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Ricevuto pubblichiamo: ancora FI sul concerto ‘Per non dimenticare’

Rimini

19 agosto 2004, 13:43

in foto: Continua il botta e sriposta tra Forza Italia e l'amministrazione comunale riminese sul concerto 'Per non dimenticare' di lunedì sera in p.zza Cavour.

FORZA ITALIA RIMINI
Il Coordinatore Provinciale

Caro Melucci,

ho letto la Tua dichiarazione e non sono sorpreso; ognuno di noi può oggi militare in Partiti che nel tempo hanno assunto nomi diversi, ma le sue convinzioni, i suoi valori, la sua formazione politica e quindi anche il suo modo d’ essere, se lo porterà dietro, per sempre.
Nella Tua, una serie di elementi confermano la tua cultura politico-partitica, della quale, mentre Tu ne sarai fiero, a me serve per dimostrare le differenze che sono macroscopiche e che si confermano, insanabili.


Come può un Vice-Sindaco non capire e non distinguere la differenza tra l’ essere e la dialettica, anche forte tra i Partiti ed i limiti che vi sono nei rapporti istituzionali tra Enti ed Istituzioni pubbliche, quali sono il Comune, la Provincia, la Regione, il Governo ed il suo Presidente del Consiglio ?
Una parte di quello che tu definisci “pubblico composto che partecipava” era in realtà solo composto da gruppi pre-confezionati, che partecipavano ad una manifestazione con “artisti”, che Tu confermi, scelti ad arte dal Comune perché ritenuti capaci di coinvolgere, guidare, sollecitare e, aggiungi io, produrre fenomeni di psicosi collettiva ed un coinvolgimento emotivo squallido, che garantisse una serie di offese, ingiurie, calunnie al Governo ed al Presidente del Consiglio (non ad un rappresentante di un Partito, ma ad un Organo istituzionale dello Stato italiano).

Dire che il comportamento, di quella parte del pubblico, guidato e sollecitato, fosse “pienamente in sintonia con un’ iniziativa nata per affermare il valore della libertà, dell’ antifascismo, della partecipazione civile e della memoria” supera il limite della normale decenza e sconfina nel censurabile tentativo di cercare comunque di legittimare comportamenti che il cittadino riminese, anche se inquadrato ma di buon senso, bollerebbe come vergognoso e non appartenente alla sua cultura.
Quanto accaduto lo definisci “un indubbio fatto positivo”: Ma vogliamo scherzare? Cosa centra la libertà, l’ antifascismo, la partecipazione civile, addirittura la memoria della storia di Rimini, con le offese al Presidente del Consiglio?
Non ti accorgi di avere superato la misura?
La verità è che quei valori che Tu citi sono stati ampiamente traditi dal comportamento rozzo, squallido ed intollerante di chi “guidava” la manifestazione!

Mi attribuisci cose mai dette, mai pensate, funzionali solo alla denigrazione di chi pensa in modo diverso!. Anche questo è tipico ma inaccettabile! Non mi appartiene la personalizzazione del confronto: è propria del mondo comunista, che non condivido, ma che questa volta sono costretto ad accettare.
Che tu pretenda o meno di vedermi brindare in piazza, non mi interessa; desidero invece ricordarTi che sono stato, con orgoglio, democristiano; mi riconosco nei suoi valori, tra i quali la resistenza, che molto bene esprimevano le formazioni guidate dall’ amico Paolo Emilio Taviani che mai, a differenza di altri, si è macchiato di delitti nei confronti di altri Partigiani e, proprio per questo, confermo che non avrei nessuna difficoltà a brindare in qualunque piazza d’ Italia, con 5 o 50 mila persone, riunite per celebrare quei valori ai quali ti richiami ed ai quali aggiungo di mio, anche l’ anticomunismo (ed non so se ti troverei al mio fianco, ma anche questo fa la differenza) e non “mi sarebbe affatto gradita”, come in maniera subdola mi attribuisci, recitando solo un tuo pensiero, trovare una piazza vuota se questi valori, fossero l’ oggetto della manifestazione.
Come non mi è gradita una piazza con un gran tabellone luminoso con le scritte “applausi o risate o bis”, a comando!.
Anzi, è questo il motivo della mia indignazione: non vi era un tabellone luminoso, ma vi era la storia di quei complessi, la conoscenza del loro modo d’esprimersi e la conseguente scelta consapevole e voluta del Comune, che garantiva quello che poi è accaduto, cioè uno scontro istituzionale deciso dal Comune (non conosco in tutto questo il ruolo della Provincia e della Regione che hanno concorso nella spesa) contro il Governo ed il suo Presidente del Consiglio.
Questa volontà trova poi ulteriore conferma dal tuo tentativo, maldestro e puerile, di giustificare l’ accaduto, citando due frasi attribuite al Presidente sui giudici e su una cittadina riminese, quest’ ultima peraltro smentita dall’ interessato e già pubblicata sul sito di F.I.
Mi dispiace, caro Melucci, ma non credo che questa commemorazione dei Tre Martiri, passi alla storia di Rimini come una cosa della quale la, anche Tua, Amministrazione debba vantarsi.

Forza Italia Rimini
Il Coordinatore Prov. le
Giuliano Giulianini

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