giovedì 24 gennaio 2019
In foto: Qualche irriducibile che preferisce raccogliere verbali e metterli in mano agli avvocati c'é ancora, ma a Rimini i risultati del nuovo protocollo sulle emissioni sonore, a due mesi esatti dalla sua entrata in vigore, si vedono. Anzi, si sentono.
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dom 1 ago 2004 09:05 ~ ultimo agg. 00:00
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Il tema resta delicato: si veda, proprio al confine sud di Rimini con Riccione, il caso del Marano, dove il sindaco Imola ha adottato la linea dura con i locali in spiaggia, dopo aver preso atto delle loro irregolarità. Anche se alla fine dell’estate manca ancora un mese cruciale, agosto, il primo bilancio del protocollo è positivo, commenta Stefano Vitali, assessore alla Polizia Municipale.

Come noto, mettere d’accordo amministrazione, esercenti e cittadini su un compromesso non è stata impresa semplice. Anche perché i luoghi del divertimento nascono nel giro di pochi anni, come è successo per la zona del porto e per il centro. Cambiamenti a volte troppo veloci per le norme e i regolamenti. Risolvere la questione rumori in una sola stagione sarebbe impossibile: il Comitato del Centro Storico ha chiesto un nuovo incontro all’Amministrazione. Ma rispetto a un anno fa, quando la questione rumori era un campo minato, le cose sembrano cambiate.

Anche per Tete Venturini i locali che non si adeguano alle nuove norme ormai sono pochi. Peccato che, rumore o non rumore, di gente ce ne sia sempre meno, lamenta il presidente della Confcommercio riminese.

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