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Legambiente lancia l’allarme alghe in Adriatico. La regione replica

AmbienteRegione

10 agosto 2004, 19:15

in foto: La stagione turistica della riviera riminese non sta andando molto bene e a rincarare la dose di un anno difficile ora arrivano anche le alghe. Chilometri di banchi antistanti la costa che insidiano i tuffi dei bagnanti.
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Le piogge dei giorni scorsi hanno aumentato il carico fognario riattivando il fenomeno dell’eutrofizzazione e in qualche misura della tanto temuta mucillagine.
Il punto della situazione è stato fatto oggi a Rimini in occasione della presentazione dei dati sulla qualità dell’acqua della riviera riminese. I dati sono stati raccolti da Goletta Verde di Legambiente che sta monitorando tutte le maggiori località dell’Adriatico. Ascoltiamo Luigi Rambelli, presidente di Legambiente Emilia Romagna.

Nello specifico, dai prelievi raccolti dal 2 al 5 agosto in alcune località della costa riminese, emerge che la zona più inquinata è ovviamente l’area antistante la foce del Marano a Riccione. Leggermente inquinata, invece, la zona di Bellariva di Rimini. Buone notizie per gli altri punti monitorati: non risultano inquinate le acque analizzate davanti allo stabilimento Libeccio di Rimini, cento metri a nord del porto canale, quelle degli stabilimenti 69 e Alta Marea di Cattolica, e del Bagno Roberto di
Misano Adriatico, 100 metri a nord di Porto Verde.
Ma per Legambiente le alghe rappresentano un campanello d’allarme che non va trascurato. Il fenomeno dimostra la degenerazione dei corsi d’acqua. Sono necessari interventi mirati iniziando dalla depurazione del po e dei fiumi ingenerale. Per questo Legambiente lancia la proposta di un tavolo di concertazione. Sentiamo Alessandra Bonfanti, portavoce di Goletta Verde.

La proposta è stata accolta dagli amministratori locali presenti. Nell’incontro sono stati premiati anche 12 delle 315 strutture aderenti a “legambiente turismo”. Fra questi due hotel di Rimini, uno di Riccione e uno di Bellaria Igea Marina.

Ai dati di Legambiente replica l’assessorato regionale al turismo.
In una nota si parla di dati non corrispondenti a quanto segnalato quotidianamente dall’agenzia Regionale per l’Ambiente.
Secondo il rapporto elaborato dal battello oceanogarfico Daphne per l’ Arpa la costa emiliano romagnola presenta bassi indici di eutrofizzazione. La fioritura di microalghe rosso-brune interessa in maniera non uniforme le sole acque strettamente costiere a 50-100 metri dalla battigia. Il fenomeno si deve alle alte temperature e al mare calmo e, sempre secondo l’Arpa, non ci sono implicazioni di carattere ecologico.

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