggio da uovo ad adulto, nei mesi più caldi, si attua in 7 giorni.

Le larve di tutte le zanzare vivono nell’acqua, mentre gli adulti si riparano all’ombra, tra la vegetazione, nelle siepi, nell’erba alta, nei cespugli dei giardini.

Le femmine depongono circa 50 uova ad ogni pasto di sangue, ogni 3-5 giorni. La vita media degli adulti è di circa tre settimane. Al contrario delle zanzare “comuni”, che scemano naturalmente alla fine di agosto, la zanzara tigre presenta un picco massimo di presenze alla fine del mese di agosto e rimane attiva per tutto il periodo successivo, se la temperatura permane favorevole.

Attualmente le problematiche derivanti dalla presenza di zanzara tigre (Aedes albopictus) sono dovute all’elevato grado di fastidio che essa provoca con le sue dolorose punture. La reazioni variano in base alla sensibilità dei soggetti colpiti: alcuni reagiscono con reazioni allergiche di tipo emorragico localizzate, a volte la lesione può essere molto estesa e perdurare per giorni.

Cosa fare in caso di puntura

In caso di puntura si consiglia di lavare e disinfettare la parte colpita, fare impacchi con il ghiaccio o con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool etilico: l’effetto rinfrescante e anestetizzate riduce il prurito e limita il gonfiore. Nelle situazioni più gravi può essere applicata una pomata al cortisone.

Può essere utile ricordare che le zanzare sono attirate dai colori scuri e vivaci, per cui sarebbero da preferire indumenti chiari che coprano la maggior parte del corpo, soprattutto le gambe e le caviglie. Il sudore, i profumi e i deodoranti dolciastri attirano le zanzare, mentre risultano repellenti gli estratti al geraniolo, all’eucalipto e alla citronella.

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